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I sette samurai

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I sette samurai
Seven Samurai poster2.jpg
Un poster originale del film
Titolo originale七人の侍
Shichinin no Samurai
Paese di produzioneGiappone
Anno1954
Durata207 min (versione originale)
160 min (versione internazionale)
130 min (versione italiana ridotta)
190 min (versione italiana estesa)
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, azione, storico
RegiaAkira Kurosawa
SoggettoAkira Kurosawa
SceneggiaturaAkira Kurosawa, Shinobu Hashimoto, Hideo Oguni
FotografiaAsakazu Nakai
MontaggioAkira Kurosawa
MusicheFumio Hayasaka
ScenografiaSo Matsuyama
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Versione ridotta

Versione estesa (1986)

I sette samurai (七人の侍 Shichinin no Samurai?) è un film del 1954 montato, co-scritto e diretto da Akira Kurosawa. La pellicola, ambientata nell'Era Sengoku, narra la storia di un villaggio di contadini che, attraverso suoi rappresentanti, assume dei Rōnin per difendersi dai ciclici saccheggi di un gruppo di briganti.

Considerata l'opera magna di Kurosawa, è ancora oggi uno dei film più importanti e citati della storia del cinema.[1] Il film rientra nel ciclo dei drammi storici (jidai-geki), senza tuttavia allontanarsi dal genere dell'intrattenimento.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Scena del film.

Il film, ambientato nel Giappone della fine del XVI secolo (più precisamente nel periodo a cavallo tra il 1587 e l'anno successivo), racconta la storia di un pugno di disperati contadini di un villaggio in cerca di una difesa contro la prossima incursione da parte di un gruppo di predoni affamati. L'anziano del villaggio suggerisce ai contadini di cercare aiuto tra i samurai senza signore (Rōnin). Vengono quindi inviati dei contadini, guidati dal giovane Rikichi e dallo zimbello del villaggio, Yohei, per assoldare i guerrieri.

La ricerca si presenta subito come un'impresa ardua. Nessun guerriero avrebbe offerto aiuto a dei poveri contadini che non avrebbero potuto ricompensare le loro gesta con gloria e denaro. Un giorno però il gruppo assiste all'ultima impresa di Kambei Shimada, un Ronin esperto e astuto. Con la forza della disperazione i contadini lo convincono ad aiutarli.

Kambei ritiene però sia necessario assoldare altri sei samurai per la difesa del villaggio, in quanto l'impresa sarebbe troppo difficile per un solo uomo. Vengono presto assoldati cinque samurai: Shichirōji, vecchio braccio destro di Kambei ritiratosi dopo la loro ultima battaglia; Gorobei, abile arciere e stratega; Kyūzō, silenzioso ma letale guerriero; Heihachi, amico di Gorobei scarso ma simpatico; e infine il giovane aspirante samurai Katsushirō. Nel gruppo prova inoltre a entrare Kikuchiyo, un uomo rozzo che finge di essere un potente guerriero, ma che viene presto smascherato e deriso. Egli, invidioso, deciderà comunque di seguirli.

Arrivati al villaggio, Kambei convince i contadini ad allenarsi per aiutarli a fronteggiare la minaccia dei predoni. Inizialmente difficile, il periodo di convivenza e allenamento fra contadini e samurai diventa presto pacifico: lo stesso Kikuchiyo, inizialmente scontroso, finirà presto per essere accettato nel gruppo e a farsi amare dai contadini. Spiccano in particolare alcuni episodi, come il rapporto autoritario fra Kikuchiyo e il pauroso Yohei, l'amicizia fra Heihaci e Rikichi e la tormentata storia romantica fra Katsushirō e la bella Shino, osteggiati dal padre di lei Manzo che arriva addirittura a costringerla a fingersi inizialmente un uomo.

Pochi giorni prima dello scontro, Kambei ordina di abbandonare le case oltre il fiume, poiché indifendibili: tra queste vi è tuttavia la casa dell'anziano del villaggio, che rifiuta di abbandonare la dimora, costringendo i famigliari a restare con lui. Presto i briganti, venuti a fare un sopralluogo, danno fuoco alle abitazioni, approfittando anche dei loro fucili. Della famiglia dell'anziano sopravvive solo un suo nipote neonato, portato in salvo da Kikuchiyo, che in questo modo rivede le sue tristi origini, quando la famiglia fu uccisa.

