Iki (filosofia)

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Iki è la pronuncia giapponese dell'ideogramma cinese "sui". La parola entrò in uso nel XVII secolo: pronunciata alla cinese, indicava cose degne di particolare considerazione, forse abbreviazione di "bassui" (eccellente).

Nel periodo Genroku il termine "sui" compare nella letteratura erotica, per indicare persone assai esperte nelle arti dell'amore e profonde conoscitrici delle emozioni umane. Successivamente, nel periodo Bunka-Bunsei, questa parola venne usata per definire l'estetica dei luoghi in cui si esercitava la prostituzione, e quindi un certo stile di comportamento tipico della geisha.

Iki era dunque la capacità di destreggiarsi emotivamente in situazioni di tensione, la capacità di coniugare spontaneità e artificio raggiungendo un grado di raffinatezza supremo sia sul piano etico che su quello estetico. Da questo grado superlativo del comportamento derivò all'iki/sui il significato di essenza.

Per Kuki Shuzo questa parola riassume l'essenza della cultura giapponese in quanto racchiude in sé seduzione, energia spirituale, rinuncia. Tre virtù tradizionalmente espresse dalle figure emblematiche del Giappone: la geisha, il samurai, il bonzo.

I tre momenti della struttura dell'iki[modifica | modifica sorgente]

Il primo, la seduzione, ne costituisce la caratteristica dominante; gli altri due - il secondo, l'energia spirituale, e il terzo, la rinuncia - ne determinano la coloritura etnica e storica. La determinazione d'essere originaria della seduzione è la possibilità del rapporto duale.

Ma l'energia spirituale - secondo attributo - infonde più tensione e più durata alla possibilità di apertura all'altro (seduzione). Vale a dire che l'energia spirituale potenzia l'essenza della seduzione.

Anche la rinuncia - terzo attributo - non è affatto incompatibile con la seduzione. La quale, proprio in quanto non raggiunge il suo fine ipotetico, rimane fedele a se stessa.

Allora, che la seduzione sappia rinunciare al suo fine ipotetico non solo non è un controsenso, ma è appunto ciò che permette il dispiegarsi della sua essenza originaria. Si determina un'affermazione che poggia su una negazione. In breve nel modo d'essere iki la seduzione viene limitata fino alla sua compiutezza ontologica da l'energia spirituale e dalla rinuncia. In tal senso l'iki è dunque la quintessenza della seduzione.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]