I cinque del quinto piano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
I cinque del quinto piano
PaeseItalia
Anno1988
Formatoserie TV
Generesitcom
Stagioni1
Episodi95
Durata24 minuti
Lingua originaleitaliano
Rapporto4:3
Crediti
IdeatoreUmberto Simonetta
RegiaGuido Stagnaro
SceneggiaturaUmberto Simonetta
Interpreti e personaggi
MontaggioPaolo Alberti
MusicheFranco Godi
ProduttoreClaudio M. Riccardi
Produttore esecutivoAntonino Antonucci Ferrara
Casa di produzioneStudio One Bravo Productions
Prima visione
Dal4 gennaio 1988
Al9 settembre 1988
Rete televisivaCanale 5

I cinque del quinto piano è stata una sitcom italiana prodotta dalla Studio One Bravo Productions per la regia di Guido Stagnaro. Tra gli interpreti, Gian Fabio Bosco (Edoardo), Serena Cantalupi (Gisella), Luca Sandri (Gianfilippo), Georgia D'Ambra (Stefania), Niccolò Della Bona (Simone), Aldo Ralli (l'amministratore del condominio), Giampiero Bianchi (il vicino Ulderico Rastelli).

Gli episodi, in tutto 95 (privi di titolo), vennero trasmessi da Canale 5 a partire dal 4 gennaio 1988[1] in fascia preserale, dal lunedì al venerdì alle 18:35.[2] In seguito, la sitcom è stata replicata più volte su Canale 5 e su Mediaset Extra.

La trama[modifica | modifica wikitesto]

Periferia milanese, anni Ottanta. Negli anni della Milano da bere, in un anonimo condominio, al quinto piano, si svolge la vita di una famiglia (il cui cognome non verrà mai detto) composta da cinque persone . Il capofamiglia, il cinquantenne Edoardo, è impegnato, oltre che nel proprio lavoro, anche in quello più difficile di imbrigliare la peperina moglie Gisella, il figlio ribelle Gianfilippo (che ama ostruire il posto box-auto del vicino, poi diventato amministratore, con la sua motocicletta), gli altri due figli, l'adolescente Stefania (quattordicenne) e il piccolo e geniale Simone. Una provocante domestica siciliana in collant neri (presente dalla 14ª puntata) e un petulante amministratore condominiale fanno da contorno al gruppo familiare.

Studio di registrazione[modifica | modifica wikitesto]

La serie era girata negli studi Studio One (ora Profit) di Via Mambretti 9 a Milano, zona stazione Certosa. Produzione tecnica troupe romana a parte Carlo Puntelli con mansioni di tecnico video.

Accoglienza del pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Tra i primi esperimenti di sitcom italiana, la serie ottenne, nel suo primo periodo di trasmissione, dal 4 gennaio al 15 marzo 1988, una audience media di 1.518.000 telespettatori, pari all'11,35% di share, con punte di oltre 2 milioni e del 14,41% di share.[2]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Edoardo ripete sempre sconsolato la frase: "Ci vuole una gran pazienza!", lavora come dirigente di una casa editrice con a capo il boss Cesare Fumagalli (poi Barbagalli) che comparirà in tre puntate. Sembra pubblicare solo saggi sulla vita degli imenotteri (vengono citati più volte "La Vita delle Api" e "La Vita delle Formiche", forse con riferimento alle omonime opere di Maeterlinck).
  • Gisella è socia di una boutique insieme all'amica Patrizia, da giovane è stata aspirante cantante. Non sa fare un buon caffè, ma anche i cocktail in genere e nemmeno tè e tisane. In una puntata, sia Rastelli sia il marito Edoardo lo dicono o fanno capire che quelli preparati sono pessimi. In altre varie puntate, quando lei stessa chiede un parere sul caffè, Edoardo le risponde che è pessimo e Gianfilippo spesso lo rifiuta.
  • Gianfilippo gioca nella "scalognata" squadra di calcio di giovani dilettanti, la Stella Maris (di cui è presidente l'amico Daniele) ed è fidanzato con Cinzia, che non comparirà mai, ma spesso telefona. Dopo le effusioni telefoniche il solito saluto è composto dalla frase “Nichi Nichi”. Nonostante questo, è sempre attratto dalle altre ragazze e continua a flirtare con Slovanka (mai accreditata), una ragazza slovena, con la nuova colf Rosalia e con Carol, la ragazza inglese alla pari. Frequenta l'Università per diventare avvocato. È ossessionato dal fatto di non avere ancora, a 20 anni, nemmeno un filo di barba. Ripete spesso la parola "scalogna!" oppure "sfortunello! oppure “sfortunellone". Tutte le volte che inizia a studiare e nomina "Cicerone", viene interrotto dal telefono, dal campanello o dall'arrivo di qualcuno. Viene chiamato "Ippo" da Simone, il fratellino di 7 anni, "Gianfi" dal padre Edoardo, "Giovinazzo" dall'invadente vicino Ulderico Rastelli e "giovanotto" dagli altri personaggi.
  • Stefania quattordici anni e mezzo, spesso riceve le telefonate del suo fidanzatino Franchino, al quale ripete sempre: "Quanto sei scemo!" oppure "Quanto sei cretino!" è però innamorata di Daniele, amico di Gianfilippo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Canale 5, in La Stampa, 4 gennaio 1988, p. 14. URL consultato il 4 maggio 2017.
  2. ^ a b Canale 5, in La Stampa, 21 marzo 1988, p. 22. URL consultato il 4 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gigi Speroni, Quello del quinto piano, Radiocorriere TV, n. 29, 1988, pp. 54-57

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione