Il castello delle donne maledette

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Il castello delle donne maledette
Titolo originale The Ghost in the Invisible Bikini
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1966
Durata 82 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere commedia, orrore, musical
Regia Don Weis
Soggetto Louis M. Heyward
Sceneggiatura Louis M. Heyward, Elwood Ullman
Produttore Samuel Z. Arkoff, James H. Nicholson
Casa di produzione American International Pictures
Fotografia Stanley Cortez
Montaggio Fred R. Feitshans Jr., Eve Newman
Effetti speciali Roger George
Musiche Les Baxter
Scenografia Daniel Haller (art director)
Clarence Steensen (set decorator)
Trucco Ted Coodley, Ray Forman
Interpreti e personaggi

Il castello delle donne maledette (The Ghost in the Invisible Bikini) è un film del 1966 diretto da Don Weis.

È una commedia horror statunitense a sfondo musicale con Tommy Kirk, Deborah Walley e Aron Kincaid.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, diretto da Don Weis su una sceneggiatura di Louis M. Heyward e Elwood Ullman e un soggetto dello stesso Heyward, fu prodotto da Samuel Z. Arkoff e James H. Nicholson[1] per la American International Pictures[2] e girato a Pasadena, California,[3] con un budget stimato in 200.000 dollari.[4] Il titolo di lavorazione fu Beach Party in a Haunted House.[5]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito con il titolo The Ghost in the Invisible Bikini negli Stati Uniti dal 6 aprile 1966[6] (première a Boston[5]) al cinema dalla American International Pictures.[2]

Altre distribuzioni:[6]

  • in Germania il 24 luglio 2002 (Erbschaft um Mitternacht, in TV)
  • in Brasile (Fantasma de Biquini)
  • in Italia (Il castello delle donne maledette)
  • in Brasile (O Fantasma de Biquíni)

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Rudy Salvagnini (Dizionario dei film horror) il film è "un tardo incrocio tra beach movie e horror, anche se per la verità una spiaggia vera e propria non c’è. In compenso, ed è ciò che lo accomuna ai beach movie, abbondano i bikini e le canzonette soft rock". Anche il lato orrorifico risulterebbe accantonato a favore delle caratterizzazioni comiche e scanzonate.[7]

Secondo Leonard Maltin il "settimo e ultimo film della serie Beach Party non riesce a decollare malgrado una galleria di personaggi completamente rinnovata".[8]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Le tagline sono:[9]

  • "When a pretty ghoul trades in her bed sheet for a bikini!".
  • "There's something blood-curdling for everyone!".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IMDb - Cast e crediti completi. URL consultato il 31 maggio 2013.
  2. ^ a b (EN) IMDb - Crediti per le compagnie. URL consultato il 31 maggio 2013.
  3. ^ (EN) IMDb - Luoghi delle riprese. URL consultato il 31 maggio 2013.
  4. ^ (EN) IMDb - Box office / incassi. URL consultato il 31 maggio 2013.
  5. ^ a b (EN) American Film Institute. URL consultato il 31 maggio 2013.
  6. ^ a b (EN) IMDb - Date di uscita. URL consultato il 31 maggio 2013.
  7. ^ MYmovies. URL consultato il 31 maggio 2013.
  8. ^ Leonard Maltin, Guida ai film 2009, Dalai editore, 2008, p. 846, ISBN 8860181631. URL consultato il 31 maggio 2013.
  9. ^ (EN) IMDb - Tagline. URL consultato il 31 maggio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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