I Love Radio Rock

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« In onda. Fuori dai confini. Fuori controllo. »

(tag-line del film)
I Love Radio Rock
ILoveRadioRock-2009.png
I protagonisti in una scena del film
Titolo originale The Boat That Rocked
Paese di produzione Regno Unito, Francia, Germania
Anno 2009
Durata 135 min[1]
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere commedia, musicale
Regia Richard Curtis
Sceneggiatura Richard Curtis
Produttore Tim Bevan, Eric Fellner, Hilary Bevan Jones
Produttore esecutivo Richard Curtis, Debra Hayward, Liza Chasin
Casa di produzione Working Title Films, StudioCanal
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Danny Cohen
Montaggio Emma E. Hickox
Scenografia Mark Tildesley
Costumi Joanna Johnston
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I Love Radio Rock (The Boat That Rocked) è un film del 2009 scritto e diretto da Richard Curtis.

La pellicola, interpretata da Philip Seymour Hoffman, Bill Nighy, Rhys Ifans, Nick Frost e Kenneth Branagh, è dedicata al fenomeno delle radio pirata inglesi degli anni sessanta, ispirandosi in particolare alla vicenda di Radio Caroline.[2] Anche alcuni personaggi del film, come il Conte, "Simple" Simon Swafford, e Sir Alistair Dormandy sono basati su persone realmente esistite, rispettivamente: il DJ di Radio Caroline Emperor Rosko, i presentatori mattutini Tony Blackburn e Larry Gogan, ed il politico labourista Tony Benn.[3][4][5][6]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito, 1966. Nonostante il Paese sia nel pieno della Swinging London, BBC Radio trasmette appena tre quarti d'ora di musica leggera al giorno, deludendo le aspettative degli ascoltatori, soprattutto i più giovani, i quali sopperiscono a questa mancanza sintonizzandosi sulle tante radio pirata che trasmettono illegalmente i successi pop e rock del tempo. In questo contesto, l'adolescente Carl viene fatto imbarcare dalla madre Charlotte – apparentemente per punizione – su Radio Rock, una nave ancorata nel mare del Nord e trasformata in una stazione pirata attiva ventiquattr'ore al giorno.

L'emittente è gestita dal suo padrino Quentin, che lo introduce a bordo e lo presenta a tutti i deejay: "Il Conte", l'allegro Simon, "Dottor" Dave, l'affascinante e misterioso "Midnight" Mark e il taciturno "Tessitore dell'Alba" Bob. Sulla nave Carl fa le prime esperienze sessuali con Marianne, la bella nipote di Quentin, partecipa alla vita in mare fatta prevalentemente di svago e divertimento, e intuisce il vero motivo della sua presenza su Radio Rock, ovvero che lì potrebbe esserci il padre che non ha mai conosciuto. Intanto le giornate proseguono, con Quentin che si districa tra problemi legali, visite di fan (soprattutto femminili) e la crescente rivalità fra "Il Conte" e il nuovo collega Gavin, star appena tornata in patria dopo il successo ottenuto oltreoceano.

Nel frattempo il ministro Sir Alistair Dormandy, uomo ottuso e decisamente all'antica, affida al segretario Pirlott l'incarico di ostacolare in tutti i modi le trasmissioni delle stazioni pirata, in particolar modo di Radio Rock, iniziando una vera e propria crociata personale. Sempre alla ricerca di cavilli burocratici a cui appellarsi per far chiudere l'emittente, dapprima i due tentano di bloccarne i finanziamenti da parte degli inserzionisti pubblicitari, e successivamente riescono a ottenere l'attuazione del Marine Broadcasting Offences Act, che dichiara le navi-radio illegali poiché a rischio di occupare le frequenze di soccorso.

