Hupmobile

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Hupmobile
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 1909 a Detroit
Fondata da Robert Craig Hupp
Louis Gorham Hupp
Chiusura 1941
Sede principale Detroit
Settore Automobilistico
Prodotti Automobili

Hupmobile è stato un marchio automobilistico statunitense attivo dal 1909 al 1941. Il marchio era di proprietà della casa automobilistica Hupp Motor Car Company. La sua prima vettura, la Model 20, fu introdotta al salone dell'automobile di Detroit nel febbraio del 1909. Nel 1912 la Hupmobile si posizionò al sesto posto assoluto tra i costruttori automobilistici statunitensi per numero di esemplari prodotti[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Una Hupmobile Model 20 del 1910
Una Hupmobile Model M De Luxe berlina del 1929

Robert Craig Hupp fondò la Hupmobile nel 1908 insieme a suo fratello Louis Gorham Hupp. In precedenza Robert Hupp ebbe esperienza nel campo automobilistico lavorando all'Oldsmobile e alla Ford. La produzione della neonata casa automobilistica iniziò nel 1909 raggiungendo quasi subito i 500 esemplari annui. La produzione annua passò poi, dal 1909 al 19010, da 500 a 5000 esemplari. In seguito ad alcune divergenze con le banche, Robert Hupp vendette le zioni della società in suo possesso e fondò la RCH Automobile Company, più tardi chiamata Hupp-Yeats Electric Car Company. Nel 1912 la Hup Motor Car Company fu una delle prime case automobilistiche ad usare i corpi vettura in acciaio.

La Hupp Motor Company, anche dopo l'addio di Robert Hupp, continuò a crescere. Nel 1924 fu inaugurato un nuovo stabilimento produttivo con l'obiettivo di competere con la Ford e la Chevrolet. Nel 1925, per tentare di fare profitto in un segmento remunerativo (quello di alto livello), e per provare ad attrarre il maggior numero di clienti, la Hupp ampliò la propria gamma verso modelli più lussuosi. Nell'anno citato, per centrare questo obiettivo, la Hupp Motor Car Company introdusse un nuovo motore a 8 cilindri, che sostituì il più piccolo propulsore da 4 cilindri, che fino ad allora caratterizzava i modelli Hupmobile. Ciò fu un errore: la bassa capacità produttiva della Hupp portò ad una situazione in cui i modelli realizzati non coprivano completamente i costi di produzione.

Una Hupmobile Model R roadster del 1924
Una Hupmobile Model W berlina del 1934

Nel 1928 la capacità produttiva toccò i 65.000 esemplari. Per restare competitiva, la Hupp introdusse molte innovazioni tecnologiche. Ad esempio, lanciò sul mercato una trasmissione a ruota libera che diventò poi popolare negli anni trenta su tutte le autovetture. La Hupmobile fu anche pioniera del comfort. Le vetture Hupp erano infatti dotate di impianto di riscaldamento e di aria condizionata.

Le vendite iniziarono a calare nel 1930, con gli effetti della Grande Depressione. Negli anni trenta la Hupmobile abbandonò lo stile conservativo che fino ad allora caratterizzò le sue vetture dando l'incarico a Raymond Loewy, nel 1932, di disegnare un nuovo modello che avrebbe dovuto essere caratterizzato da uno stile innovativo. Nel 1934 fu pronta la prima vettura con questo stilema: il risultato fu un modello dalle linee piuttosto aerodinamiche. Nonostante queste novità, le vendite continuarono a calare. Nel 1936 la Hupp vendette uno dei suoi stabilimenti. Nel 1938 il numero dei concessionari si ridusse notevolmente e le vendite continuarono a calare. Per tentare di contenere i costi, la Hupp acquistò i progetti relativi alla Cord 810 e la Cord 812 con l'obiettivo di produrre una vettura ispirata a questi due modelli, che erano caratterizzati, tra l'altro, da un design innovativo. Gli ordini della nuova vettura, a cui fu dato il nome di Hupmobile Skylark, ammontarono a qualche migliaio, ma i ritardi della produzione portarono all'insoddisfazione della clientela. Parte di essa rinunciò poi all'acquisto. Di questo modello ne furono prodotti 319 esemplari, dopo di cui la Hupp chiuse i battenti.

