Il bandito solitario

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il bandito solitario
Titolo originaleThe Law of the Range
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneUSA
Anno1928
Durata60 min.
Dati tecniciB/N
rapporto: 1.37:1
film muto
Generewestern
RegiaWilliam Nigh
SoggettoNorman Houston
SceneggiaturaRobert E. Hopkins, Richard Schayer
Casa di produzioneMGM
FotografiaClyde De Vinna
MontaggioDan Sharits
CostumiLucia Coulter
Interpreti e personaggi

Il bandito solitario (The Law of the Range) è un film del 1928 diretto da William Nigh. Una storia western su due fratelli rivali che amano ambedue la stessa donna, in questo caso Joan Crawford in uno dei suoi film del periodo muto.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Due fratellini vengono separati durante un attacco dei pellerossa e il loro destino si divide. Vent'anni dopo, Jim fa il ranger e caccia i delinquenti. Il fratello invece è diventato un bandito e si fa chiamare Solitaire Kid. Jim si mette sulle tracce del Kid, ladro, rapinatore e assassino. La sua ragazza, Betty Dallas, viene rapita dal Kid mentre è su una diligenza in viaggio. Il bandito si innamora di lei. Betty nota che il fidanzato e il Kid hanno il medesimo tipo di tatuaggio. Un grande incendio divampa nella prateria, portando ovunque morte e distruzione. Scampati alle fiamme, i due fratelli, avversari nella vita e rivali per amore, ingaggiano un duello a colpi di fucile. Il Kid viene ferito mortalmente, ma ritrova, morente, la madre che aveva perduto tanti anni prima, con Betty che lo assiste. Jim, che ha ucciso suo fratello, è invaso dalla tristezza.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget stimato fu di 80.000 dollari. Il film venne prodotto dalla MGM.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla MGM, il film uscì nelle sale il 21 gennaio 1928.

Date di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita

  • USA 21 gennaio 1928
  • Finlandia 18 novembre 1929

Alias

  • The Law of the Range USA (titolo originale)
  • Die brennende Prärie - Das Gesetz des Westens Austria
  • Il bandito solitario Italia

La critica[modifica | modifica wikitesto]

Photoplay scrisse: "Se Tim McCoy ha l'ambizione di diventare un Bill Hart, con questo film comincia bene. Con l'aiuto del suo cavallo bianco, il Boy Bandit, i fucili e il grande incendio della prateria, ci dà un'interpretazione che non è soltanto da brivido, ma ti coinvolge anche con passione"[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lawrence J. Quirk, The Films of Joan Crawford pag 60

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lawrence J. Quirk, The Films of Joan Crawford, The Citadel Press, Secaucus 1968 - ISBN 0-8065-0008-5

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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