Il'ja Nikolaevič Ul'janov

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Il'ja Nikolaevič Ul'janov, dopo il 1882, con la Croce di San Vladimiro di III classe.

Il'ja Nikolaevič Ul'janov (in russo: Илья Николаевич Ульянов?; Astrachan', 31 luglio 1831, 19 luglio del calendario giuliano[1]Simbirsk, 24 gennaio 1886, 12 gennaio del calendario giuliano[2]) è stato un insegnante e politico russo.

Attivo nell'Impero russo nel campo dell'istruzione pubblica, è noto soprattutto per essere stato il padre di Lenin, il leader bolscevico fondatore dell'Unione Sovietica, di Aleksandr Il'ič Ul'janov, che fu giustiziato per il suo tentativo di assassinare lo zar Alessandro III nel 1887, e di Anna Il'inična Ul'janova, rivoluzionaria russa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il'ja Ul'janov nacque ad Astrachan' da padre ciuvascio[3], Nikolaj Vasil'evič Ul'janov, o Ul'janin (1765-1838), un sarto ex servo della gleba originario del Sergačskij rajon, nel governatorato di Nižnij Novgorod. Questi aveva ottenuto il suo affrancamento dal ricco proprietario terriero Stepan Michajlovič Brechov. La madre, Anna Alekseevna Smirnova (1793-1871), era figlia di un ricco cittadino, Aleksej Luk'janovič Smirnov, figlio a sua volta di Luk'jan Smirnov, discendente di una ricca famiglia calmucca[3]. I genitori si sposarono nel 1823, ed ebbe tre sorelle e un fratello[4].

Di religione ortodossa, si laureò nel 1854 presso il Dipartimento di fisica e matematica dell'Università di Kazan', col famoso professore Lobačevskij, uno dei fondatori delle geometrie non-euclidee[5]. Dal 1855 insegnò matematica e fisica per l'istituto di Penza per la dvorjanstvo (in russo: Пензенский дворянский институт?), e successivamente per un ginnasio di una scuola femminile di Nižnij Novgorod. Durante il periodo d'insegnamento a Penza, condusse delle osservazioni meteorologiche, sulla base delle quali avrebbe scritto un paio di lavori scientifici intitolati Sui Vantaggi delle Osservazioni Meteorologiche e alcune Conclusioni sul loro Uso per Penza (О пользе метеорологических наблюдений и некоторые выводы из них для Пензы) e Sui temporali e i parafulmini (О грозе и громоотводах).

La famiglia Ul'janov, 1879.

Nel 1863 sposò Marija Aleksandrovna Blank, che aveva conosciuto nel periodo all'Istituto dei nobili di Penza, dalla quale ebbe otto figli, due dei quali morirono in tenerissima età: Anna (1864-1935); Aleksandr (1866-1887); Ol'ga (1868-1869); Vladimir (1870-1924), il futuro Lenin; Ol'ga (1871-1891); Nikolaj (1873-1873); Dmitrij (1874-1943) e Marija (1878-1937).

Nel 1869 fu nominato ispettore delle scuole pubbliche della gubernija di Simbirsk[6], diventandone direttore col grado di consigliere di Stato[senza fonte] tra il 1874 e il 1886. Nel 1882 fu quindi promosso Consigliere di Collegio (Коллежский советник), 6º rango della tavola dei ranghi della Russia Imperiale, che gli conferì il privilegio ereditario della dvorjanstvo (la nobiltà russa) con il quarto grado della gerarchia[senza fonte], ottenendo l'assegnazione della Croce di San Vladimiro di III classe[4].

Era un uomo ben istruito, con eccellenti capacità organizzative e didattiche. Alcuni storici sovietici ritenevano che le sue opinioni pedagogiche si fossero formate sotto l'influenza delle idee rivoluzionarie di Nikolaj Černyševskij e di Nikolaj Dobroljubov. Contribuì immensamente all'elaborazione della teoria e della pratica dell'istruzione elementare. Fu un sostenitore degli uguali diritti di istruzione indipendentemente dal genere, dalla nazionalità e dallo status sociale. Nel 1871 inaugurò la prima scuola per ciuvasci a Simbirsk, che si sarebbe in seguito trasformata nel seminario per insegnanti ciuvasci. Istituì anche le scuole nazionali per mordvini e tatari[7]. Inoltre, organizzò e presiedette diversi congressi di insegnanti, e altri eventi del genere[2].

Devoto zarista al contrario di quasi tutti i suoi figli, per il padre del rivoluzionario Lenin il timore di Dio contava più dello sconvolgimento politico. Per reazioni improntate all'esecrazione dell'attentato rivoluzionario che costò la vita allo zar Alessandro II, il 16 marzo 1881 prese parte alla commemorazione del defunto zar nella cattedrale di Simbirsk.[senza fonte]

Il 24 gennaio 1886 morì improvvisamente per un aneurisma cardiaco a Simbirsk, successivamente rinominata Ul'janovsk, in onore del figlio Lenin[4]. La pensione lasciata alla vedova, le rendite delle terre, le pigioni degli affittuari e qualche economia permisero alla famiglia di continuare a vivere con sufficiente agiatezza.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Fischer, Vita di Lenin, 2 voll., Milano, Mondadori, 1973, ISBN non esistente, OCLC 889189132.

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