I protagonisti (film 1992)

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I protagonisti
I protagonisti (film 1992).png
Tim Robbins in una scena del film
Titolo originale The Player
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1992
Durata 124 min
Genere commedia, drammatico, thriller
Regia Robert Altman
Soggetto Michael Tolkin
Sceneggiatura Michael Tolkin
Fotografia Jean Lépine
Montaggio Maysie Hoy, Geraldine Peroni
Musiche Les Hooper, Michael Mark, Gerry Mulligan, Thomas Newman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Non avrei potuto fare I Protagonisti se non avessi fatto Tanner '88. E non saremmo qui a parlare de I protagonisti se l'avessi fatto come era nel libro. Ho usato un miscuglio di dramma e commedia, di realtà e satira, di fiction e non fiction: tutti gli strumenti utilizzati nella lavorazione di Tanner '88. Peccato non l'abbia visto nessuno. »
(Robert Altman)

I protagonisti (The Player) è un film del 1992, diretto da Robert Altman.

Presentato in concorso al 45º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la miglior regia e il premio per la migliore interpretazione maschile.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Griffin Mill è un produttore, potente, ricco e riverito, ai vertici di una compagnia cinematografica. Un giorno inizia a ricevere delle lettere anonime che lo minacciano di morte. Indagando risale al nome di uno sceneggiatore a cui mesi prima aveva promesso una chiamata, mai effettuata. Lo cerca e lo trova in un cinema, mentre guarda Ladri di biciclette. Griffin cerca di ammorbidirlo, ma lo scrittore non sta al gioco. Tra i due scoppia una lite e lo sceneggiatore viene ucciso. Griffin conosce la compagna del morto e ne diventa l'amante.

Nel frattempo si assiste a varie vicende del mondo hollywoodiano. Uno è potentissimo e un'ora dopo non lo è più. Un regista sembra assolutamente onesto e per fare il suo film accetta di essere sepolto dai compromessi.[2]

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

Questo è il film che segna il ritorno sulla scena mondiale da parte di Altman. Dopo anni di produzioni a basso costo e di sperimentazione, con questo film sul mondo del cinema Hollywoodiano il regista statunitense torna a imporsi sulle scene maggiori. Dopo il relativo successo di Vincent e Theo (film sui fratelli Van Gogh finanziato in Europa) Altman decide di tornare a lavorare negli Stati Uniti iniziando a comporre la sceneggiatura di America Oggi. Dapprima l'interesse delle major è relativamente scarso. La scrittura della sceneggiatura viene finanziata dalla Paramount, la quale però una volta conclusa la rifiuta. Nel frattempo l'indipendente Avenue Entertainment offre al regista l'adattamento del romanzo Il giocatore (The Player) di Michael Tolkin, una satira sul mondo di Hollywood scritto nel 1988 da Tolkin.

L'opera si delinea immediatamente dal potenziale esplosivo. Nel giro di un anno la selezione degli attori è terminata ed il cast comprende i volti di mezza Hollywood: una carrellata tra i volti noti che affollano i bar e gli studios, da Julia Roberts a Bruce Willis, da Susan Sarandon a Peter Falk, oltre alle icone altmaniane Elliott Gould, Karen Black, Cher, Jack Lemmon, Mimi Rogers e altri ancora. Il passaparola in Hollywood riattira l'interesse della distribuzione ed il film viene selezionato per il Festival di Cannes.

Tematiche e tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Altman ritorna sulla grande scena dipingendo una Hollywood, come dirà lui stesso, "luogo di tagliole con personaggi seduti nei loro uffici, preoccupati solo a far profitto e con nessun senso di vergogna. Nel passato si cercava un buon attore, un buon regista, ed un bravo scrittore, ora prima decidono come vendere un film, ed una volta venduto cercano di farlo".

Il film si avvicina, abbandonate le claustrofobiche produzioni degli anni '80, alle prime produzioni altmaniane, affresco corale e tagliente di un universo sconosciuto ai più: corale come M*A*S*H, noir come Il lungo addio. Esemplare il piano sequenza iniziale di ben nove minuti e mezzo durante il quale si discute di celebri piani sequenza, intervallati da zoomate attraverso le finestre (anche questa citazione del maestro Orson Welles) all'interno degli studi dove si discute, alla maniera hollywoodiana, di cinema-produzione.

Interessante anche il finale nel quale lo scrittore telefona a Griffin proponendogli la trama del film, che in realtà è il film che si è appena finito di vedere (rimando esplicito a M*A*S*H, in cui nel finale gli altoparlanti annunciano "il film che avete appena visto è M*A*S*H", iniziando quindi ad elencare il cast: la finzione che si riproduce senza soluzione di continuità).

Nel film si compiono in realtà due omicidi: oltre quello dello scrittore ucciso per sbaglio da Griffin, il vero grande morto è il mito di Hollywood, e con lui tutto il mondo ed il modo di fare arte da parte dell'industria. Subito dopo si scaglierà infatti contro un altro colosso dell'Arte-industria: quello della moda in Prêt-à-Porter, per il quale - a differenza dell'autoironia con il quale venne accettato nei cantieri Hollywoodiani The Player - verrà attaccato e boicottato da un mondo che non può accettare, dicendo di fare arte, di essere una mera industria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1992, festival-cannes.fr. URL consultato il 21 febbraio 2015.
  2. ^ I protagonisti, mymovies.it. URL consultato il 21 febbraio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN207949316 · GND: (DE4744111-2 · BNF: (FRcb16743065b (data)
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