I Satelliti

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I Satelliti
Paese d'origineItalia Italia
GenereBeat
Pop
Periodo di attività musicale1961 – 1968
EtichettaJaguar, Dischi Ricordi, R.T.Club, Telerecord

I Satelliti (originariamente: The Cricker's) sono stati un gruppo musicale beat italiano formatosi a Livorno nel 1961.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una breve esperienza nei locali della Toscana (in particolare nella zona di Certaldo (FI) incontrano il cantante Ricky Gianco il quale li scrittura come proprio gruppo d'accompagnamento, pur lasciando loro vita autonoma come band.

Nel 1963 incidono il loro primo 45 giri, Mercurius/Quando la luna muore, a cui seguono altre incisioni l'anno seguente.

Nel 1965 lanciano Finirà, una cover di For Your Love degli Yardbirds. Del 1966 è La vita è come un giorno, cover di Catch the Wind di Donovan. Il disco, lanciato durante la prima tournée in Italia di Antoine, si aggiudicherà la "G" d'oro, un premio messo in palio dalla rivista "Giovani".

Nello stesso anno esce ancora Babababa-ba, ulteriore cover, da With a girl like you del gruppo The Troggs.

Nel 1967 esce Mondo mio, col quale partecipano ad Un disco per l'estate. È un primo tentativo di produzione propria, dato che il disco presenta due canzoni composte da Marcheschi-Guscelli.

Nel 1968 I Satelliti pubblicano Loro sanno dove, una rivisitazione di Holiday dei Bee Gees, e sul retro Lo scatenato, colonna sonora dell'omonimo film interpretato da Vittorio Gassman. È questo il loro canto del cigno, poiché il gruppo si scioglierà.

Oltre che con Ricky Gianco, il gruppo è ricordato per la sua collaborazione nella versione di Pietre di Gian Pieretti.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Guscelli, cantante chitarrista
  • Franco Marcheschi, chitarra
  • Giovanni Barontini, basso
  • Roberto Ghiozzi, tastiere
  • Piero Baronti, batteria

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Umberto Bultrighini - Claudio Scarpa - Gene Guglielmi: Intervista approfondita di 8 pagine a Roberto Guscelli effettuata da Claudio Scarpa e inserita nel libro “Al di qua, al di là del Beat” edito e pubblicato da Carabba Editore a luglio 2011 – 430 pagine.
  • Ursus (Salvo D'Urso), Manifesto beat, edizioni Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990; alla voce I Satelliti
  • Claudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006; alla voce Satelliti, pagg. 136-137