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Ikkitousen

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Ikkitousen
一騎当千
(Ikkitōsen)
Ikkitousen1.jpg
Copertina del primo volume dell'edizione italiana
Genere commedia, ecchi
Manga
Autore Yuji Shiozaki
Editore Wani Books
Rivista Gum Comics
Target seinen
1ª edizione 26 aprile 2000 – 26 agosto 2015
Tankōbon 24 (completa)
Editore it. Shin Vision, Edizioni BD - J-Pop
1ª edizione it. 18 novembre 2009 – 26 aprile 2017
Volumi it. 24 (completa)
Serie TV anime
Autore Yuji Shiozaki
Regia Takashi Watanabe (stagione 1), Kōichi Ōhata (stagioni 2-4)
Composizione serie Takao Yoshioka
Char. design Shinya Hasegawa
Musiche Hiroshi Motokura (stagione 1), Tsuyoshi Takahashi (stagione 2), Yasuharu Takanashi (stagioni 3-4)
Studio J.C.Staff
Rete AT-X
1ª TV 30 luglio 2003 – 11 giugno 2010
Episodi 49 (completa) in 4 stagioni
Durata ep. 20 min
Rete it. MTV Italia
1ª TV it. 11 settembre 2005 – interrotta[1]
Episodi it. 1 / 49 Completa al 2% int

Ikkitousen (一騎当千 Ikkitōsen?) è un manga scritto e illustrato da Yuji Shiozaki. Esso è stato serializzato sulla rivista Gum Comics, edita da Wani Books, dal 26 aprile 2000 al 26 agosto 2015 ed in seguito è stato raccolto in 24 volumi tankōbon. La serie è un mix tra arti marziali e fan service. La trama vede in lotta alcune scuole giapponesi che si combattono per il dominio del territorio del Kantō ed è liberamente ispirata a Il romanzo dei Tre Regni, opera cinese del XIV secolo.

Un adattamento anime composto da quattro stagioni e prodotto dallo studio J.C.Staff è stato realizzato nel 2003. La prima stagione è composta da 13 episodi di circa 20 minuti l'uno; le successive in ordine di rilascio sono intitolate: Ikki Tōsen: Dragon Destiny (2007), Ikki Tōsen: Great Guardians (2008) e Ikki Tōsen: Xtreme Xecutor (2010).

I diritti per la commercializzazione in Italia della serie vennero acquisiti dalla Shin Vision, sia nella versione cartacea che in quella animata. Di quest'ultima il solo primo episodio è stato trasmesso, in lingua originale con sottotitoli in italiano, l'11 settembre 2005 dal canale MTV all'interno del contenitore Anime Week. A seguito del passaggio delle licenze alla Fool Frame, poi diventata EMC, quest'ultima ha rinunciato ai diritti sulla serie anime[2]. La licenza per la pubblicazione in Italia del manga è stata acquisita nel 2009 dalla J-Pop[3]. La pubblicazione è poi iniziata il 18 novembre 2009 ed è terminata il 26 aprile 2017.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La giovane Hakufu è arrivata da poco in Giappone ed immediatamente si mette alla prova combattendo contro alcuni nuovi compagni di scuola che sottovalutano le sue doti di combattente per via della sua spiccata stupidità e le sue misure esagerate. Ma quando si scontra contro uno dei migliori combattenti della scuola è chiaro che la ragazza nasconde un grande potere ed è probabilmente l'incarnazione di un suo vecchio antenato. Koukin, il suo più vicino parente dopo sua madre, si promette immediatamente di starle sempre accanto e vegliare sulla sua incolumità, anche se giorno dopo giorno osserva le sue doti di combattente crescere progressivamente.

Iniziato il torneo di arti marziali all'ultimo sangue in cui sette scuole si sfidano per il controllo del territorio, Hakufu viene scelta con Koukin per rappresentare la propria scuola, al fianco di altri tre studenti tra cui Shimei Ryomou (l'unica che veramente affianca i due), la misteriosa ragazza con cui Hakufu ha risvegliato il suo spirito segreto durante un combattimento. Il torneo prosegue con incidenti e colpi di scena finché non è chiaro per i protagonisti che qualcuno sta tentando di rievocare il passato, manovrando i vari combattenti come marionette al fine di conquistare il potere.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

L'anime è incentrato soprattutto sui numerosi combattimenti di arti marziali e sulle situazioni, più o meno esplicite, ecchi (anche yuri).

Tuttavia accanto a questi punti focali, la serie è pervasa da richiami a tematiche quali predestinazione, fatalismo e libero arbitrio. Infatti i vari personaggi, il cui destino è legato alle loro controparti dell'epoca dei Tre Regni (tramite le magatama; gioielli portati come orecchini, contenenti gli spiriti degli antenati di ciascun combattente), affronteranno, nel corso della serie, il Fato a loro riservato assecondandolo, subendolo con rassegnazione o ribellandosi ad esso per costruirsi da soli il proprio futuro.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Ikki Tousen iniziò la serializzazione sulla rivista per manga seinen Comic Gum. Il primo volume fu pubblicato da Wani Books nell'ottobre 2000[4], con un totale di 20 volumi disponibili al 26 settembre 2012[5]. In Italia i diritti sono stati acquisiti da Edizioni BD, che lo ho pubblicato sotto l'etichetta J-Pop dal 18 novembre 2009 al 26 aprile 2017.

Il manga è pubblicato nel Nord America e nel Regno Unito da Tokyopop con il titolo Battle Vixens[6], e sono stati venduti i primi quindici volumi tra il 6 aprile 2004 e il 27 aprile 2010. Il manga è pubblicato anche in Australia e Nuova Zelanda da Madman Entertainment, in Francia da Panini Comics, in Argentina da Editorial Ivrea, in Germania da Carlsen Comics (con il titolo Dragon Girls), in Taiwan da Sharp Point Press, in Brasile da Nova Sampa.

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Ikki Tōsen.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: Hakufu, Shimei e Kōkin dopo l'incontro con l'Accademia Kyoshō

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Trasmesso solo il primo episodio della prima stagione con audio originale e sottotitoli in italiano. La serie non è mai stata doppiata in italiano successivamente.
  2. ^ Intervista al responsabile marketing della EMC
  3. ^ JPOP annuncia: Ikki Tousen e Kobato, Animeclick.it, 7 settembre 2009. URL consultato l'11 giugno 2013.
  4. ^ (JA) 一騎当千 (1), Wani Books. URL consultato l'11 giugno 2013.
  5. ^ (JA) 一騎当千(20), Wani Books. URL consultato l'11 giugno 2013.
  6. ^ (EN) Tokyopop licenses Battle Vixens, Anime News Network, 23 ottobre 2003. URL consultato l'11 giugno 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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