Hyadum II

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Delta1 Tauri
Delta Tauri.jpg
δ1 Tauri è la stella più luminosa a destra nell'immagine; sulla sua sinistra δ2 Tauri e in alto a sinistra δ3 Tauri.
ClassificazioneGigante arancione
Classe spettraleK0III
Distanza dal Sole155 anni luce
CostellazioneToro
Coordinate
Ascensione retta04h 22m 56,093s
Declinazione+17° 32′ 33,05″
Dati fisici
Raggio medio12[1] R
Massa
Periodo di rotazione488 giorni[2]
Temperatura
superficiale
4875 K[1] (media)
Luminosità
Metallicità130 % rispetto al Sole[3]
Dati osservativi
Magnitudine app.+3,76
Magnitudine ass.+0,38[3]
Parallasse20,96 mas
Moto proprioAR: 106,56 mas/anno
Dec: -29,18 mas/anno
Velocità radiale39,07 km/s
Nomenclature alternative
Hyadum II, Eudora, 61 Tauri, BD+17°712, FK5 162, HD 27697, HIP 20455, HR 1373, SAO 93897.

Coordinate: Carta celeste 04h 22m 56.093s, +17° 32′ 33.05″

Hyadum II (Delta1 Tauri, δ1 Tauri, δ1 Tau) è una stella nella costellazione del Toro e membro dell'ammasso aperto delle Iadi. Il nome tradizionale di Hyadum II deriva dal latino e significa "Seconda Iade", riferito alle ninfe della mitologia greca[4]. Nonostante abbia ricevuto la lettera greca "δ" (la quarta dell'alfabeto greco) nella nomenclatura di Bayer, con una magnitudine apparente pari a +3,76, è solamente la tredicesima stella più brillante della costellazione. Altre due stelle hanno ricevuto la lettera δ nella nomenclatura di Bayer, Delta2 Tauri e Delta3 Tauri; tuttavia, nonostante anch'esse facciano parte della Corrente delle Iadi, non sono gravitazionalmente legate a Hyadum II.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Cercle rouge 100%.svg
Taurus IAU.svg
Posizione della stella nella costellazione del Toro.

La stella è situata circa 3° a ovest della brillante Aldebaran ed è una delle più brillanti dell'ammasso delle Iadi (del quale Aldebaran non fa parte); essa è una delle quattro giganti arancioni dell'ammasso, assieme ad Ain, Hyadum I, γ Tauri e θ1 Tauri. Avendo una declinazione di +17°, Hyadum II è una stella dell'emisfero boreale. Data tuttavia la sua relativa vicinanza all'equatore celeste le sue possibilità di osservazione nell'emisfero australe sono ampie: essa è invisibile solo più a sud del 73º parallelo, cioè solo nelle regioni antartiche. Tuttavia essa apparirà bassa all'orizzonte nord nelle regioni più meridionali del Sudamerica e della Nuova Zelanda. D'altra parte una tale posizione fa sì che la stella risulti circumpolare solo nelle regioni artiche e in quelle più settentrionali della Russia, della Groenlandia, del Canada e dell'Alaska.

Essendo di magnitudine +3,76, la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione. Il periodo migliore per la sua osservazioni ricade nei mesi dell'inverno boreale, da ottobre ad aprile.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica wikitesto]

δ1 Tauri è una gigante giallo-arancione di tipo spettrale K0III, a volte classificata anche di classe G9,5III. Questa stella è già passata attraverso la fase di sequenza principale, e divenuta una gigante sta ora fondendo l'elio all'interno del suo nucleo.

Sulla base delle misure di parallasse del satellite Hipparcos, la stella si trova a circa 155 anni luce dalla Terra[3]. Il diametro angolare è stato misurato con tecniche interferometriche: è risultato un raggio 12 volte il raggio solare. Inoltre la stella irradia circa 68 volte la luminosità del Sole[1] ed ha 2,6 volte la sua massa[2].

Hyadum II è catalogata come sospetta variabile con la designazione di NSV 1582; la sua magnitudine varia da 3,72 a 3,77 in un arco di tempo non ben definito[5].

La stella non è comunque una stella singola; una compagna di tredicesima magnitudine si trova a quasi due minuti d'arco dalla gigante ma probabilmente non è legata gravitazionalmente ad essa, tuttavia è certa la presenza di una compagna spettroscopica. Un'occultazione lunare ha permesso di rilevare la presenza di una debole nana rossa di tredicesima magnitudine, situata ad una distanza reale dalla gigante di 1,9 UA, attorno alla quale ruota in un periodo di circa 530 giorni[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Alessandro Massarotti et al., Rotational and Radial Velocities for a Sample of 761 HIPPARCOS Giants and the Role of Binarity, in The Astronomical Journal, vol. 135, n. 1, gennaio 2008, pp. 209–231, DOI:10.1088/0004-6256/135/1/209.
  2. ^ a b c d Jim Kaler, Hyadum II, Università dell'Illinois.
  3. ^ a b c Erik Anderson, Charles Francis, XHIP: An Extended Hipparcos Compilation, in Astronomy Letters, 23 marzo 2012.arΧiv:1108.4971
  4. ^ R. H. Allen, Star Names: Their Lore and Meaning, New York, Dover Publications Inc., 1899, p. 390, ISBN 0-486-21079-0.
  5. ^ NSV 1582 AAVSO

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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