Ibrahim Boubacar Keïta

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Ibrahim Boubacar Keïta
Ibrahim Boubacar Keïta par Claude Truong-Ngoc décembre 2013 (cropped).jpg

Presidente del Mali
Durata mandato 4 settembre 2013 –
18 agosto 2020
Capo del governo Oumar Tatam Ly
Moussa Mara
Modibo Keita
Abdoulaye Idrissa Maïga
Soumeylou Boubèye Maïga
Predecessore Dioncounda Traoré
Successore Assimi Goïta (Presidente del Comitato nazionale per la salvezza del popolo)

Primo ministro del Mali
Durata mandato 4 febbraio 1994 –
15 febbraio 2000
Predecessore Abdoulaye Sékou Sow
Successore Mandé Sidibé

Dati generali
Partito politico Raggruppamento per il Mali
Università Università Cheikh Anta Diop e Lycée Janson-de-Sailly

Ibrahim Boubacar Keïta (Koutiala, 29 gennaio 1945) è un politico maliano, dal 2013 al 2020 Presidente della Repubblica del Mali.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ricoprì la carica di Primo ministro dal 1994 al 2000.

Si candidò alle elezioni presidenziali del 2007, in cui ottenne al primo turno il 19,2% dei voti contro il 71,2% di Amadou Toumani Touré.

Alle elezioni presidenziali del 2013 ottenne il 39,8% al primo turno e il 77,6% al ballottaggio, sconfiggendo Soumaïla Cissé e divenendo Presidente del Mali.

Alle elezioni presidenziali del 2018 ottenne il 41,7% al primo turno e il 67% al ballottaggio, sconfiggendo nuovamente Soumaïla Cissé e mantenendo per un secondo mandato la carica di Presidente.[1]

Il 18 agosto 2020 viene arrestato dai militari in rivolta nell'ambito di un colpo di stato e costretto ad annunciare in diretta tv le proprie dimissioni[2]. Il 27 agosto, la giunta al potere dirama la notizia del rilascio dell'ex presidente, dopo dieci giorni di prigionia[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il presidente uscente Ibrahim Boubacar Keita ha vinto le elezioni in Mali - Il Post, in Il Post, 16 agosto 2018. URL consultato il 16 agosto 2018.
  2. ^ Mali, il presidente Keita si dimette, su ansa.it.
  3. ^ Mali, rilasciato l'ex presidente Keita arrestato dai golpisti, su Askanews, 27 agosto 2020. URL consultato il 28 agosto 2020.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN306346918 · ISNI (EN0000 0004 2655 9515 · LCCN (ENno2014013374 · GND (DE173230989 · WorldCat Identities (ENlccn-no2014013374