II Congresso dell'Internazionale Comunista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da II Congresso del Comintern)
Alcuni delegati al Congresso

Il II Congresso dell'Internazionale Comunista si svolse dal 19 luglio al 7 agosto 1920 a Pietrogrado e Mosca. Ritenuto quello di maggiore importanza storica, è considerato «una sorta di Manifesto generale del comunismo»[1].

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Congresso si tenne in una fase di grande fiducia nelle prospettive rivoluzionarie[2], determinate dalla crescita dei movimenti di massa in Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti d'America e dall'andamento favorevole alle truppe dell'Armata Rossa della guerra sovietico-polacca, scatenata l'anno precedente dalla Repubblica di Polonia[3][4].

In tale contesto, si riteneva urgente che i partiti socialisti si liberassero delle proprie componenti riformiste e opportuniste e si trasformassero in partiti comunisti fortemente accentrati e in grado di guidare la rivoluzione internazionale basandosi sulle comuni direttive dell'Internazionale[5][6].

Lavori congressuali[modifica | modifica wikitesto]

Lenin parla al Congresso

I lavori si aprirono il 19 luglio a Pietrogrado e proseguirono dal 23 luglio al 7 agosto a Mosca. A differenza del Congresso fondativo, si trattò del primo appuntamento veramente rappresentativo del proletariato internazionale, visto che vi presero parte 64 partiti di oltre cinquanta paesi, per un totale di 169 delegati con voto deliberativo[7].

L'assemblea approvò lo statuto dell'Internazionale, stabilendone l'obiettivo nella creazione di una repubblica internazionale dei soviet come passaggio verso la distruzione dello Stato[5]. Vennero inoltre votati i "21 punti", le condizioni di ammissione al Comintern per i singoli partiti[8]. Elaborati da Lenin, essi raccoglievano il significato dei lavori congressuali ed erano finalizzati alla creazione in Occidente di partiti comunisti ispirati al modello russo, e quindi fondati su disciplina, centralizzazione, organizzazione ferrea, azione tra le masse, i contadini, i sindacati, l'esercito. Tra i passaggi che maggiormente avrebbero condizionato il dibattito all'interno dei partiti europei nei mesi successivi, l'articolo 7 prevedeva l'obbligo di rompere completamente con il riformismo e con gli opportunisti, alcuni dei quali (Turati, Kautsky, Hilferding, Hillquit, Longuet, MacDonald, Modigliani) erano esplicitamente citati nel testo. Altrettanto netto risultava il punto 17, secondo il quale per aderire all'Internazionale i partiti avrebbero dovuto cambiare il proprio nome in "Partito comunista" del proprio paese, con l'aggiunta della dicitura "sezione della III Internazionale". Infine, l'articolo 21 prevedeva l'espulsione dal partito dei membri che non accettassero in toto le condizioni e le tesi dell'Internazionale[9].

Isaak Brodskij, Il II Congresso del Comintern, 1924

I delegati dedicarono ampio spazio anche all'esame delle prospettive nei singoli paesi, individuando nell'Italia e nella Germania quelli in cui più immediato sembrava il raggiungimento dell'obiettivo rivoluzionario[9].

Venne inoltre discusso il tema dell'azione parlamentare: secondo i delegati olandesi, quelli del Partito Comunista Operaio di Germania, Amadeo Bordiga, Sylvia Pankhurst e la maggioranza dei sindacalisti presenti, i comunisti avrebbero dovuto astenersi dal partecipare alle elezioni borghesi[10], ma sul punto prevalse la posizione di Lenin e Bucharin, secondo i quali andava utilizzato anche il ruolo di deputato come «agitatore del partito nel campo nemico»[11].

Tra gli altri argomenti affrontati vi fu quello del colonialismo, a proposito del quale la linea leniniana volta ad appoggiare i movimenti nazionalistici indipendentisti fu contrastata, per esempio da Serrati, in nome del carattere proletario della rivoluzione[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spriano, p. 70.
  2. ^ Radek
  3. ^ Zinov'ev
  4. ^ Spriano, p. 68.
  5. ^ a b Spriano, p. 69.
  6. ^ Arfé, p. 290.
  7. ^ Spriano, pp. 67-68. Per una lista completa dei delegati cfr. Delegates, in Second Congress...
  8. ^ Lenin's Collected Works, vol. 31, pp. 206-211.
  9. ^ a b Spriano, p. 71.
  10. ^ a b Humbert-Droz, p. 46.
  11. ^ Protokoll des II. Weltkongressen..., p. 434.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Arfé, Storia del socialismo italiano (1892-1926), Torino, Einaudi, 1965.
  • (EN) Second Congress of the Communist International, in Encyclopedy of Marxism..
  • Jules Humbert-Droz, L'Internazionale comunista tra Lenin e Stalin, Milano, Feltrinelli, 1974.
  • (EN) Lenin's Collected Works, Mosca, Progress Publishers, 1965. Edizione inglese della trascrizione di discorsi di Lenin pronunciati tra il 1919 e il 1921.
  • (DE) Protokoll des II. Weltkongressen der Kommunistischen Internationale, Amburgo, 1921.
  • Karl Radek, Il II Congresso dell'Internazionale Comunista, in L'Ordine Nuovo, nº 10, 17 luglio 1920.
  • Paolo Spriano, Storia del Partito Comunista Italiano, vol. I, Torino, Einaudi, 1967.
  • Grigorij Zinov'ev, Rapporto presentato al X Congresso del PC russo, in Comunismo, vol. 2, 16-17, 15 maggio - 15 giugno 1921.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]