Hubert de Givenchy

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Il Conte Hubert de Givenchy

Il conte Hubert James Marcel Taffin de Givenchy (Beauvais, 21 febbraio 1927Parigi, 10 marzo 2018) è stato uno stilista francese, fondatore nel 1952 della nota casa di moda che porta il suo nome, Givenchy.

È diventato famoso per aver creato i guardaroba personali e di scena dell'attrice Audrey Hepburn e per aver vestito clienti come Jacqueline Kennedy, l'imperatrice Farah Pahlavi, Marella Agnelli, la principessa Grace, la duchessa di Windsor, la cantante Frederica von Stade, le attrici Marlene Dietrich, Greta Garbo, Lauren Bacall, Jeanne Moreau e Ingrid Bergman.

Espositore di profumi Givenchy

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

3 Av. George V.: La Maison Givenchy

Hubert James Marcel Taffin de Givenchy studia all'École nationale supérieure des beaux-arts a Parigi, dove, contro il volere della famiglia, inizia la carriera nel mondo della moda. Lavora per Luciene Lelong dal '45 al '46, per Piguet dal 46 al 48, per Jacques Fat dal 48 al 49 e per Schiapparelli dal '49 al '51.

All'età di 27 anni, nel 1952, debutta con la prima collezione a suo nome. Il successo è immediato. In particolare, desta grande interesse la blusa bettina, dedicata alla celebre mannequin dell'epoca Bettina Graziani.[1] L'anno successivo avviene l'incontro con Audrey Hepburn,[2] la quale diviene la sua musa, incarnando l'ideale estetico femminile da sempre ricercato nelle sue creazione. L'attrice veste i suoi abiti sia nella vita che nei film che interpreta (indimenticabili Sabrina del 1954 e Colazione da Tiffany del 1961), divenendo ambasciatrice del suo stile, caratterizzato dal taglio classico abbinato ad una fantasia profondamente sentimentale.

Fin dalle prime collezioni si distingue per una ricerca di tessuti (una passione trasmessagli dal nonno materno che era a capo di una manifattura tessile)[3] e forme di un'eleganza mai banale. Tra gli anni '50 e gli anni '60 sono molte le creazioni iconiche che lo stilista lancia nelle sue collezioni: l'abito a sacco del 1953, il mantello a collo avvolgente del 1958, l'abito a palloncino e l'abito a bustino dell'anno successivo.

Nel 1968, anno in cui il suo idolo Cristobal Balenciaga[1] si ritira dal mondo della moda, Givenchy eredita la sua clientela.

Il 1988 è l'anno del ritiro dello stilista, che decide di vendere per 45 milioni di dollari la sua maison al gruppo francese LVMH di Bernard Arnault.[3] Continuerà a firmare le collezioni della maison fino al 1995. Il suo compagno, Philippe Venet, comunica in data 12 marzo 2018 che è morto nel sonno due giorni prima nel castello dove viveva nei dintorni di Parigi.[3]

I profumi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957, costituisce una nuova impresa, Parfums Givenchy affidando la direzione al fratello Jean-Claude. Dopo le prime difficoltà, il successo arriva verso la fine degli anni '60, grazie al lancio dei profumi De e L'Interdit.[2] Quest'ultimo, inizialmente creato in esclusiva per l'amica attrice Audrey Hepburn, prese solo in un secondo momento questa denominazione, che in francese significa Proibito. Le caratteristiche del profumo, dai toni fioriti ed aldeidati, esprime l'immagine di perfezione che l'attrice comunicava. Nel 1959, Hubert de Givenchy propose due fragranze maschili a completamento della linea di prodotti: Monsieur de Ghivency e l'Eau de Vétyver, originariamente pensati per se stesso. Nel 2007, per i suoi 50 anni, la maison Givenchy ripropose varie creazioni, tra cui L'Interdit, Vetyver o Givenchy III.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Givenchy appare in diversi film anche con filmati di repertorio. Firma i costumi di alcuni film, tra cui quelli con Audrey Hepburn e Kay Kendall.

Costumista e guardaroba[modifica | modifica wikitesto]

La filmografia è completa

Se stesso[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • Dé d'Or, 1978 e 1982
  • Oscar dell'eleganza, 1985
  • 1991 nel museo della moda e del costume di Parigi gli viene dedicata una retrospettiva

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore (Francia)
— 1983[4]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica
«Queriendo dar una muestra de mi Real aprecio»
— 1º luglio 2002[5]
Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere di Spagna (Spagna)
«[...] haber consagrado una parte significativa de su trayectoria profesional o actividad a materias directamente relacionadas con la cultura española, así como mantener una intensa relación personal con nuestro país.»
— 31 ottobre 2011[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b De Givenchy, gigante della moda, su d.repubblica.it, 12 marzo 2018. URL consultato il 16 marzo 2018.
  2. ^ a b Hubert de Givenchy, lo stilista di Audrey Hepburn e Jackie Kennedy, su corriere.it, 12 marzo 2018. URL consultato il 16 marzo 2018.
  3. ^ a b c Morto lo stilista francese Hubert de Givenchy, su ilpost.it, 12 marzo 2018. URL consultato il 16 marzo 2018.
  4. ^ (EN) Eric Wilson, Hubert de Givenchy Dies at 91; Fashion Pillar of Romantic Elegance, in The New York Times, 12 marzo 2018.
  5. ^ (ES) III. Otras disposiciones (PDF), in Boletín Oficial del Estado, 2 luglio 2002.
  6. ^ (ES) III. Otras disposiciones (PDF), in Boletín Oficial del Estado, 1º novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ENFR) Givency, 40 years of creations, ADAGP, SPADEM, 1991, ISBN 2-87900-052-1.
  • Guido Vergani (a cura di), Dizionario della moda, Baldini e Castoldi, ISBN 88-8490-420-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN95710143 · ISNI (EN0000 0001 2144 344X · LCCN (ENn87147046 · GND (DE119119587 · BNF (FRcb13519688q (data) · ULAN (EN500004811