Modelli prodotti[modifica | modifica wikitesto]

Un manifesto pubblicitario Hupmobile del 1909
Modello Anni Motore Potenza Passo
20 / 20-C / 20-E 1909-1913 Quattro cilindri in linea 16,9-20 CV (12,4-14,7 kW) 2.184-2.794 mm
32 1912-1915 Quattro cilindri in linea 32 CV (23,5 kW) 2.692-3.200 mm
K 1915 Quattro cilindri in linea 36 CV (26,5 kW) 3.023 mm
N 1916-1917 Quattro cilindri in linea 22,5 CV (16,5 kW) 3.023-3.404 mm
R 1918-1925 Quattro cilindri in linea 16,9-39 CV (12,4-28,7 kW) 2.845-2.921 mm
E 1925-1928 Otto cilindri in linea 60-80 CV (44-59 kW) 3.004-3.175 mm
A 1926-1929 Sei cilindri in linea 50-57 CV (37-42 kW) 2.896 mm
M 1928-1929 Otto cilindri in linea 80 CV (59 kW) 3.048 mm
S 1930-1932 Sei cilindri in linea 70 CV (51 kW) 2.896 mm
C 1930-1932 Otto cilindri in linea 100 CV (74 kW) 3.073 mm
H 1930-1932 Otto cilindri in linea 133 CV (98 kW) 3.175 mm
U / V 1930-1932 Otto cilindri in linea 133 CV (98 kW) 3.480 mm
B 1932 Sei cilindri in linea 75 CV (55 kW) 2.946 mm
L 1932 Otto cilindri in linea 90 CV (66 kW) 2.997 mm
F 1932-1934 Otto cilindri in linea 93-96 CV (68-71 kW) 3.099 mm
I 1932-1934 Otto cilindri in linea 103-109 CV (76-80 kW) 3.200 mm
K / KK 1933-1934 Sei cilindri in linea 90 CV (66 kW) 2.972-3.073 mm
W 1934–1935 Sei cilindri in linea 80-91 CV (59-67 kW) 2.972 mm
J 1934-1935 Sei cilindri in linea 93-101 CV (68-74 kW) 3.073 mm
T 1934-1935 Otto cilindri in linea 115-120 CV (84,5-88 kW) 3.226-3.239 mm
D 1935-1936 Sei cilindri in linea 91-101 CV (67-74 kW) 2.997 mm
O 1935-1936 Otto cilindri in linea 120 CV (88 kW) 3.073 mm
G 1936-1937 Sei cilindri in linea 101 CV (74 kW) 2.997 mm
N 1936-1937 Otto cilindri in linea 120 CV (88 kW) 3.073 mm
E / ES 1938-1939 Sei cilindri in linea 101 CV (74 kW) 3.099 mm
H 1938-1939 Otto cilindri in linea 120 CV (88 kW) 3.175 mm
R 1939 Sei cilindri in linea 101 CV (74 kW) 2.921 mm
Skylark 1940-1941 Sei cilindri in linea 101 CV (74 kW) 2.921 mm

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) U.S. Auto Production – 1910-1919, classiccarweekly.wordpress.com. URL consultato il 26 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Beverly Kimes, Henry Clark, The Standard Catalogue of American Cars 1805–1942, Krause Publications, 1985, ISBN 0-87341-111-0.
  • (EN) Nick Georgano, Beaulieu Encyclopedia of the Automobile, Londra, Regno Unito, HMSO, 2000, ISBN 1-57958-293-1.
  • (EN) Floyd Clymer, Treasury of Early American Automobiles, 1877-1925, New York, Bonanza Books, 1950.

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