Idrolipoclasia ultrasonica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le pratiche descritte non sono accettate dalla medicina, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Potrebbero pertanto essere inefficaci o dannose per la salute. Le informazioni hanno solo fine illustrativo. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

L'idrolipoclasia ultrasuonica è una tecnica che viene utilizzata per il trattamento delle adiposità localizzate. Consiste nell'infiltrazione di soluzione fisiologica nel pannicolo adiposo e la successiva applicazione dell'ultrasono.

La soluzione fisiologica, aumentando la quantità di fluidi all'interno del tessuto adiposo, favorisce la manifestazione del fenomeno fisico della cavitazione al passaggio della sonda ultrasonica. La generazione di microbolle che implodono nel momento in cui la tensione di vapore interna è inferiore a quella esterna determina la disgregazione delle pareti adipocitarie; il contenuto (trigliceridi) viene così liberato in circolo insieme ai rifiuti catabolici, che poi, attraverso il sistema linfatico e l'emuntorio renale, vengono naturalmente smaltiti. Le controindicazioni al trattamento sono: - Pace maker - Importanti cardiopatie - Importanti patologie dell'apparato urinario e/o epatico attive, diabete - Trombosi e/o tromboflebiti - Gravidanza - Processi flogisti acuti e lesioni cutanee in loco - Trapianti - Chemio/radioterapia o pazienti che hanno effettuato tali trattamenti nel corso degli ultimi 5 anni - Epilessia - Protesi metalliche estese - Iud (quando si opera in zona addome) - Terapia con anticoagulanti - Lesioni ai timpani (otiti/acufeni) - Gravi patologie in atto Le frequenze utilizzate (vedi studi Prof. Ceccarelli, 1992) inizialmente erano piuttosto alte (1/3 MHz) Recentemente i protocolli operativi sono cambiati e vengono impiegate frequenze molto più basse (20/45 KHz) con esiti sicuramente più importanti. La metodica richiede il passaggio del trasduttore, interposto un gel conduttore, con movimenti non eccessivamente lenti, al fine di evitare il rischio di eccessiva cavitazione. Recenti e nuovi protocolli parlano di sonoforesi con le medesime apparecchiature, ma l'utilizzo di macromolecole (escina, fosfatidilcolina, teobromina, ecc)non trova nessun testo scientifico che ne comprovi l'effettivo passaggio nell'ipoderma e quindi l'efficacia. Al contrario, molecole eccessivamente grandi aumentano l'attenuazione dell'ultrasuono diminuendone la capacità di penetrazione

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]