Come contrattacco Kikuchiyo, Kyūzō e Heihachi decidono di andare a colpire direttamente il covo dei predoni, facendosi guidare da Rikichi. Arrivati, i guerrieri rubano uno dei fucili, liberano le donne prigioniere e danno fuoco al dormitorio dei banditi. Mentre si preparano alla fuga, Rikichi nota una donna che, dopo avergli sorriso, si butta nelle fiamme. Rikichi si butta a terra piangente: la donna era infatti sua moglie, rapita in precedenza dai predoni. Heihachi lo incita ad andare via, ma in quel momento viene inaspettatamente colpito a morte da un colpo di fucile, sotto gli occhi stupefatti degli amici.

Riportato il corpo al villaggio, il guerriero viene seppellito nella collina destinata ai morti in battaglia, sotto le lacrime dell'intero villaggio, di Rikichi e dei compagni. Improvvisamente Kikuchiyo preso dalla rabbia va nella tenda dei samurai e, presa la bandiera che lo stesso Heihachi aveva creato, la pianta sulla collina giurando vendetta contro i predoni.

Il giorno dopo ha inizio la battaglia: difendendosi strenuamente e combattendo valorosamente, i contadini e i samurai riescono a scacciare i predoni, che si accampano poco oltre il villaggio. La sera, Kambei capisce come sia ormai indispensabile prendere almeno un altro dei fucili, armi troppo potenti. Ad andare è Kyūzō, che grazie alle sue abilità riesce presto a tornare con una delle armi, ricevendo la stima di Kikuchiyo.

Il secondo giorno, Kambei opta per una nuova strategia: un gruppo attaccherà alle spalle i predoni, costringendoli a entrare in gruppi di due nel villaggio, dove saranno trucidati da un secondo gruppo. La strategia riesce, ma a costo di molte perdite, compresa quella di Yohei, morto fra le braccia di Kikuchiyo mentre adempiva al suo dovere, ma soprattutto quella di Gorobei, morto nella ritirata dei predoni. Quella notte, mentre si piangono i morti Kambei confida agli altri che probabilmente il giorno successivo sarà quello decisivo.

Nel piovoso giorno seguente, i contadini e i cinque samurai rimasti riescono presto ad avere la meglio sui predoni. Tuttavia, non viene trovato da nessuna parte il loro capo, possessore dell'ultimo dei fucili. Mentre le cercano nel centro del villaggio, Kyūzō viene ucciso da un colpo di fucile, sparato dalla capanna delle donne. Furente per la morte del valoroso guerriero, Kikuchiyo entra nella capanna, ma viene subito colpito da un altro colpo sparato dal capo dei briganti. Deciso a non mollare, il coraggioso guerriero trafigge a morto il bandito, per poi crollare a terra, morto ma consapevole di essersi riscattato.

Nei giorni successivi, il villaggio torna presto alla vita quotidiana, potendo vivere finalmente in pace. I tre superstiti fra i samurai, Kambei, Katsushirō, e Shichirōji, assistono ai festeggiamenti degli abitanti del villaggio con l'animo rattristato per la perdita dei compagni. Dopo un ultimo saluto alle tombe dei quattro, Kambei e Shichirōji decidono di andarsene, non essendo adatti alla vita contadina, mentre Katsushirō rimane nel villaggio con l'amata Shino.

Note di produzione[modifica | modifica wikitesto]

Foto di una pausa degli attori durante le riprese.

La stesura iniziale della sceneggiatura descriveva il singolo giorno della vita di un samurai, ma l'idea fu accantonata da Kurosawa stesso che indirizzò i due sceneggiatori, Hashimoto e Oguni, verso una ricerca di "realismo" storico. Questa iniziativa portò Hashimoto a scoprire documenti dell'Era Sengoku testimonianti l'assoldamento di Samurai senza padrone (Rōnin) per la difesa dei contadini dai briganti, e da questa idea nacque la sceneggiatura.

Secondo quanto riferito dall'attore Toshirō Mifune, il film doveva inizialmente chiamarsi I sei samurai e Mifune doveva interpretare il ruolo di Kyuzo, ma poi il regista e gli sceneggiatori decisero di variare il copione iniziale[2]. Kurosawa cambiò il ruolo di Mifune in quello di Kikuchiyo e gli diede ampia libertà di improvvisazione nell'interpretare la parte.

