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Ie (diritto giapponese)

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Una famiglia giapponese del XIX secolo

Lo ie (? traducibile come "gruppo familiare"[1]) era l'unità di base del diritto giapponese fino alla fine della seconda guerra mondiale: gran parte delle questioni legali, civili e penali, vedevano coinvolgere le famiglie piuttosto che i loro singoli individui. Lo ie viene spesso associato al concetto di famiglia tradizionale in Giappone, laddove marito e moglie, con i loro figli e i parenti del marito, rappresentavano i componenti principali del gruppo familiare.

Il sistema venne abolito nel 1947 con la revisione del diritto di famiglia giapponese avvenuto sotto l'influenza delle autorità di occupazione degli Alleati, e la società giapponese iniziò la transizione verso un sistema di famiglie nucleari più "occidentale".

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Lo ie era caratterizzato da un sistema patrialineare e da una rigida gerarchia strutturata in base all'età dei suoi membri, generalmente marito e moglie, i loro figli e i parenti del marito[2]. Le responsabilità familiari avevano la precedenza sui desideri individuali, poiché la famiglia, piuttosto che l'individuo, era considerata l'elemento collante che garantiva la sopravvivenza all'interno del sistema sociale[3].

La peculiarità di tale sistema consisteva nella caratteristica essenziale, per ritenersi membri di una medesima famiglia, di abitare tutti all'interno della stessa casa. Il figlio maggiore era designato come erede della famiglia e, una volta completato il passaggio da padre a figlio delle proprietà, del nome e dei titoli, diveniva responsabile della cura e del sostentamento dei genitori[4]. In caso di mancanza di eredi maschi, all'interno del nucleo familiare poteva rientrare anche il genero, o qualsiasi estraneo che avesse anche solo un minimo grado di parentela, al quale veniva dato il cognome della famiglia[5]. Questo avveniva anche anche nel caso in cui i figli maschi non fossero ritenuti degni di perpetuare il nome di famiglia[6]. I figli minori avevano la possibilità di formare famiglie autonome, che tuttavia rimanevano affiliate e subordinate (in base al grado di interdipendenza economica) a quella principale[7].

Ruoli all'interno dello ie[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema ie vedeva la presenza di marcati ruoli di genere all'interno del gruppo familiare, con l'uomo che si ergeva a capofamiglia dotato di potere decisionale quasi assoluto sugli altri membri della famiglia[8]. La donna, per contro, aveva il dovere di onorare, più di quanto non facesse con i genitori, i propri suoceri, obbedire e servire il marito, mostrarsi accondiscendente e premurosa, e donare degli eredi alla propria casata. Questa totale sottomissione era la chiave di volta che teneva in piedi l'intero sistema governativo del Giappone e veniva considerato l'unico modo per dare pace e stabilità al Paese, benché fosse noto il totale sacrificio delle donne a questo tipo di gerarchia[9].

Matrimoni combinati[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Miai.
Rappresentazione del miai in una xilografia di Suzuki Harunobu

Nella famiglia tradizionale il matrimonio era visto come un importante collegamento tra le famiglie ed era fonte di grande preoccupazione in quanto la salvaguardia dell'identità dello ie aveva priorità assoluta, sicché il matrimonio combinato (見合い miai?) era molto diffuso nel Giappone pre-bellico mentre i membri della giovane coppia avevano poca o nessuna voce in capitolo nell'organizzazione[10].

L'organizzazione del matrimonio era affidata a un mediatore specializzato che si assumeva l'onere e la responsabilità di comunicare ai genitori l'eventuale rifiuto o la conclusione positiva dell'accordo. Inoltre, i genitori avevano la facoltà di richiamare i figli presso la propria abitazione se non soddisfatti dell'esito del matrimonio[11]. Tale pratica era diffusa soprattutto tra le classi sociali più alte, in quanto maggiormente attente a mantenere una certa reputazione[12].

Influenza sul moderno registro familiare[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale le leggi su matrimonio, divorzio, successione ed eredità furono completamente riviste sotto l'influenza delle autorità di occupazione alleate, e la società giapponese iniziò una graduale transizione verso un sistema familiare più occidentalizzato[13]. Vennero mantenuti comunque alcuni aspetti caratteristici del sistema ie, alcuni dei quali possono essere ritrovati all'interno del sistema koseki (戸籍?), il registro familiare di norma in Giappone, che raccoglie tutte le informazioni su un determinato gruppo familiare e i cambiamenti che avvengono all'interno dello stesso nel corso degli anni[14][15].

