Hylobatidae

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Gibboni
Weisshandgibbon tierpark berlin.jpg
Hylobates lar
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Catarrhini
Superfamiglia Hominoidea
Famiglia Hylobatidae
Gray, 1870
Generi

Gli Ilobatidi (Hylobatidae), comunemente noti come gibboni, sono una famiglia di Primati, classificati assieme agli Ominidi nella superfamiglia degli Ominoidi.

Descrizione e anatomia[modifica | modifica sorgente]

Formula dentaria
Arcata superiore
3 2 1 2 2 1 2 3
3 2 1 2 2 1 2 3
Arcata inferiore
Totale: 32
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

La lunghezza del corpo varia tra 45 e 90 cm, il peso tra 4 e 13 kg. Come tutti gli Ominoidi sono privi di coda.

Il cranio è simile a quello degli ominidi e la formula dentaria, mostrata a lato, è identica.

Gli arti anteriori sono notevolmente più lunghi di quelli posteriori. Il pollice si articola vicino al polso, permettendo una presa particolarmente ampia.

Il colore varia, a seconda delle specie, tra il nero, il grigio e varie gradazioni di marrone. Raramente può essere bianco.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

L’attività è diurna e la locomozione avviene soprattutto mediante brachiazione; l’andatura al suolo è bipede ed è aiutata dagli arti anteriori tenuti in alto per bilanciare il corpo.

Vive in coppie monogame insieme alla prole giovane. La specie è territoriale: gli estranei sono allontanati con grida e gesti e raramente si arriva a lotte.

Voce[modifica | modifica sorgente]

Gli ilobatidi sono noti per la produzione di elaborati modelli di vocalizzazione, specie-specifici e sesso-specifici.
Nella maggior parte delle specie le coppie combinano i loro vocalizzi secondo pattern costanti producendo dei veri e propri duetti. Al canto degli ilobatidi sono state attribuite diverse funzioni, per lo più legate al controllo del territorio e al consolidamento dei legami familiari.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

I gibboni si nutrono prevalentemente di vegetali: in primo luogo frutta e in misura importante anche foglie. Raramente entrano a far parte della loro dieta piccoli animali.

Riproduzione e sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Non vi è una stagione fissa per gli accoppiamenti. Le femmine partoriscono ogni due o tre anni dando alla luce in genere un solo piccolo. I parti gemellari sono rari. Il piccolo è accudito per un anno e mezzo o due e raggiunge la maturità sessuale tra gli otto e nove anni. L'aspettativa di vita in natura è approssimativamente 25 anni; in cattività può arrivare a 34 anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'areale è piuttosto vasto, e comprende la maggior parte delle foreste tropicali e subtropicali dell'Asia sud-orientale, dall'Indocina alle isole di Malaysia e Indonesia, in particolare Borneo, Giava e Sumatra. L'habitat è formato dalle foreste pluviali tropicali e subtropicali. Possono trovarsi anche in montagna fino a 1800 m di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia è composta da gibboni e siamanghi, e comprende 13 specie raggruppate in quattro generi: Hylobates, Symphalangus, Nomascus e Hoolock. La classificazione in generi qui adottata, che comunque non è l'unica ad essere stata proposta, si fonda sul diverso numero di cromosomi diploidi delle varie specie (44 per Hylobates, 38 per Hoolock, 52 pr Nomascus e 50 per Symphalangus).

Si distinguono le seguenti specie:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Van Ngoc Thinh, Alan R. Mootnick, Vu Ngoc Thanh, Tilo Nadler, Christian Roos, A new species of crested gibbon, from the central Annamite mountain range in Vietnamese Journal of Primatology 2010; 1(4): 1-12.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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