Hyperion (Parigi)

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Hyperion è una scuola di lingue fondata nel 1977 a Parigi (all'indirizzo Quai de la Tournelle 27) da Duccio Berio, Vanni Mulinaris e Corrado Simioni, esponenti della sinistra extraparlamentare italiana. La scuola è stata sospettata di essere una copertura per operazioni di terrorismo o servizi segreti. Nella scuola insegnerà anche Toni Negri durante la sua latitanza in Francia.[senza fonte]

Legami col terrorismo italiano[modifica | modifica wikitesto]

I tre fondatori della scuola avrebbero partecipato precedentemente con Renato Curcio, Alberto Franceschini e Mario Moretti alla fondazione delle Brigate Rosse[senza fonte]. Mulinaris e Berio fecero amicizia con Curcio nella facoltà di sociologia di Trento, dove i due erano tra i fondatori del movimento di sociologia. Simioni conobbe Curcio successivamente, incontrandolo nel 1969 nel "collettivo politico metropolitano" milanese, gruppo che teorizzando lo scontro aperto funse da progenitore per la nascita delle Brigate Rosse[1].

Durante gli anni settanta molti ideologi dell'estrema sinistra italiana, ricercati o sotto inchiesta da parte della magistratura italiana trovarono rifugio in Francia, ricevendo il riconoscimento di rifugiati politici. Il riconoscimento di questo status da parte delle autorità francesi, di fatto, li sottraeva dalle indagini e bloccava ogni richiesta di estradizione degli stessi in Italia.

Secondo le dichiarazioni del brigatista Alberto Franceschini nella sua audizione in Commissione Stragi[2], i tre fondatori di Hyperion erano in disaccordo con l'impostazione dei "leader storici" delle Brigate Rosse, in quanto il gruppo originale della scuola parigina (soprannominato "Superclan", ovvero "superclandestino") era ritenuto troppo violento. I vertici di Hyperion avrebbero mantenuto un legame speciale, invece, con Moretti che faceva parte del Superclan. Questo legame si sarebbe rafforzato nel 1974, dopo la cattura dei capi brigatisti Curcio e Franceschini, a seguito della quale Moretti rimase l'unico tra i capi storici brigatisti in libertà.

Caso Moro[modifica | modifica wikitesto]

Al tempo del caso Moro, Hyperion di Parigi aveva collegamenti con una scuola francese di lingue con sede a Roma in piazza Campitelli, a 150 metri da via Caetani, la via dove fu rinvenuto il 9 maggio 1978 il corpo di Moro[senza fonte]. Nel mese di febbraio, prima del sequestro Moro, avvenuto il 16 marzo 1978, Hyperion aveva aperto a Roma un ufficio di rappresentanza in via Nicotera 26 (nel medesimo stabile si trovavano alcune società coperte del Sismi); lo stesso ufficio venne chiuso subito dopo il sequestro[senza fonte]. Venne avanzato il sospetto che intellettuali collegati con Hyperion costituissero parte della mente politica delle Brigate rosse.

Ipotesi sulla scuola[modifica | modifica wikitesto]

Hyperion fu sospettata di essere da un lato una struttura di riferimento per organizzazioni terroristiche come OLP, IRA, ETA e BR, dall'altro di mantenere rapporti contemporaneamente con CIA, KGB e Mossad.[3]

Il sospetto, già affiorato in altre inchieste giudiziarie poi abortite, è che intellettuali ad esso collegati facessero parte del cervello politico delle Brigate rosse (particolarmente Corrado Simioni, il quale godeva di amicizie ad altissimo livello, tanto da essere omaggiato, nel novembre 1992, di un'udienza privata con Papa Giovanni Paolo II insieme con Abbé Pierre)[4].

Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione Stragi per 7 anni, suggerisce in un suo libro che Hyperion in realtà costituisse un punto d'incontro tra i servizi segreti delle nazioni contrapposte nella Guerra Fredda, necessario nella logica di conservazione degli equilibri derivanti dagli accordi di Yalta. Hyperion quindi sarebbe stato un mezzo per azioni comuni contro eventuali sconvolgimenti dell'ordine di Yalta. Proprio la politica di apertura al PCI attuata da Moro, poteva considerarsi una minaccia degli stessi equilibri politici consolidatisi fino a quel momento[5].

Hyperion, inoltre, sarebbe stata connessa con un'altra misteriosa struttura denominata Superclan[6].

Si diede il nome di "Grande Vecchio" o "Burattinaio" a una persona o ad una struttura che, secondo alcuni commentatori italiani e altri uomini di governo italiani, avrebbe in una certa misura manovrato le BR dall'estero, probabilmente dalla Francia. È uno dei misteri tuttora irrisolti sulle BR. Si suppose che tale entità potesse essere il Superclan o un gruppo di persone gravitanti a vario titolo attorno Hyperion.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Ferrari, In teleselezione dalla Francia gli ordini ai terroristi italiani? Corriere della Sera 26 aprile 1979
  2. ^ Inchiesta sugli sviluppi del caso Moro: audizione del sig. Alberto Franceschini, 50esima seduta, Mercoledì 17 marzo 1999
  3. ^ Sergio Flamigni, La tela del ragno. Il delitto Moro, Kaos Edizioni, 2003. Pag. 207-210
  4. ^ L'espresso, 28 marzo 1993
  5. ^ Segreto di Stato, libro-intervista pubblicato nel 2000 (Einaudi, autori Giovanni Fasanella e Claudio Sestieri)
  6. ^ Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi 69a SEDUTA MERCOLEDI 23 MAGGIO 2000 http://www.parlamento.it/bicam/terror/stenografici/steno69.htm

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]