Ormai fuorilegge a tutti gli effetti, i membri dell'imbarcazione decidono di sfidare comunque il governo e proseguono imperterriti le trasmissioni, per la gioia dei loro fan. L'unico sistema per continuare a trasmettere senza venire arrestati è però quello di disancorare l'imbarcazione e salpare: questa versa però in pessime condizioni, tali da impedirle di reggere il mare, e presto inizia a imbarcare acqua. Dalle loro frequenze i deejay lanciano un SOS, sperando che qualcuno li salvi da una morte ormai certa. Pirlott vorrebbe rispondere alla richiesta di aiuto, ma Dormandy è irremovibile e lo costringe a desistere. Proprio quando la nave sta per affondare e tutti credono di essere perduti, Simon scorge decine di barche, tutte di fan che hanno ascoltato il loro messaggio e che stanno arrivando a salvarli.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film presso la National Gallery di Londra.

Working Title Films si è occupata della produzione della pellicola, con Tim Bevan, Eric Fellner e Hilary Bevan Jones come produttori e Debra Hayward, Liza Chasin ed il regista Richard Curtis come produttori esecutivi.[7][8] Il budget del film è stato di oltre 30 milioni di £.[9]

La lavorazione del film è cominciata il 3 marzo 2008 ed è terminata a giugno dello stesso anno.[7] Le riprese principali si sono tenute su una ex-nave ospedale olandese, ancorata a Portland Harbour, Dorset; le scene ambientate nel mare del Nord sono state invece girate a Dunbar, East Lothian. Le scene all'interno della nave sono state girate in un magazzino a Osprey Quay, nell'Isola di Portland[10] ed agli Shepperton Studios.[11] Squerryes Court in Kent è stata la location scelta per l'abitazione del ministro Alistair Dormandy.[12]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il film può essere considerato una dichiarazione d'amore per la musica rock. Tutta la pellicola infatti è accompagnata da diverse canzoni, principalmente di gruppi musicali anni sessanta, tra i quali figurano anche i Beach Boys, i Kinks e gli Who. Non inclusi nella colonna sonora, ma presenti nel film, sono i brani strumentali Per qualche dollaro in più, La resa dei conti, Vizio di uccidere e Addio colonnello di Ennio Morricone, tratti dalla pellicola Per qualche dollaro in più, e Let's Spend the Night Together e Jumpin' Jack Flash dei Rolling Stones.

Album[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film, intitolata The Boat That Rocked, è stata pubblicata da Mercury nel 2009.[13]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1
  1. Stay with Me Baby - Duffy - 3:52
  2. All Day and All of the Night - The Kinks - 2:23
  3. Elenore - The Turtles - 2:30
  4. Judy in Disguise (With Glasses) - John Fred and His Playboy Band - 2:52
  5. Dancing in the Street - Martha Reeves and the Vandellas - 2:36
  6. Wouldn't It Be Nice - The Beach Boys - 2:23
  7. Ooo Baby Baby - Smokey Robinson - 2:45
  8. This Guy's in Love with You - Herb Alpert & The Tijuana Brass - 4:01
  9. Crimson and Clover - Tommy James & The Shondells - 5:24
  10. Hi Ho Silver Lining - Jeff Beck - 2:53
  11. I Can See for Miles - The Who - 4:07
  12. With a Girl Like You - The Troggs - 2:07
  13. The Letter - The Box Tops - 1:54
  14. I'm Alive - The Hollies - 2:25
  15. Yesterday Man - Chris Andrews - 2:32
  16. I've Been a Bad Bad Boy - Paul Jones - 2:20
  17. Silence Is Golden - The Tremeloes - 3:09
  18. The End of the World - Skeeter Davis - 2:39
Disco 2
  1. Friday on My Mind - The Easybeats - 2:53
  2. My Generation - The Who - 3:19
  3. I Feel Free - Cream - 2:54
  4. The Wind Cries Mary - Jimi Hendrix - 3:21
  5. A Whiter Shade of Pale - Procol Harum - 4:00
  6. These Arms of Mine - Otis Redding - 2:33
  7. Cleo's Mood - Jr. Walker & The All Stars - 2:42
  8. The Happening - The Supremes - 2:50
  9. She'd Rather Be with Me - The Turtles - 2:21
  10. 98.6 - The Bystanders - 3:19
  11. Sunny Afternoon - The Kinks - 3:34
  12. Father and Son - Cat Stevens - 3:42
  13. Nights in White Satin - The Moody Blues - 4:26
  14. You Don't Have to Say You Love Me - Dusty Springfield - 2:49
  15. Stay with Me Baby - Lorraine Ellison - 3:33
  16. Hang On Sloopy - The McCoys - 3:52
  17. This Old Heart of Mine (Is Weak for You) - The Isley Brothers - 2:51
  18. Let's Dance - David Bowie - 4:06

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La première del film si è tenuta a Londra il 29 marzo 2009.[14]

Il film è uscito nelle sale del Regno Unito il 1º aprile 2009, mentre in Italia è stato distribuito da Universal Pictures il 12 giugno 2009.