Durante la compilazione del koseki è necessario indicare un capofamiglia. Benché sia concessa totale libertà di scelta, questa ricade solitamente sull'uomo (il 98% delle famiglie giapponesi nomina il marito come proprio capofamiglia[16]). Per legge tutti i membri della famiglia devono portare il cognome del capofamiglia. Inoltre, la coppia sposata è tenuta a condividere lo stesso cognome, con uno dei due coniugi (di solito la moglie) che rinuncia al suo cognome per appropriarsi di quello del compagno. Solo raramente accade che sia il marito a prendere il cognome della moglie, quando questo viene designato dal suocero come successore ed erede della famiglia (ciò avviene soprattutto in ambito politico)[17].

Pur essendo presenti sistemi di registro familiare simili anche in altre società, questo sistema è stato descritto come particolarmente severo in quanto esclude qualsiasi famiglia che non rientra nella struttura patrilineare incoraggiata dal koseki[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine può essere tradotto come "casa", "dimora" o anche "famiglia", ma è il suo significato è molto più complesso di quanto queste parole implichino. Vedi Sugimoto, 2010, p. 157.
  2. ^ Shimizu, 1987, p. 85.
  3. ^ Iwasawa, 1998, p. 233.
  4. ^ Hamabata, 1991, pp. 33-34.
  5. ^ Imamura, 1990, p. 1.
  6. ^ «A ereditare è uno solo, e può essere anche un estraneo 'adottato' dalla famiglia. I confini tra parente e non parente risultano pertanto artificiosi; anche una famiglia che sembri basata sui legami di sangue può infatti comprendere estranei semplicemente connotati da un grado di parentela. Chiunque può essere reclutato oppure escluso dallo ie.» Vedi MacFarlane, 2010, p. 97.
  7. ^ (EN) Contemporary Japan: The Japanese Family - The Traditional Family: Ie, in Asian Topics, Columbia University. URL consultato il 10 agosto 2013.
  8. ^ Sugimoto, 2010, p. 157.
  9. ^ Corona, 1990, pp. 83-85.
  10. ^ Peletz, 2011, p. 25.
  11. ^ Corona, 1990, pp. 70-73.
  12. ^ Hamabata, 1991, p. 135.
  13. ^ Oda e Stickings, 1997, p. 21.
  14. ^ «[...] the ideology associated with the ie system still persist as a undercurrent of family life in Japan, and some of the key ingredients of the ie practice survive at the begining of the twenty-first century in the maintenance of the koseki system [...].» Vedi Sugimoto, 2010, p. 158.
  15. ^ «[...] a closer look a the koseki system reveals that the legal basis for materializing central aspects of the pre-war ie unit remains in place today.» Vedi Ronald e Alexy, 2013.
  16. ^ Sugimoto, 2010, p. 158.
  17. ^ Imamura, 1990, pp. 5-6.
  18. ^ Sugimoto, 2010, pp. 162-163.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marino Corona, Il Giappone dei Samurai, La Spezia, Fratelli Melita Editori, 1990, ISBN 88-403-6533-8.
  • (EN) Matthews Masayuki Hamabata, Crested Kimono: Power and Love in the Japanese Business Family, Cornell University Press, 1991, ISBN 9780801499753.
  • (EN) Anne E. Imamura, The Japanese Family (PDF), in Video Letter from Japan II: A Young Family, Asia Society, 1990, pp. 7-17. URL consultato il 10 agosto 2013.
  • (EN) Yuji Iwasawa, International Law, Human Rights, and Japanese Law: The Impact of International Law on Japanese Law, New York, Oxford University Press, 1998, ISBN 0-19-825912-3.
  • Alan MacFarlane, Enigmatico Giappone, EDT srl, 2010, ISBN 8860408989.
  • (EN) Hiroshi Oda e Sian Stickings, Basic Japanese Laws, Clarendon Press, 1997, ISBN 9780198256861.
  • (EN) Michael G. Peletz, Gender, Sexuality, and Body Politics in Modern Asia, Association for Asian Studies, 2011, ISBN 978-0-924304-50-7.
  • (EN) Richard Ronald e Allison Alexy (a cura di), Home and Family in Japan: Continuity and Transformation, Routledge, 2013, ISBN 9781136888861.
  • (EN) Akitoshi Shimizu, Ie and Dozoku: Family and Descent in Japan, in Supplement: An Anthropological Profile of Japan, Current Anthropology, vol. 28, nº 4, agosto-ottobre 1987, pp. 84-90, DOI:10.1086/203593.
  • (EN) Yoshio Sugimoto, An Introduction to Japanese Society, Cambridge University Press, 2010, ISBN 9781139489478.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]