Igor Merlini

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Igor Merlini

Igor Merlini (Lodi, 27 gennaio 1972) è un polistrumentista e compositore italiano.

Talvolta come in "Schicksale" la sua musica narrativa inizia a delimitare uno spazio e un tempo, per poi contraddirlo dopo poco, complicarlo come una giornata di sole improvvisamente oscurata; e di colpo tutto diviene vivo, palpitante, con le sue soste esistenziali, il suo incedere e fermarsi, fino a scoprire qualcosa, poco più di un niente, un'immagine intravista, una scintilla di dolcezza, nulla più. E quando è finita, capisci che è così simile alla vita, senza un senso ma con grappoli di armonia che forse abbiamo lasciato ancora sui filari.

"Andante veneto per oboe, archi e cembalo "ha sonorità cinematografiche, capaci di spingere le gondole in quelle lente acque immobili,;ci lascia intravedere entro le vetrate, spesse come fondi bottiglia, le luci di una città vecchissima ma ancora vibrante. Penso che possa essere un'ottima colonna sonora per un film che nessuno più, ahimè, saprebbe girare.

Un discorso affine si può fare per "Priere", melodia illustrativa, molto francese nel suo stupore, primaverile e docile come un cigno del Saint-Saëns, seppur a cambiare sia il lago, in questo caso ben più cupo e oscuro nella sua profondità. La costante narrativa del mutamento torna nell’ultima parte, assieme alla sospensione, per poi riaffermare con ripetizioni l’iniziale stato d’animo.

L’aspetto della musica sacra con la sua "Messa"invece ricorda sonorità dilatate e dalle armonie misteriose, che dal Puccini levantino, passano per il Boito giungendo a riecheggiare certo Orff e talune sospensioni di Ligeti. Ovviamente questo lavoro interviene sul tempo quasi nella volontà di annullarlo e rendersi atemporale.

Infine il peso della modernità, l’astrazione e gli incastri più stridenti si trovano in "Quartettsatz" che rivela la datazione postmoderna del compositore, abituato a Berio o Nono ma anche all’intima modernità di matrice classicheggiante per non dire olimpica. [2]

(D.R.T.) Daniele Radini Tedeschi

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato allievo di suo padre, Ernesto Merlini, con il quale ha studiato pianoforte e composizione. In seguito si è diplomato in violino e in viola, sotto la guida di Marco Fornaciari e Wim Janssen.

Ha svolto una intensa attività concertistica internazionale in qualità di solista, in quartetto d'archi ed ensemble.

Nel 1995 ha suonato il pianoforte per il brano Ero dell'album Scomunica dell'omonimo gruppo (Moreno Delsignore, Roberto Gualdi, Graziano Demurtas e Alberto Bollati)[1].

Nel 2000 ha partecipato, con l'Ensemble Foné di Marco Fornaciari, di cui ha fatto parte, alla registrazione in Super Audio CD de Le quattro stagioni di Antonio Vivaldi "a parti reali"[2] nella chiesa di San Sigismondo a Cremona: un esemplare fu regalato a Samantha Cristoforetti, che lo portò con sé nella sua missione spaziale Expedition 42[3]. In tale occasione ha suonato la viola "Stauffer" costruita nel 1615 da Girolamo Amati e conservata presso il Museo del violino di Cremona.

Lavora dal 2005 come consulente musicale per la RAI[4].

Ha composto le musiche per i documentari Duecentoparole (2013)[5] e What does love mean (2016)[6], entrambi di Fabio Martina.

Nel 2003 su commissione di sua Ecc. Rev. Mons. Serafino Spreafico, compone la Messa a 4 voci e organo per la canonizzazione di santa Gianna Beretta Molla.

Messa santa Gianna Beretta Molla

.[7]

Nel 2019 rilascia un'intervista-Lezione sulla personale visione della musica da Film al Direttore della prestigiosa rivista colonnesonore.net testo on line e dal 2020 è nel Comitato Scientifico e in giuria al concorso internazionale "Amadeo Prize" testo on line

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La sua musica è stata influenzata in gran parte dagli autori della generazione degli Ottanta e in particolar modo da Giovanni Spezzaferri, maestro del padre.

È "attenta a un cromatismo tonale e tradizionale" (Ennio Morricone)

Lettera autografa di Ennio Morricone a Igor Merlini, il M° Morricone definisce la musica del Merlini "attenta a un cromatismo tonale e tradizionale"

Ha "momenti di istintiva espressività sonora" (Luciano Chailly)

Nota autografa del M° Chailly

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2018 - Finalista ai Nastri d'Argento Docufilm[11]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • 1995 - Scomunica, (Pull Records) (pianoforte, violino, viola e arrangiamenti)
  • 2000 - Work for Strings, (CC Classical)[12]
  • 2001 - Le quattro stagioni a parti reali, di Antonio Vivaldi, (Foné) (viola)
  • 2008 - Il canto, dallo strumento alla voce, di Antonio Vivaldi, (Foné) (Prima viola)
  • 2015 - What Does Love Mean "Docufilm, Original Soundtrack" (Noida Film Festival, menzione speciale della giuria)
  • 2019 - Ora o Mai Piu, (Mixing & Editing) Raicom s.p.a - Arnoldo Mondadori Editore[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Priulla, Recensione di Scomunica - Omonimo del 1 giugno 2012 Archiviato il 20 agosto 2017 in Internet Archive. sul sito Rock in Italia (Alla ricerca del rock italiano).
  2. ^ Il disco nel catalogo della fonè.
  3. ^ "Un pezzo di Lodigiano in cielo con Samantha", articolo sul quotidiano il Cittadino (Lodi) del 14 dicembre 2014: testo on line.
  4. ^ Fabio Ravera, "La "bacchetta" di Igor Merlini sulle musiche di "mamma Rai", articolo sul quotidiano il Cittadino (Lodi) del 12 agosto 2015: testo on line |date=marzo 2018 |bot=InternetArchiveBot }}.
  5. ^ Scheda tecnica del documentario "Duecentoparole"
  6. ^ Scheda di Igor Merlini su Internet Movie Database.
  7. ^ Notizia dell'esecuzione pubblica, articolo sul giornale della parrocchia di Mesero, pagina 7: testo on line
  8. ^ Notizia dell'esecuzione pubblica, articolo sul giornale della parrocchia di Mesero, pagina 7: testo on line.
  9. ^ Sito Rainews24 anteprima documentario "i giorni di Montesole" di Vera Paggi: [1].
  10. ^ vimeo.com, https://vimeo.com/339354828.
  11. ^ cinemaitaliano.info, https://www.cinemaitaliano.info/news/45696/nastri-d-argento-doc-i-titoli-finalisti.html.
  12. ^ Album Work for Strings su Spotify
  13. ^ Album ora o mai piu su Discogs

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]