I cavalieri di Ekebù

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I cavalieri di Ekebù
Lingua originaleitaliano
MusicaRiccardo Zandonai
LibrettoArturo Rossato
(libretto online)
Fonti letterarieLa saga di Gösta Berling di Selma Lagerlöf
Attiquattro
Prima rappr.7 marzo 1925
TeatroTeatro alla Scala di Milano
Personaggi
  • Gösta Berling (tenore)
  • La Comandante (mezzosoprano)
  • Anna (soprano)
  • La madre di Anna (mezzosoprano)
  • Sintram (basso)
  • Cristiano (baritono)
  • Fuchs (baritono)
  • Everardo (baritono)
  • Wemburgo (baritono)
  • Samzelius (basso)
  • Berencreuz (basso)
  • Kristoffer (basso)
  • Liecrona (tenore)
  • Rutger (tenore)
  • Kenvellere (tenore)
  • Røster (tenore)
  • Julius (tenore)
  • Ostessa (mezzosoprano)
  • Una fanciulla (soprano)

I cavalieri di Ekebù è un'opera lirica di Riccardo Zandonai su libretto di Arturo Rossato. L'opera fu rappresentata per la prima volta nell'ambito della stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano il 7 marzo 1925.[1]

Gli interpreti della prima rappresentazione furono:[1]

Ruolo Interprete
Gösta Berling Franco Lo Giudice
La Comandante Elvira Mari-Casazza
Anna Maria Luisa Fanelli
La madre di Anna Lina Lanza
Sintram Fernando Autori
Cristiano Benvenuto Franci
Fuchs Pariso Votto
Everardo Aristide Baracchi
Wemburgo Chase Baromeo
Samzelius Carlo Walter
Berencreuz Amleto Galli
Kristoffer Giuseppe Menni
Liecrona Alfredo Tedeschi
Rutger Emilio Venturini
Kenvellere Giovanni Genzardi
Røster Palmiro Domenichetti
Julius Giuseppe Nessi
*Ostessa Ida Mannarini
Una fanciulla Anita Apolloni

Direttore d'orchestra era Arturo Toscanini, lo scenografo era Giovanni Grandi e il regista Giovacchino Forzano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Gösta, un prete che è stato sconsacrato perché dedito all'alcool, è innamorato di Anna. In un'osteria di Ekebù il padre della ragazza, Sintram, lo induce a bere sempre più, nella speranza che l'odiato Gösta si uccida e lasci libera la figlia. Anna, pur ricambiando l'amore di Gösta, vede quest'ultimo caduto ubriaco nella neve e lo abbandona.

Gösta viene accolto nel castello della Comandante, che aiuta persone disperate, e diviene uno dei suoi cavalieri, un gruppo infaticabili lavoratori.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Nel castello ha luogo una recita a cui deve partecipare Anna. La Comandante inserisce anche Gösta tra gli attori, facendogli interpretare la parte di uno spasimante di Anna. Quando si svolge la recita, realtà e finzione si confondono e Anna e Gösta finiscono per unirsi in un lungo bacio.

Sintram, presente alla recita, giura vendetta. La Comandante, turbata, impone a Gösta di ricondurre Anna a casa.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

È Natale, i cavalieri della Comandante sono ubriachi per i festeggiamenti. Sintram ne approfitta per far loro credere che la Comandante sia in affari col diavolo, al quale vorrebbe vendere le loro anime. La trama di Sintram ha successo e la Comandante viene cacciata dal castello.

Atto IV[modifica | modifica wikitesto]

Al castello, dopo la partenza della Comandante, tutto sta andando in rovina. Anna è stata ripudiata dal padre, e Gösta l'ha tenuta con sé. La Comandante, malata, viene trovata morente nella neve ed è ricondotta al castello. Ella perdona chi le ha fatto del male, benedice Anna e Gösta, poi riorganizza le attività del castello. La Comandante muore serena mentre al castello la vita e il lavoro stanno tornando alla normalità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b almanacco di amadeusonline (consultato il 18 giugno 2012)

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Controllo di autoritàVIAF (EN185315023 · LCCN (ENno98087190 · GND (DE300713452
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