Il buio oltre la siepe (romanzo)

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Il buio oltre la siepe
Titolo originale To Kill a Mockingbird
Autore Harper Lee
1ª ed. originale 1960
1ª ed. italiana 1960
Genere Romanzo
Lingua originale inglese
Ambientazione Maycomb (città immaginaria dell'Alabama), anni trenta
Protagonisti Scout Finch Jem Finch
Altri personaggi Alexandra Hancock
Atticus Finch
Bob Ewell
Boo Radley
Calpurnia
Dill Harris
Jem Finch
Maudie Atkinson
Mayella Ewell
Tom Robinson
Seguito da Go Set a Watchman

Il buio oltre la siepe, titolo originale To Kill a Mockingbird (Uccidere un usignolo [1]) è un romanzo della scrittrice statunitense Harper Lee, pubblicato nel 1960. Ebbe un immediato successo e, nello stesso anno di uscita, all'autrice fu assegnato il premio Pulitzer.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Alabama. Inizio Anni Trenta, dopo la Grande Depressione. Jean Louise (Scout) e Jeremy (Jem) Finch, sono due ragazzini orfani di madre che vivono nella piccola cittadina immaginaria di Maycomb. Il padre Atticus è avvocato e, nonostante il poco tempo concessogli dalla sua professione, si occupa con grande sensibilità e affetto dell'educazione dei suoi due figli, col solo sostegno della brava domestica nera Calpurnia. La storia viene raccontata in prima persona dalla protagonista Scout ormai adulta. Si svolge nell'arco di tre anni. Inizia quando la bambina ha sei anni ed è impegnata, durante l'estate, in giochi avventurosi col fratello Jem, più vecchio di quattro anni e con l'amico Dill, suo coetaneo. Abituati a inventare personaggi ispirati alle vicende dei loro romanzi di avventura preferiti, sono attratti dalla misteriosa presenza di Boo (Arthur Radley), il vicino di casa. Costui, in passato membro di una gang di giovinastri, per evitare il riformatorio, vive segregato in casa. La tranquillità della cittadina è sconvolta da una grave vicenda: Tom Robinson, un bracciante nero, viene ingiustamente accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazza bianca (Mayella Ewell). Atticus è incaricato dal giudice Taylor di difenderlo. Riesce a dimostrare l'assenza di prove e avvalora l'innocenza dell'imputato facendo comprendere che le percosse subite dalla giovane sono opera di suo padre, il crudele e ignorante Bob Ewell, ma il Tribunale decide ugualmente di condannare Tom. Scout e Jem assistono all'intero processo dalla balconata riservata ai neri, ospiti del loro Pastore. La maggioranza degli abitanti di Maycomb disprezza Atticus, che viene definito “negrofilo” e che ha permesso ai suoi figli di mescolarsi al pubblico di colore durante il processo. Tom viene messo in prigione. L'avvocato Finch pensa che ci siano buone possibilità di una vittoria in appello, ma il detenuto è stanco e depresso e durante l'ora d'aria tenta di fuggire: verrà ucciso dalle fucilate delle guardie come un povero uccellino indifeso. Nonostante questo, Bob Ewell continua a nutrire un terribile odio nei confronti di Atticus che lo spinge addirittura a cercare di uccidere Jem e Scout mentre stanno rincasando una sera al ritorno dalla festa di Halloween. I bambini vengono salvati da Boo, che per anni li aveva osservati in silenzio dall'interno della sua abitazione considerandoli forse i suoi unici amici. Per salvare i due ragazzi Boo è costretto a uccidere Ewell. Lo sceriffo ne è consapevole ma, per evitare allo psicolabile Arthur lo stress del processo e i clamori della folla, decide di archiviare il caso come un incidente. [2]

Titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo in lingua italiana è una metafora ripresa da uno dei passi del libro in cui si parla di Boo Radley, il vicino di casa dei Finch, che Jem e Scout non hanno mai visto e che temono solo perché non conoscono: oltre la siepe che separa la casa dei Radley dalla strada c'è l'ignoto. Il "buio oltre la siepe" rappresenta l'ignoto e la paura che genera il pregiudizio.

« Quasi tutte le persone sono simpatiche quando si riescono a capire.[3] »

Nel testo ci sono più numerosi riferimenti al titolo originale To Kill a Mockingbird" ( uccidere un "Mockingbird"), un'azione crudele e immotivata. Il "Mockingbird" è un uccellino dal nome scientifico mimus polyglottos. [4] molto diffuso negli Stati Uniti ma non è presente in Italia: la traduzione, mancando di un preciso termine corrispondente, ha variamente proposto sinonimi come tordo, passero, usignolo.

Passi contenenti riferimenti al titolo:

« Egli (il direttore del giornale locale di Maycomb) semplicemente argomentava che era un delitto uccidere uno storpio, in piedi, seduto o in fuga che fosse. Egli paragonava la morte di Tom all'insensata ecatombe di uccellini ad opera di cacciatori e bambini, e Maycomb pensò che la sua intenzione fosse di scrivere un editoriale tanto poetico da venir riportato sul Bollettino di Montgomery.[5] »

Per Natale lo zio Jack regala ai ragazzi un fucile e Atticus così commenta :

« Preferirei che sparaste ai barattoli in cortile, ma so già che andrete dietro agli uccelli. Sparate fin che volete alle ghiandaie, se vi riesce di prenderle, ma ricordatevi che è peccato uccidere un passero. - Era la prima volta che udivo Atticus dire che era peccato fare una data cosa, così andai a informarmi da miss Maudie. - Tuo padre ha ragione - disse. - I passeri non fanno niente di speciale, ma fa piacere sentirli cinguettare. Non mangiano le sementi dei giardini, non fanno il nido nelle madie; non fanno proprio niente, solo cinguettano. Per questo è peccato uccidere un passero.[6] »

La stessa metafora dell'uccellino indifeso viene usata anche da Scout nelle ultime pagine del libro in riferimento a Boo se fosse stato sottoposto a un processo :

« Atticus aveva l'aria di uno che ha bisogno d'esser tirato su di morale. Corsi da lui, lo strinsi e l'abbracciai con tutte le mie forze.

- Sì signore, capisco benissimo- lo rassicurai. - Il signor Tate aveva ragione.- Atticus si liberò dalle mie braccia e mi guardò. - Che vuoi dire? - - Beh, sarebbe come uccidere un passero - Atticus appoggiò il viso sui miei capelli e ce lo mosse su e giù.[7] »

Adattamento cinematografico[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1962 fu tratto dal romanzo l'omonimo film diretto da Robert Mulligan e interpretato da Gregory Peck, vincitore di tre premi Oscar.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia fu pubblicato per la prima volta dalla casa editrice Feltrinelli nel 1960, nella traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il personaggio di Dill, il ragazzo compagno di giochi dei due protagonisti, richiama allo scrittore Truman Capote, amico d'infanzia dell'autrice e che la spinse successivamente a raccontare in un libro, in forma romanzata, gli episodi legati alla loro adolescenza.
  • Il padre di Harper Lee, anch'egli avvocato, che si tende a identificare con il personaggio di Atticus, era in realtà di idee segregazioniste.
  • Nel 2001 Richard M. Daley, l'allora sindaco di Chicago, consigliò ai suoi concittadini la lettura del libro, di cui fece acquistare numerose copie da distribuire nelle biblioteche.
  • Nel 2015 è pubblicato Go Set a Watchman, tradotto e pubblicato in italiano Va', metti una sentinella, un nuovo romanzo di Harper Lee. Nonostante sia uscito 55 anni dopo Il buio oltre la siepe, questo libro è stato scritto per primo, a metà degli anni cinquanta[8]. Inoltre, in Go Set a Watchman, sono presenti gli stessi personaggi poi utilizzati in Il buio oltre la siepe, ma la storia si svolge all'incirca 20 anni dopo i fatti accaduti nel primo libro[8].

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Harper Lee, Il buio oltre la siepe, traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer, 1ª ed., Milano, Feltrinelli, 1960, p. 410. ISBN non esistente
  • Harper Lee, Il buio oltre la siepe, traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer, 1ª ed., Milano, Garzanti, 1962, p. 334. ISBN non esistente

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per la precisione, nella versione originale l'uccello citato è il mimo settentrionale (Northern Mockingbird), una specie di tordo che non è diffusa in Europa quanto lo è in America: in italiano si è tradotto con usignolo, tordo o passero.
  2. ^ Harper Lee, Il buio oltre la siepe, traduzione di Amalia D'Agostino Schanzer, 1ª ed., Milano, Feltrinelli, 1960
  3. ^ Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Edizioni Feltrinelli, 9° edizione, luglio 1963, p. 410.
  4. ^ Irene Bignardi http://www.lemanieditore.com/images/PDF/il_buio.pdf
  5. ^ Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Edizioni Feltrinelli, 9° edizione, luglio 1963, p. 123.
  6. ^ Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Edizioni Feltrinelli, 9° edizione, luglio 1963, p. 135.
  7. ^ Harper Lee, Il buio oltre la siepe, Edizioni Feltrinelli, 9° edizione, luglio 1963, p. 403.
  8. ^ a b Andrea Bettoncelli, Harper Lee pubblicherà il sequel de "Il Buio Oltre la Siepe", in gamobu.eu, 4 febbraio 2015. URL consultato il 27 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo F. Esposito, Il buio oltre la siepe. Il libro, il film, Le Mani-Microart's, Recco 2009, ISBN 978-88-8012-486-3
  • Giagnoni Silvia, Oltre la siepe. Alla ricerca di Harper Lee, Edizioni dell'asino, 2009.
  • Johnson Claudia, To Kill a Mockingbird: Threatening Boundaries, Twayne Publishers, 1994. ISBN 0-8057-8068-8
  • Mancini Candice, Racism in Harper Lee's To Kill a Mockingbird, The Gale Group, 2008. ISBN 0-7377-3904-5
  • Murphy Mary M.,Scout, Atticus, and Boo: A Celebration of Fifty Years of To Kill a Mockingbird, HarperCollins Publishers, 2010. ISBN 978-0-06-192407-1
  • Noble Don, Critical Insights: To Kill a Mockingbird by Harper Lee, Salem Press, 2010. ISBN 978-1-58765-618-7
  • Petry Alice, Introduction" in On Harper Lee: Essays and Reflections. University of Tennessee Press: 1994. ISBN 1-57233-578-5
  • Shields Charles, Mockingbird: A Portrait of Harper Lee, Henry Holt and Co., 2006. ISBN 0-8050-7919-X

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