Ignazio Cassis

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Ignazio Cassis
Ignazio Cassis(2).jpg

Capo del Dipartimento federale degli affari esteri
In carica
Inizio mandato 1º novembre 2017
Predecessore Didier Burkhalter

Consigliere federale della Confederazione Elvetica
In carica
Inizio mandato 1º novembre 2017
Predecessore Didier Burkhalter

Consigliere nazionale per il canton Ticino
Durata mandato 4 giugno 2007 –
2 ottobre 2017
Legislature 48°, 49°, 50°
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Radicale

Ignazio Cassis (Sessa, 13 aprile 1961) è un medico e politico svizzero, membro del Partito Liberale Radicale - I Liberali Radicali e membro del Consiglio federale dal 2017. Dal 1º novembre 2017 è capo del Dipartimento degli affari esteri.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi in medicina all'Università di Zurigo (laurea nel 1987), si specializza in medicina interna, prevenzione e salute pubblica. Dal 1996 al 2008 occupa la funzione di Medico cantonale in Ticino. Nella Federazione dei medici svizzeri FMH riveste dal 2008 al 2012[1] la carica di Vicepresidente.

Per la legislatura 2007-2011, e successivamente per quella 2011-2015, è eletto in Consiglio nazionale per il Canton Ticino nelle file del Partito Liberale Radicale. In tale veste è dapprima membro (dal 2007), poi Vicepresidente (dal 2014) della Commissione della sicurezza sociale e della sanità[2], nonché membro e presidente (2010-2011) della Delegazione AELS/UE e membro della Delegazione UIP.

Nell'ambito professionale, Ignazio Cassis è incaricato d'insegnamento sulla gestione dei sistemi sanitari in varie università svizzere, come quella di Zurigo, Berna e Losanna.[3] È inoltre presidente di varie associazioni nazionali del settore sanitario e sociale, come CURAVIVA Svizzera (Associazione mantello degli istituti sociali e di cura), Curafutura (associazione di quattro assicuratori malattia[4]), Radix (fondazione per la salute) ed EQUAM (fondazione per la valutazione della qualità nella medicina ambulatoriale). In Ticino presiede l'associazione Fourchette Verte Ticino[5], che promuove un'alimentazione sana ed equilibrata nei luoghi pubblici di ristorazione (mense, ristoranti e snack). Inoltre, Cassis è membro del Consiglio di Fondazione di Fairmed, associazione senza scopo di lucro che si occupa di fornire aiuto umanitario e assistenza medica in vari paesi del terzo mondo[6].

Nel corso della legislatura 2011-2015 si è reso protagonista in particolare per due mozioni, entrambe approvate dalle Camere federali. La prima è una modifica della Legge sull'IVA, con l'eliminazione della concorrenza sleale che precedentemente esentava parzialmente l'artigianato estero dal pagamento di questa imposta[7]. La seconda è invece relativa agli appalti pubblici della Confederazione, che dovranno, in futuro, essere redatti anche in lingua italiana[8].

Il 20 settembre 2017, Cassis viene eletto membro del Consiglio federale per il PLR in sostituzione del dimissionario Didier Burkhalter e diventa l'ottavo Consigliere federale della storia proveniente dal Canton Ticino. Al secondo turno di scrutinio ha battuto con 125 voti su 244 il consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet (90 voti) e la consigliera nazionale vodese Isabelle Moret (28 voti)[9].

Il 22 settembre 2017 il Consiglio federale ha annunciato che Cassis avrebbe, nell'ambito della ripartizione dei dipartimenti federali, ripreso quello degli Affari esteri, con assunzione dell'incarico a decorrere dal 1º novembre[10][11].

Candidatura al Consiglio federale (2017)[modifica | modifica wikitesto]

Contesto e cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 giugno 2017, a seguito dell'annuncio di Didier Burkhalter delle sue dimissioni (viste come sorpresa) per il 31 ottobre dello stesso anno, Cassis viene percepito come un probabile successore, a causa delle regole della "formula magica" e della rappresentatività linguistica del Consiglio federale. La prima regola, informale, è l'applicazione di una composizione del Consiglio federale che rifletta l'equilibrio partigiano del paese: il PLR ha quindi diritto a due rappresentanti e Burkhalter deve quindi essere sostituito da un politico del PLR. La seconda regola, formalmente sancita dalla Costituzione (articolo 175, paragrafo 4 [archivio]), è l'esigenza di un Consiglio federale che rappresenti la diversità linguistica e culturale svizzera. Questa regola può essere interpretata in vari modi, ma molto spesso è concretizzata da un Consiglio federale che ha permanentemente membri tedeschi e latini. Sebbene la Svizzera di lingua francese sia ben rappresentata nel 2017 (3 su 7 consiglieri), il Ticino non esiste dal 1999. Questa lunga assenza dell'esecutivo federale, così come i problemi particolari del Ticino, un cantone di confine di fronte a una forte migrazione e a un grande afflusso di lavoratori frontalieri sono visti come forti argomenti per l'elezione di un rappresentante di quella borgata.