Adattamento[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al flop del film al botteghino britannico, Focus Features, che ne curava la distribuzione negli Stati Uniti e Canada, ha commissionato una versione modificata del film per il mercato nordamericano.[15][16] Intitolata Pirate Radio, questa versione del film contiene circa venti minuti di scene in meno, scelta fatta in seguito alle critiche sulla lunghezza del film, ritenuta eccessiva. Sempre nel tentativo di non bissare l'insuccesso in madrepatria, la promozione del film in Nord America ne ha distorto la trama ed il contesto storico; il rock 'n' roll e le radio pirata vengono presentate come illegali fin da subito, e la nascita di Radio Rock come conseguenza di tali provvedimenti, mentre viene dato molto rilievo alla nazionalità statunitense del Conte.[17] Inoltre, in molto del materiale promozionale come trailer o poster viene evidenziato come il film sia "ispirato ad una storia vera", espressione mai utilizzata né dalla casa di produzione né dallo sceneggiatore.[18]

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione originale, il personaggio interpretato da Jack Davenport si chiama Dominic Twatt, storpiatura del termine "twat" che in lingua inglese indica, volgarmente, la vagina. Nell'impossibilità di rendere in lingua italiana tale calembour, nella versione destinata al pubblico italofono il doppiaggio ha cambiato il cognome in Pirlott, con evidente assonanza al termine dialettale "pirla".

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

I Love Radio Rock è stato un flop al botteghino, incassando in tutto il mondo circa 36 milioni di dollari, a fronte di un budget di più di 30 milioni di £ (equivalenti a 50 milioni di $).[19]

Nel Regno Unito, il film ha incassato 6.1 milioni di £ in 12 settimane, meno di un quarto del proprio costo di produzione.[9] Negli Stati Uniti, il film ha incassato meno di 3 milioni di dollari nel suo primo weekend di programmazione, scendendo a 1.46 nel secondo.[20] Il film ha incassato al botteghino nordamericano appena 8 milioni di dollari (circa 5 milioni di £).[19]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

I Love Radio Rock ha ricevuto giudizi misti; i critici ne hanno lodato l'interpretazione degli attori e la colonna sonora, mentre è stata oggetto di numerose critiche la durata della pellicola e la sua narrazione. La critica è stata divisa sul considerare la comicità del film un aspetto positivo o negativo.[21] Sull'aggregatore di recensioni online Rotten Tomatoes, detiene una percentuale del 61% di giudizi positivi, basati su 158 recensioni.[22]

The Daily Telegraph scrive che il film ha "dei momenti magici," ma ne critica la narrazione "confusa" e la durata.[23] Anche The Hollywood Reporter si scaglia contro la durata del film, definendolo "semplicemente troppo lungo per interessare lo spettatore".[24] Andrew Neil di The Observer si è dichiarato invece scontento della trama "nebulosa" e "gratuitamente pervertita".[25] Al contrario, Channel 4 è più positivo nei confronti del film, definendolo "emozionante e toccante [...] un viaggio piacevole", ma trovandolo debole dal punto di vista della trama.[26]

In seguito all'uscita della versione statunitense, Manohla Dargis del New York Times ha scritto:[27]

« Pieno di abili caratteristi e con una colonna sonora d'eccezione, il film scorre piacevolmente, anche se appare chiaro che il signor Curtis, regista e sceneggiatore della pellicola, non ha in realtà alcunché di nuovo da dire su questi ribelli per cui il rock era una ragione di vita...[27] »

Al contrario, Robert Wilonsky, comparando entrambe le versioni, ha dichiarato di aver preferito quella originale:

