Il Cristo proibito

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Il Cristo proibito
Il Cristo proibito.png
Raf Vallone e Rina Morelli in una scena del film
Paese di produzione Italia
Anno 1951
Durata 100 minuti
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,33:1
Genere drammatico
Regia Curzio Malaparte
Soggetto Curzio Malaparte
Sceneggiatura Curzio Malaparte
Produttore Eugenio Fontana per Excelsa Film
Fotografia Gábor Pogány
Montaggio Giancarlo Capppelli
Musiche Curzio Malaparte Ugo Giacomozzi
Scenografia Orfeo Tamburi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il Cristo proibito è l'unico film realizzato da Curzio Malaparte per la Excelsa Film di Roma.

Malaparte può esserne considerato unico autore, infatti curò il soggetto, i dialoghi, la sceneggiatura, il commento musicale e la regia.

Il film, come le sue opere scritte, scatenò polemiche, e la critica si pronunciò con giudizi contrastanti; ma grazie alle cinque edizioni (italiana, francese, inglese, spagnola, tedesca) godette di un successo internazionale, vincendo il Gran Premio d'Onore Fuori Classe al Festival internazionale del cinema di Berlino nel 1951.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Bruno è un reduce della campagna di Russia tornato a piedi nella sua Montepulciano. Contrariamente agli altri reduci, la sua felicità per il ritorno a casa è offuscata dalla morte del fratello, partigiano fucilato dai tedeschi a causa del tradimento di un compaesano. Deciso a vendicare il fratello, cerca di farsi dire il nome del delatore, ma i paesani, stanchi delle violenze e del sangue della guerra, si rifiutano di svelarlo. Mastro Antonio, un modesto falegname amico di Bruno, per paura che si possa macchiare di un delitto di un innocente, gli fa credere che l'uomo che sta cercando sia lui. A quella confessione Bruno prende una lima e gliela scaglia al cuore. Prima di spirare il falegame ammette di aver mentito ed essersi sacrificato in vece del colpevole. Trovato il vero colpevole, questi si offre ai colpi di mitra di Bruno, ma quest'ultimo memore delle parole dell'amico non ha la forza di colpire il colpevole, poiché un innocente ha già pagato per lui.

Significato del titolo[modifica | modifica wikitesto]

« Perché, dunque, il "Cristo proibito"? Lo dice Padre Antonio: "Un Cristo solo non basta". Ci vuole l'imitazione perenne, continua del Cristo. È proibito il Cristo perché è proibito salvare gli uomini, soffrire per loro, morire per loro. La sola idea del sacrificio oggi fa paura: ecco perché il mondo va male e la libertà è una cosa sporca e la giustizia fa schifo. "Se qualcuno viene fuori a dire: voglio morire per gli altri, voglio pagare per gli altri, gli mettono le manette. È proibito, proibito, proibito". (pag. 81)[1] »
(Dalla revisione preventiva[2])

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1953 il National Board of Review of Motion Pictures l'ha inserito nella lista dei migliori film stranieri dell'anno.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nel film viene pronunciata la parola "puttana", termine estremamente raro in pellicole dell'epoca, pronunciata da Elena Varzi (ma udibile dalla voce della doppiatrice Dhia Cristiani), che in un primo momento la commissione di revisione decise di eliminare, ma che stabilì infine di ammettere.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Del libro
  2. ^ [1]
  3. ^ Documenti della revisione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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