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Ibn Butlan

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Tacuina sanitatis di Ibn Buṭlān, Renania, seconda metà del XV secolo.

Abū al-Ḥasan al-Mukhtār ibn ʿAbdūn (in arabo: ابو الحسن المختار ابن عبدون ابن بطلان‎), meglio conosciuto come Ibn Buṭlān; Baghdad, 1001Antiochia, 2 settembre 1066[1], 1052[2], o appunto 1066[3]) è stato un medico arabo di fede cristiana nestoriana (melkita), che visse a Baghdad durante l'epoca d'oro islamica.

Allievo del sacerdote cristiano, filosofo e medico, Ibn al-Ṭayyib, nel 1049 lasciò la sua città natìa per conoscere altri luoghi, visitando Aleppo, Laodicea, Giaffa, Il Cairo e Costantinopoli. Trascorse la fine della sua vita in un monastero nei pressi di Antiochia, dove prese i voti.

La sua opera Taqwīm al‑ṣiḥḥa (in arabo: تقويم الصحة‎ (Tavole della salute) è un trattato di medicina islamica che contiene nozioni razionali di igiene, dietetica e di pratica medica. Mette in risalto i benefici di una regolare cura fisica e mentale del proprio fisico.
Fu tradotto in latino da Faraj ben Salim.

La grande popolarità e le numerose pubblicazioni che furono riservate a questo testo medievale del Vicino Oriente fin dal XIV secolo, sono la dimostrazione dell'influenza che la cultura araba ebbe sull'Europa moderna.[1] Nella National Medical Library ne è conservata una copia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Tacuini sanitatis (Strasbourg: Johann Schott, 1531)., in St John's College 1511-2011 Università di Cambridge. URL consultato il 29 aprile 2010.
  2. ^ (EN) Palestine under the Moslems; a description of Syria and the Holy Land from A.D. 650 to 1500, in Guy le Strange, 1890. URL consultato il 29 aprile 2010.
  3. ^ (EN) Ibn Buṭlān - 8 Shawwal 458 (2 September 1066), in Islamic Medical Manuscripts at the National Library of Medicine. URL consultato il 29 aprile 2010.

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