Il Monello (rivista)

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Il Monello
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere Settimanale
Fondazione 11 maggio 1933
Chiusura 12 ottobre 1990
Sede Milano
Editore Editoriale Universo
 

Il Monello è stata una rivista di fumetti settimanale, per bambini prima e per adolescenti dopo, pubblicata dagli anni trenta ai novanta dalla Editoriale Universo dei fratelli Alceo, Cino e Domenico del Duca, interessati a valorizzare gli autori italiani.[1] La rivista deve il suo nome al protagonista del film di Charlie Chaplin, Il Monello, interpretato dal giovane Jackie Coogan.[2] Accolse tra le sue pagine fumetti e strisce divenute piuttosto celebri, come Arturo e Zoe, così come illustrazioni di autori altrettanto celebri, come Walter Molino. Negli anni modificò il formato e i contenuti e dagli anni settanta i fumetti lasciarono sempre più spazio a rubriche musicali rivolte ad un pubblico adolescenziale.[1] Venne pubblicata per oltre sessanta anni arrivando a superare i duemila numeri.[1]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La testata si ispira al fim omonimo di Charlie Chaplin interpretato da Jackie Coogan nel 1921 e a Skippy, importante personaggio dei fumetti creato da Percy Crosby e protagonista di un lungometraggio del 1931.[3][2] La testata edita dall'Editoriale Universo e destinata a un pubblico di bambini, richiama il personaggio di Chaplin ma il protagonista delle storie che pubblica è Skippy nell'interpretazione di Jackie Cooper.[2] Il primo numero della testata pubblica in prima pagina senza nuvolette ma con testo a didascalia in rima, una storia autoconclusiva realizzata da V. Castelli in sei quadri intitolata "Jackie Cooper gioca una partita di rugby" mantenendo questa formula per molto tempo fino a quando non vngono introdotte i ballon.[2] La testata esordì in edicola nel maggio 1933 e venne pubblicata settimanalmente in formato giornale bicromia (nero e rosso) e poi, dal 1937, in tricromia fino al settembre 1939 per 339 numeri e alla sospensione della pubblicazione le storie a fumetti confluiscono nella testata L'Intrepido dello stesso editore. In questo primo periodo pubblica esclusivamente storie di autori italiani al quale, dal 1937, affianca anche storie di produzione americana. Riprende a essere pubblicata nel 1953 con una nuova numerazione e in formato libretto e dedicato a bambini e adolescenti pubblicando personaggi creati da Luigi Grecchi che entreranno nella storia del fumetto come Forza John disegnata da Erio Nicolò e Rocky Rider disegnato da Mario Uggeri e Loredano Ugolini oltre a serie come Arturo e Zoe di Ernie Bushmiller e altre scritte e disegnate da Gino Gavioli e da Antonio Terenghi come il celebre Pedrito el Drito.[1][4] Riappare anche il personaggio del Monello, ora chiamato Superbone, protagonista di una serie di storie con una zia e un gruppo di amici; questa serie durerà molti anni grazie a buoni autori e ai disegni di Erio Nicolò.[2] Dal 1963 il conto delle annate inizia a tenere in considerazione anche il primo ciclo di pubblicazioni anteguerra per cui si passa dal 1962, anno X della seconda serie, al 1963, anno XXXI dall'esordio nel 1933. Dal n° 29 del 1964 inizia un terzo ciclo della vita della rivista che viene rinominata Il Monello Jet assorbendo il settimanale Jimmy Jet; comincia ad apparire rubriche e fotoromanzi e alcuni personaggi umoristici di scuola franco-belga. Riprende la vecchia denominazione a partire dal n° 12 del 1967. La testata cambia ancora formato a partire dal primo numero del 1970 passando da quello a libretto (cm 12,2x17,8) a uno più grande (16x22,5 cm che la caratterizzerà fino al 1974 quando, dal n° 27 del 1974 passa a un formato più grande (19x24,5). Cominciano ad apparire rubriche sportive e musicali modificando il target di riferimento e diventando una rivista per adolescenti aumentando dal 1980 lo spazio dedicato a rubriche e interviste che occupano ora un numero rilevante di pagine; Il motivo di tale scelta editoriale si lega sia alla tendenza dei giornali dell'epoca che alla fascia di pubblico maggiormente lucrativa per questi: gli adolescenti.[senza fonte]; coerentemente, il sottotitolo della rivista si modifica in “il settimanale che fa spettacolo” per poi diventare “Fumetti attualità musica e tv”. Dal 1987 lo spazio dedicato ai fumetti viene ulteriormente ridotto. Dal n° 9 del 1989 la testata diventa “Il Monello nuovo” e dal n° 38 del 1989 diventa Il Monello Okay!, denominazione che verrà mantenuta fino alla sospensione definitiva delle pubblicazioni nel 1990. In 63 anni verranno pubblicati un totale di 2.325 numeri.[1][4]

Tra i collaboratori che scrissero in quel periodo sul Monello, ricordiamo Renzo Arbore, Enzo Tortora, Gianni Vasino, Alfredo Rossi, Luciano Gianfranceschi, Federico Urban, Renato Colombo.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Il Monello, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 30 maggio 2017.
  2. ^ a b c d e FFF - Fumetto, il Monello / Superbone, su www.lfb.it. URL consultato il 30 maggio 2017.
  3. ^ FFF - IL MONELLO giornale, su www.lfb.it. URL consultato il 30 maggio 2017.
  4. ^ a b FFF - Testate, IL MONELLO, su www.lfb.it. URL consultato il 30 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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