Il Marzocco

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Il Marzocco
Stato Italia Italia
Periodicità Settimanale
Genere Rivista letteraria
Formato 50 cm[1]
Fondatore Adolfo e Angiolo Orvieto
Fondazione 2 febbraio 1896
Chiusura 25 dicembre 1932
Sede Firenze
Editore Vallecchi[2]
Direttore Enrico Corradini
 
Manifesto de Il Marzocco

"Intendiamo opporci con tutte le nostre forze a quella produzione d'opere letterarie ed artistiche in generale che hanno le loro origini fuori della PURA BELLEZZA.

Noi NON TENTEREMO quella critica delle opere d'arte che in esse tutto ricerca fuori che il segreto della loro vita; NON CI LAMENTEREMO per quello che l'artista non ha messo nell'opera, eviteremo ogni giudizio morale o sociologico in quanto l'arte non può essere messa al servizio delle scienze morali e sociali".

Il Marzocco è stata una rivista letteraria italiana fondata a Firenze il 2 febbraio 1896 e terminata il 25 dicembre 1932. La testata, fondata da Adolfo e Angiolo Orvieto, riprese il nome e l'impresa araldica dell'antico leone rampante in rame che costituiva uno degli stemmi della Repubblica fiorentina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata un anno dopo la rivista Convito, il settimanale Il Marzocco, il cui titolo viene scelto da Gabriele D'Annunzio, iniziò le sue pubblicazioni sotto la direzione dei due fondator Adolfo e Angiolo Orvieto il 2 febbraio 1896. Un anno dopo, il 7 febbraio 1897, la sua direzione veniva presa da Enrico Corradini. La rivista si presenta subito, fin dal primo numero, con i suoi eleganti quattro fogli, in bel formato e con incisioni in bistro (che diventeranno sei grandi in nero, con incisioni e fotografie di opere d'arte). In questo modo Il Marzocco dà inizio alla serie fiorentina delle riviste dell'estetismo che continueranno all'inizio del Novecento con il Leonardo e Hermes.

Nella sua prima fase di vita (1896-1899), il periodico si dimostra anti-positivista e simbolista, votato al culto dell'arte per l'arte. Il Manifesto della rivista, steso da Saverio Garano e Gabriele D'Annunzio, denota chiari ideali di estetismo antipositivista. Il Marzocco dimostra subito il suo entusiasmo per l'opera di Giovanni Pascoli, che accoglie e difende. Negli anni che vanno dal 1896 al 1899 la polemica del Marzocco contro l'accademismo erudito procede di pari passo con le tendenze di carattere estetizzante che vogliono ridare vita alla letteratura e alle arti figurative. Nei numeri del 17 febbraio, 7 marzo e 11 aprile 1897, compaiono molte liriche del poeta forlivese insieme alla prosa Il fanciullino che enuncia la poetica pascoliana di poesia come invenzione pura, al di fuori della storia e del tempo.

Nel 1900 la direzione della rivista passa ad Adolfo Orvieto. Avviene un'inversione di tendenza. Il nuovo motto è: "Fare guerra spietata a tutto ciò che è pura arte e pura bellezza perché il tempo della letteratura decorativa è passato".

Negli anni dal 1911 al 1914 si infittiscono sulle pagine della rivista articoli di irrazionalismo politico e riscossa nazionale. Dopo l'annuncio dello scoppio della guerra dato da Luciano Zuccoli nel n. 31 del 2 agosto 1914, Marzocco si schiera a favore dell'interventismo italiano, riducendo così sulle sue pagine gli spazi per le attività letterarie. Nel periodo bellico Il Marzocco conduce un'aspra battaglia contro la "barbarie germanica" coinvolgendo così tutta la cultura. Il Marzocco si fa dunque portavoce di una fazione che sostiene la necessità del conflitto.

Nel 1922 sostiene apertamente l'impresa nazionalistica di D'Annunzio a Fiume.

Le leggi fasciste sulla stampa del 1926 risparmiarono Il Marzocco, ma la rivista perse il suo valore. Iniziò un periodo di decadenza che terminò con la sospensione delle pubblicazioni, avvenuta il 25 dicembre del 1932.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per i primi numeri: 58 cm.
  2. ^ Per i primi numeri: tipografia L. Franceschini.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Marzocco, carteggi e cronache fra Ottocento e avanguardie, 1887-1913, mostra documentaria, coordinata da Caterina Del Vivo; catalogo a cura di Caterina Del Vivo e Marco Assirelli, Firenze, Mori, 1983;
  • Il Marzocco, carteggi e cronache fra Ottocento e avanguardie, 1887-1913, atti del Seminario di studi, 12-13-14 dicembre 1983, a cura di Caterina Del Vivo, Firenze: L. S. Olschki, 1985;
  • Antonio Carrannante, I problemi scolastici nelle annate del "Marzocco" (1896-1932), ne I problemi della pedagogia, 1996, 1-3, pp. 19–69;
  • Antonio Carrannante, Spigolature leopardiane: le posizioni del "Marzocco" (1896-1932) nella storia della critica leopardiana, in Otto/Novecento, settembre-dicembre 1998, pp. 37–61;
  • Antonio Carrannante, La "questione della lingua" nelle annate del "Marzocco" (1896-1932), in Otto/Novecento, gennaio-aprile 2005, pp. 131–150:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]