I giorni dell'abbandono

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I giorni dell'abbandono
Igiorniabb.png
Margherita Buy e Luca Zingaretti in una scena del film
Titolo originale I giorni dell'abbandono
Paese di produzione Italia
Anno 2005
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Roberto Faenza
Soggetto Elena Ferrante (romanzo I giorni dell'abbandono)
Sceneggiatura Roberto Faenza, Gianni Arduini, Filippo Gentili, Cristiana Del Bello...
Fotografia Maurizio Calvesi
Montaggio Massimo Fiocchi
Musiche Goran Bregović, Carmen Consoli
Scenografia Davide Bassan
Interpreti e personaggi

I giorni dell'abbandono è un film del 2005 di Roberto Faenza, ambientato a Torino, tratto dall'omonimo romanzo di Elena Ferrante.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Olga, moglie e madre di due figli, viene abbandonata all'improvviso dal marito per una donna più giovane. Per lei inizia un periodo doloroso che la fa sprofondare nella disperazione, che la porta a non mangiare più e nemmeno a dormire. Ma l'incontro con un musicista solitario che vive nel suo stesso palazzo smuove qualcosa. Dopo una discesa all'inferno si può solo risalire. Olga vive un percorso interiore che la porta a capire che non stava impazzendo per l'amore perso, ma ha scoperto cosa significa perdere la dignità e l'essere imprigionata in un ruolo, ruolo di cui ti devi liberare per gustarti a pieno la vita.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • «Roberto Faenza trae il film stilisticamente più complesso della sua filmografia. Può essere quindi facile colpirne alcuni punti deboli di sceneggiatura. [...] Conta molto di più lo scavo nella complessità delle reazioni di una donna nei confronti di un [...] abbandono improvviso». Commento del dizionario Farinotti (3/5 stelle).[1]
  • «Faenza adatta [con sette collaboratori] l'omonimo romanzo di Elena Ferrante, cercando di esplorare il dolore di esperienze tristemente comuni. Ma appena esce al vissuto più trito, non riesce a cogliere la verità delle emozioni: i dialoghi disarmanti, recitazione sopra le righe e le troppe sortite simboliche candono nel ridicolo». Commento del dizionario Mereghetti (1.5/4 stelle).[2]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Questo film è riconosciuto come d'interesse culturale nazionale dalla Direzione generale per il cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali italiano, in base alla delibera ministeriale del 28 febbraio 2005.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Farinotti 2015. Dizionario di tutti i film, Newton Compton editori, 2015, p. 945.
  2. ^ Paolo Mereghetti, Il Mereghetti. Dizionario dei film 2015, Dalai Editore, 2015, p. 1611.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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