Nei media, il nome di Ignazio Cassis, già presunto per questo ruolo, appare quasi immediatamente dopo le dimissioni di Burkhalter. In effetti, la leadership nazionale del PLR sostiene di favorire una candidatura latina (romanda o italofona), sottolineando nel contempo che tutte le sezioni cantonali possono presentare una domanda. La sezione ticinese designa Cassis come l'unico candidato contro il desiderio di diversi PLR di un biglietto da due candidati. Il 1º settembre, il gruppo parlamentare del PLR ha deciso un biglietto per tre candidati composto da Ignazio Cassis e Romands Isabelle Moret (Vaud) e Pierre Maudet (Ginevra).

Posizioni e argomenti a favore e contro la sua candidatura[modifica | modifica wikitesto]

Cassis è evidenziato in particolare per la sua perfetta padronanza del tedesco e del francese, per la sua lunga esperienza politica (leader del gruppo radicale liberale in camera) e per la sua conoscenza dei problemi di salute, considerata una questione politica importante. Moret e Maudet avrebbero lo svantaggio di non rappresentare il Ticino, così come, per la prima, ha una debole esperienza dei dirigenti, e per il secondo, una mancanza di esperienza e reti a livello federale.

La sua linea sulle questioni dell'immigrazione, più a destra della maggioranza del suo partito, gli ha fatto guadagnare critiche nel centro e ha lasciato, e favorito il suo status di candidato preferito dell'UDC (primo partito della Svizzera).

La sua vicinanza alla comunità di assicurazione sanitaria, fortemente criticata in particolare a causa dell'aumento dei costi sanitari, ne fa un bersaglio di attacchi dalla sinistra. Egli presiede la Lobbie Curafutura pur essendo Presidente della Commissione della sicurezza sociale e sanità pubblica presso il Consiglio nazionale. Cassis respinge questa critica affermando che il parlamento svizzero è un parlamento delle milizie e che la politica è un'attività "accessoria", oltre alle sue principali attività nel campo della salute. Egli indica più che nel caso di elezione al Consiglio federale dovrebbe comunque porre fine a tutti i suoi impegni. Altri sottolineano che a causa di queste attività, Cassis ha una particolare comprensione dei problemi della salute pubblica. Il 3 agosto 2017, il quotidiano Der Bund annuncia che Ignazio Cassis si ritira temporaneamente dalla sua posizione di presidente di Curafutura, rimanendo a disposizione dei vice-presidenti che lo sostituiranno fino all'elezione del 20 settembre. Durante questo periodo, continua a ricevere uno stipendio, ma dimezzato.

Polemica sulla doppia nazionalità[modifica | modifica wikitesto]

Cassis rinuncia alla sua nazionalità italiana durante la campagna. Il candidato Pierre Maudet, anch'egli doppio nazionale, non rinuncia alla propria nazionalità francese, ma si dichiara disposto a rinunciarvi temporaneamente in caso di elezione e se il governo lo riterrà necessario.

Questa azione altamente pubblicizzata di Cassis segue, in particolare, le osservazioni dell'Udc, evidenziando un'incompatibilità della doppia nazionalità con la funzione altamente esposta di un consulente federale. Cassis afferma che questa decisione "non è una garanzia dei requisiti dell'SVP" e che l'ha presa "solo per se stesso".

I critici vedono questa azione come la creazione di un precedente dannoso, che mette implicitamente in dubbio la legittimità della Svizzera a due nazionalità, e costringerebbe altri politici con duplice nazionalità a giustificare la loro doppia nazionalità o a sbarazzarsi della loro nazionalità non svizzera.

Polemica sulla frase espressa il 4 agosto 2019 "Da me non sentirete mai dire Switzerland First"[modifica | modifica wikitesto]

Esponendo questo suo desiderio al domenicale "SonntagsBlick" ha sollevato parecchie critiche da partiti e cittadini e a saputa di molti potrebbe mettere in discussione il suo secondo mandato nelle elezioni federali dell'ottobre 2019, non rispettando i patti sanciti al momento della sua elezione prestando giuramento a Palazzo Federale, non difendendo gli interessi della Svizzera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.swissinfo.ch/ - FMH: Consigliere nazionale Ignazio Cassis lascia comitato direttivo. Riportato il 3 maggio 2013
  2. ^ Commissioni della sicurezza sociale e della sanità CSSS, su www.parlament.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  3. ^ Registro degli interessi | Ignazio Cassis, su www.ignaziocassis.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  4. ^ Comitato direttivo, su www.curafutura.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  5. ^ Comitato | FVTicino, su www.fvticino.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  6. ^ FAIRMED - Foundation, su www.fairmed.ch. URL consultato il 16 settembre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  7. ^ Ticinonline - IVA per i padroncini frontalieri, la mozione Cassis raccoglie l'unanimità, su tio.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  8. ^ Ticinonline - Appalti della Confederazione, l'italiano non sia più penalizzato, su tio.ch. URL consultato il 16 settembre 2015.
  9. ^ Elezione CF: Ignazio Cassis eletto con 125 voti al secondo turno, in SWI swissinfo.ch. URL consultato il 27 settembre 2017.
  10. ^ Svizzera, il ticinese Cassis sarà ministro degli Esteri (Sole24Ore.it), 22 settembre 2017.
  11. ^ Il Consiglio federale ha proceduto alla ripartizione dei dipartimenti (admin.ch), 22 settembre 2017.

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