I conquistatori dei sette mari

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I conquistatori dei sette mari
Titolo originale The Fighting Seabees
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1944
Durata 100 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1,37:1
Genere drammatico, guerra, sentimentale
Regia Edward Ludwig
Soggetto Borden Chase
Sceneggiatura Borden Chase, Æneas MacKenzie, Ethel Hill, Dale Van Every
Produttore Albert J. Cohen
Casa di produzione Republic Pictures
Fotografia William Bradford
Montaggio Richard L. Van Enger
Effetti speciali Theodore Lydecker
Musiche Walter Scharf
Scenografia Duncan Cramer
Costumi Adele Palmer
Trucco Peggy Gray, Robert Littlefield, Bob Mark
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I conquistatori dei sette mari (The Fighting Seabees) è un film del 1944 diretto da Edward Ludwig.

È un film drammatico di guerra statunitense a sfondo propagandistico con John Wayne, Susan Hayward e Dennis O'Keefe. Ottenne una candidatura ai premi Oscar nella categoria migliore colonna sonora (a Walter Scharf e Roy Webb). È incentrato sulle vicende dei cosiddetti Seabee, i componenti del battaglione del genio civile della marina statunitense attivi durante la seconda guerra mondiale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, diretto da Edward Ludwig su una sceneggiatura di Borden Chase e Æneas MacKenzie e, non accreditati, Ethel Hill e Dale Van Every con il soggetto dello stesso Chase,[1] fu prodotto da Albert J. Cohen per la Republic Pictures[2] e girato nei Republic Studios a Hollywood, a Port Hueneme, nel Camp Pendleton Marine Corps Base a Oceanside, nell'Iverson Ranch a Los Angeles e a San Diego in California (le scene della parata militare furono girate al Camp Endicott, Rhode Island).[3] Il titolo di lavorazione fu Donovan's Army.[4]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu distribuito con il titolo The Fighting Seabees negli Stati Uniti dal 27 gennaio 1944 (première a Los Angeles)[4] al cinema dalla Republic Pictures.[2] Circa 500 copie del film furono distribuite in altri accampamenti militari statunitensi sparsi per il mondo.[5]

Alcune delle uscite internazionali sono state:[4]

  • negli Stati Uniti il 27 gennaio 1944
  • nel Regno Unito il 10 luglio 1944
  • in Svezia il 20 novembre 1944 (Stilla havets hjältar)
  • in Portogallo il 9 dicembre 1944 (O Batalhão Suicida)
  • negli Stati Uniti il 1º agosto 1948 (riedizione)
  • in Finlandia il 4 febbraio 1949 (Tyynenmeren sankarit)
  • in Danimarca il 20 marzo 1950
  • in Germania Ovest il 27 aprile 1954 (Alarm im Pazifik)
  • in Austria nell'agosto del 1954 (Alarm im Pazifik)
  • in Giappone il 17 novembre 1959
  • in Danimarca il 20 maggio 1963 (riedizione),
  • in Belgio (Alerte aux marines, Alarm bij de mariniers e Ceux du Pacifique)
  • in Francia (Alerte aux marines)
  • in Spagna (Batallón de construcción)
  • in Australia (Fighting Seabees)
  • in Grecia (Flogismena nisia)
  • in Italia (I conquistatori dei sette mari)

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Morandini "a una rilettura odierna, col senno di poi, è meglio di quel che sembra".[6] Secondo Cesare Zavattini il film è una "modesta produzione" che si regge essenzialmente sul carisma di John Wayne, "ostinato e poi coraggioso animatore della vicenda".[7]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Le tagline sono:[8]

  • "ROMANCE OF THE SEVEN SEAS!".
  • "The thrilling story of America's supermen!".
  • "HARD-MUSCLED! SOFT-HEARTED! ".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I conquistatori dei sette mari - IMDb - Cast e crediti completi, imdb.it. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  2. ^ a b I conquistatori dei sette mari - IMDb - Crediti per le compagnie, imdb.it. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  3. ^ I conquistatori dei sette mari - IMDb - Luoghi delle riprese, imdb.it. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  4. ^ a b c I conquistatori dei sette mari - IMDb - Date di uscita, imdb.it. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  5. ^ (EN) I conquistatori dei sette mari - American Film Institute, afi.com. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  6. ^ I conquistatori dei sette mari - MYmovies, mymovies.it. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  7. ^ Cesare Zavattini, L'ultimo schermo, Dedalo, 1984, pp. 45-46, ISBN 88-220-5020-7. URL consultato il 2 febbraio 2013.
  8. ^ (EN) I conquistatori dei sette mari - IMDb - Tagline, imdb.com. URL consultato il 2 febbraio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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