« Dopo aver guardato la sua versione home video, Pirate Radio sembra a confronto molto debole. Privato delle scene che mettono in po' di carne sulle fragili ossature dei personaggi, il risultato è simpatico, ma privo di sostanza...[28] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Boat That Rocked, British Board of Film Classification, 17 marzo 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  2. ^ La storia di Radio Caroline, la più famosa radio pirata del mondo, in ilpost.it, 28 marzo 2014. URL consultato il 28 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Girls in our cabins? Well, it's a nice image, su Telegraph, 28 marzo 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  4. ^ (EN) Peter Bradshaw, Review, su Guardian, 3 aprile 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  5. ^ (EN) Susan Thompson Updated 32 minutes ago, Times review, su The Times. URL consultato il 16 novembre 2011.
  6. ^ (EN) Chris O'Dowd: The IT Man From The IT Crowd, suicidegirls.com, 9 maggio 2009. URL consultato l'11 maggio 2009.
  7. ^ a b (EN) Adam Dawtrey, Curtis sets sail on Universal's 'Boat', Variety, 4 marzo 2008. URL consultato il 9 novembre 2009.
  8. ^ (EN) Cast and crew information, Working Title Films. URL consultato il 27 marzo 2008.
  9. ^ a b (EN) Richard Curtis - Curtis to re-edit 'The Boat That Rocked' before U.S. release, 10 luglio 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  10. ^ (EN) £1 million film is ready to rock, Dorset Echo. URL consultato il 1º aprile 2008.
  11. ^ (EN) Ross Revenge, Radio Caroline and "The Boat That Rocked", rossrevenge.co.uk. URL consultato il 15 aprile 2009.
  12. ^ (EN) Kent Film Office The Boat That Rocked Film Focus, kentfilmoffice.co.uk.
  13. ^ (EN) Stephen Thomas Erlewine, The Boat That Rocked Movie Soundtrack – Review, in allmusic.com. URL consultato il 5 ottobre 2014.
  14. ^ (EN) Sarah Knapton, The Boat That Rocked stars hit red carpet for premiere, su The Daily Telegraph, 23 marzo 2009. URL consultato il 2 maggio 2014.
  15. ^ (EN) Richard Curtis - Curtis To Re-Edit The Boat That Rocked Before U.S. Release - Contactmusic News, su contactmusic.com. URL consultato il 7 aprile 2010.
  16. ^ (EN) The Boat That Rocked Goes To Focus, Gets Shorter Cut | /Film, su slashfilm.com, 26 giugno 2009. URL consultato il 7 aprile 2010.
  17. ^ Filmato audio I Love Radio Rock, su YouTube.
  18. ^ (EN) Simon Garfield, When pop pirates ruled Britannia's airwaves, su The Guardian, 7 marzo 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  19. ^ a b (EN) I Love Radio Rock, su Box Office Mojo.
  20. ^ (EN) Pirate Radio (2009) - Weekend Box Office Results, su Box Office Mojo.
  21. ^ (EN) Total Film review, totalfilm.com, 26 marzo 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  22. ^ (EN) I Love Radio Rock, in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
  23. ^ (EN) Sukhdev Sandhu, Richard Curtis's The Boat That Rocked sloshes about merrily and has some magical moments, su The Telegraph, 2 aprile 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  24. ^ (EN) Ray Bennett, Rock 'n' roll movie Boat just barely stays afloat, su The Hollywood Reporter, 31 marzo 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  25. ^ (EN) Andrew Neil, My week: Andrew Neil, su The Observer, 5 aprile 2009. URL consultato il 9 novembre 2009.
  26. ^ (EN) Richard Luck, The Boat That Rocked Review, su Channel 4. URL consultato il 9 novembre 2009.
  27. ^ a b (EN) Manohla Dargis, Rock Boys' Adventure, With BBC as the Enemy, The New York Times, 12 novembre 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.
  28. ^ (EN) Robert Wilonsky, Pirate Radio Gets a Tame U.S. Release, but We Still Love Rock 'n' Roll, su The Village Voice, 10 novembre 2009. URL consultato il 16 novembre 2011.

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