La battaglia finale nel film avrebbe dovuto essere girata alla fine dell'estate ma, a causa dei ritardi, fu invece girata a febbraio inoltrato con una temperatura molto bassa. In seguito Mifune ricorderà di non avere mai più avuto così freddo in vita sua.[3]

Kurosawa si rifiutò di girare le scene al villaggio in un set ricostruito in studio e pretese che il villaggio venisse costruito in esterni sulla penisola di Izu. Anche se lo studio protestò vivamente perché la richiesta del regista avrebbe fatto lievitare di molto i costi di realizzazione, Kurosawa rimase inflessibile nella sua decisione perché secondo lui "la qualità del set influenza la qualità della recitazione degli attori". Per questo motivo, volle che tutto fosse ricostruito nel dettaglio e che risultasse verosimile.[3]

La versione ridotta[modifica | modifica wikitesto]

La lavorazione travagliata e il continuo sforamento del budget minacciarono più volte la chiusura dell'intero progetto. Infatti dopo tre mesi di pre-produzione era avvenuto il primo ampio sforamento, in verità molto basso se confrontato ai costi hollywoodiani dell'epoca. Kurosawa montava e mostrava ogni giorno il girato alla produzione per evitare i tagli al budget.

Toho Company, a fine riprese, imporrà a Kurosawa tagli alla pellicola di circa un'ora per la distribuzione in occidente al fine di garantire una fruizione giornaliera del film che andasse oltre le due visioni. La versione integrale di oltre tre ore verrà distribuita solo nelle maggiori città del Giappone.

Il film fu poi presentato alla Mostra di Venezia ricevendo i plausi della critica e il Leone d'argento. Anni dopo, parlando di quel premio, Kurosawa affermò: "... invece dei Sette Samurai, a Venezia, hanno visto i Tre samurai e mezzo".[4] Solo nei tardi anni '80 l'occidente potrà godere della versione senza tagli. Infatti in Italia la versione integrale verrà trasmessa da Rai 1 appositamente ridoppiata.

Montaggi differenti ed edizioni in DVD[modifica | modifica wikitesto]

Con le sue tre ore e ventisette minuti (207 minuti totali), I sette samurai è il film più lungo mai girato da Kurosawa in tutta la sua carriera (escludendo la versione integrale de L'idiota, immediatamente accorciata dai produttori). I Toho Studios originariamente tagliarono circa 50 minuti dalla versione finale del film (soprattutto le scene che riguardavano i contadini e la loro psicologia) quando lo vendettero ai distributori americani per paura che l'attenzione del pubblico occidentale non avrebbe retto per tutta la durata della pellicola.[5]

Una seconda versione da 190 minuti venne proiettata in Gran Bretagna nel 1991 e una versione quasi completa della durata di 203 minuti è stata ridistribuita negli Stati Uniti nel 2002, quando ormai il film aveva raggiunto lo status di "classico". La prima edizione in DVD prodotta dalla Criterion Collection contiene la versione originale completa del film (207 minuti) su singolo DVD, mentre una seconda edizione, sempre della Criterion e pubblicata nel 2006 contiene oltre alla versione completa rimasterizzata in digitale su due dischi, anche un altro DVD di contenuti extra. Il 19 ottobre 2010, la Criterion ha pubblicato anche la versione in Blu-ray del film completo.[6]

Descrizione dei personaggi principali[modifica | modifica wikitesto]

I sette samurai[modifica | modifica wikitesto]

  • Kambei Shimada (島田勘兵衛 Shimada Kanbei?) (Takashi Shimura) - Il leader morale del gruppo e il primo guerriero a essere "reclutato" dai contadini è un esperto, ma disilluso, stratega militare.
  • Katsushirō Okamoto (岡本勝四郎 Okamoto Katsushirō?) (Isao Kimura) - Un giovane e inesperto aspirante samurai. Discende da una famiglia aristocratica e vuole diventare il discepolo di Kambei.
  • Gorōbei Katayama (片山五郎兵衛 Katayama Gorōbei?) (Yoshio Inaba) - Viene reclutato da Kambei ed è un abile arciere. Agisce da secondo in comando e contribuisce a delineare il piano di difesa del villaggio insieme con Kambei.
  • Shichirōji (七郎次) (Daisuke Katō) - Una volta era il luogotenente di Kambei, ma dopo essere scampato miracolosamente alla loro ultima battaglia insieme ha posato la spada ed è diventato un piccolo commerciante. Kambei lo incontra per caso in città e il samurai decide di riassumere il suo vecchio ruolo.
  • Heihachi Hayashida (林田平八 Hayashida Heihachi?) (Minoru Chiaki) - Reclutato da Gorōbei. Simpatico ma non eccelso combattente, il suo buonumore contribuisce a mantenere alto il morale dei compagni.
  • Kyūzō (久蔵) (Seiji Miyaguchi) - Abilissimo spadaccino, inizialmente declina l'offerta di unirsi al gruppo, per poi cambiare idea poco dopo. Samurai ascetico, sempre serissimo e dalla faccia di pietra; Katsushirō lo idolatra e ne vorrebbe imitare le gesta.
  • Kikuchiyo (菊千代) (Toshirō Mifune) - Possente figlio di contadini, si spaccia per samurai con l'ausilio di un falso certificato nobiliare. Coraggioso, impetuoso e burlone, proverà il suo valore in battaglia. Si identifica nei contadini e nei loro problemi.

