Hubert de Givenchy

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3 Av. George V. : La Maison Givenchy

Il conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy (Beauvais, 21 febbraio 1927) è uno stilista francese, fondatore nel 1952 della nota casa di moda che porta il suo nome, Givenchy.

È diventato famoso per aver creato i guardaroba personali e di scena dell'attrice Audrey Hepburn e per aver vestito clienti come Jacqueline Kennedy, l'imperatrice Farah Pahlavi, Marella Agnelli, la principessa Grace, la duchessa di Windsor, la cantante Frederica von Stade, le attrici Marlene Dietrich, Greta Garbo, Lauren Bacall, Jeanne Moreau e Ingrid Bergman.

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Nel 1952 nasce la casa di moda Givenchy.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Hubert James Marcel Taffin de Givenchy studia all'Ecole Nationale Superieure des Art a Parigi, dove, contro il volere della famiglia, inizia la carriera nel mondo della moda. Lavora per Luciene Lelong dal '45 al '46, per Piguet dal 46 al 48, per Jacques Fat dal 48 al 49 e per Schiapparelli dal '49 al '51. All'età di 27 anni, nel 1952, debutta con la prima collezione a suo nome. Il successo è immediato. In particolare desta grande interesse la blusa bettina, dedicata ad una celebre attrice dell'epoca. L'anno successivo avviene l'incontro con Audrey Hepburn, la quale diviene la sua musa, incarnando l'ideale estetico femminile da sempre ricercato nelle sue creazione. L'attrice veste i suoi abiti sia nella vita che nei film che interpreta (indimenticabili Sabrina del 1954 e Colazione da Tiffany del 1961), divenendo ambasciatrice del suo stile, caratterizzato dal taglio classico abbinato ad una fantasia profondamente sentimentale. Tra gli anni 50 e gli anni 60 molte sono le collezioni che lo stilista propone: l'abito a sacco del '53, il mantello a collo avvolgente del 1958, l'abito a palloncino e l'abito a bustino dell'anno successivo. Fin dalle prime collezioni si distingue per una ricerca di tessuti e forme di un'eleganza mai banale. Nel 1968, anno in cui il suo idolo Balenciaga si ritira dal mondo della moda, Givenchy eredita la sua clientela. Il 1988 è l'anno del ritiro dello stilista, vendendo al gruppo francese LVMH la maison.

I profumi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1957, costituisce una nuova impresa, Parfums Givenchy affidando la direzione al fratello Jean-Claude. Dopo le prime difficoltà, il successo è arrivato verso la fine degli anni 60, grazie al lancio dei profumi De e L'Interdit. Quest'ultimo, inizialmente creato in esclusiva per l'amica attrice Audrey Hepburn, prese solo in un secondo momento questa denominazione, che in francese significa Proibito. Le caratteristiche del profumo, dai toni fioriti ed aldeidati, esprime l'immagine di perfezione che l'attrice comunicava. Nel 1959, Hubert de Givenchy propose due fragranze maschili a completamento della linea di prodotti: Monsieur de Ghivency e l'Eau de Vétyver, originariamente pensati per se stesso. Nel 2007, per i suoi 50 anni, la maison Givenchy ripropone varie creazioni, tra cui L'Interdit, Vetyver o Givenchy III.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Givenchy appare in diversi film anche con filmati di repertorio. Firma i costumi di alcuni film, tra cui quelli con Audrey Hepburn e Kay Kendall.

Costumista e guardaroba[modifica | modifica sorgente]

La filmografia è completa

Sé stesso[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

  • Dé d'Or, 1978 e 1982 .
  • Oscar dell'eleganza, 1985
  • 1991 nel museo della moda e del costume di Parigi gli viene dedicata una retrospettiva
Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna
— 31 ottobre 2011[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Real Decreto 1570/2011, de 31 de octubre, por el que se concede la Orden de las Artes y las Letras de España a don Hubert Taffin de Givenchy. BOE (01-11-2009).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Givency, 40 years of creations, ISBN 2-87900-052-1, ADAGP, SPADEM, 1991.
  • Dizionario della moda a cura di Guido Vergani, Baldini e Castoldi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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