Contadini[modifica | modifica wikitesto]

  • Gisaku 儀作 (Kokuten Kodo) - Il vecchio e saggio patriarca del villaggio, a cui ci si riferisce come "il nonno". È lui che suggerisce ai contadini di chiamare in difesa del villaggio dei samurai.
  • Yohei 与平 (Bokuzen Hidari) - Un vecchietto pauroso e timido che condividerà con Kikuchiyo molte scene comiche nel film.
  • Manzō 万造 (Kamatari Fujiwara) - Un contadino terrorizzato dall'idea che la bella figlia possa perdere la "purezza" a causa dell'arrivo dei samurai al villaggio.
  • Shino 志乃 (Keiko Tsushima) - La figlia di Manzō, costretta dal padre a fingersi uomo, che in seguito si innamora di Katsushirō.
  • Rikichi 利吉 (Yoshio Tsuchiya) - Un contadino a cui i briganti hanno rapito la moglie.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Innovazioni strutturali[modifica | modifica wikitesto]

I sette samurai è uno dei primi film a utilizzare un plot narrativo inerente al reclutamento e l'impiego di vari eroi all'interno di un gruppo per raggiungere uno scopo specifico, espediente poi utilizzato in molti altri film come I cannoni di Navarone, Colpo grosso, Quella sporca dozzina e il remake dichiarato dei sette samurai I magnifici sette.

Il critico cinematografico Roger Ebert nella sua recensione del film suggerisce che la scena introduttiva al personaggio di Kambei (nella quale il samurai si rade il capo a zero, gesto eclatante per un samurai per il quale i capelli sono simbolo di onore, in modo da potersi travestire da monaco e salvare un bambino tenuto ostaggio da un rapitore) potrebbe essere la causa della pratica, ora comune nei film d'azione, di introdurre l'eroe protagonista con una sottotrama slegata dalla storia principale del film.[7]

Anche il film Pixar A Bug's Life ha nella sceneggiatura palesi riferimenti al film di Kurosawa.

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio di animazione giapponese Gonzo, nel 2004, ha voluto celebrare i cinquant'anni dalla realizzazione del film I sette samurai producendo l'anime Samurai 7, basato su di esso.

I sette samurai nei fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Esistono, poi, anche altri omaggi al film di Kurosawa e tutti nel mondo del fumetto. Si parte da una parodia degli Animaniacs, un gruppo di personaggi della Warner Bros., sul numero 13 del maggio 1996 sulle pagine dell'omonima rivista, edita dalla DC Comics. Sempre la DC Comics realizza un altro omaggio, questa volta utilizzando il supergruppo della Justice League in un elseworld: JLA:Shogun d'acciaio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione de I sette samurai, movieplayer.it, 17 giugno 2004. URL consultato il 7 agosto 2016.
  2. ^ Intervista a Toshirō Mifune, 25 agosto 1993, Criterion Collection DVD pamphlet
  3. ^ a b Behing the Camera on THE SEVEN SAMURAI, su tcm.com.
  4. ^ Mondo Home Entertainment, I Sette Samurai - DVD Edizione Speciale, Contenuti Speciali a cura di Claudio G. Fava.
  5. ^ The Hours and Times: Kurosawa and the Art of Epic Storytelling, su criterion.com.
  6. ^ Seven Samurai (1954) - The Criterion Collection, Criterion.com. URL consultato il 2 giugno 2011.
  7. ^ Roger Roger Ebert, The Seven Samurai (1954), in Chicago Sun-Times, 19 agosto 2001. URL consultato il 17 ottobre 2008.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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