Houston Astros

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Houston Astros
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Campione della AL West division in carica
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'Stros
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Kit right arm pinstripesonwhite.png
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Casa

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Trasferta

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Terza

Colori sociali               
Blu marino,arancione,bianco
Dati societari
Città Houston
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Lega American League
Division West
Fondazione 1962
Denominazione Houston Colt .45s (1962–1964)

Houston Astros (1965–presente)

Proprietario Jim Crane
General manager Jeff Luhnow
Allenatore A.J. Hinch (2015-presente)
Sito web houston.astros.mlb.com
Palmarès
World Series Nessuna
Titoli di League 1
Titoli di Division 7
Wild card 3
Impianto di gioco
Minute Maid Park 2010.JPG
Minute Maid Park (2000-presente)
41168 posti

Gli Houston Astros sono una franchigia della Major League Baseball (MLB) con sede nella città di Houston (Texas), militante nella West Division dell'American League.

Gli Houston Astros vennero fondati nel 1962 con il nome di Houston Colt.45s (modificato nel nome attuale nel 1965). Il soprannome Astros si riferisce al ruolo centrale che Houston ricopre all'interno dei programmi spaziali americani.

Nella loro storia gli Astros hanno partecipato alle World Series in una sola occasione, nella stagione 2005, perdendo per 0-4 contro i Chicago White Sox. Al 2017 sono quindi la più vecchia franchigia della MLB (considerando le attuali sedi) a non aver mai vinto il titolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La creazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 ottobre del 1960 la Major League Baseball assegnò alla città di Houston una nuova franchigia che avrebbero dovuto militare National League. La nuova squadra prese il nome di Colt .45s e avrebbe giocato le partite casalinghe al Colt Stadium. La prima partita ufficiale avvenne il 10 aprile del 1962. Il 1º dicembre 1964, la franchigia annunciò che avrebbe mutato il proprio nome in "Astros."[1][2][3]

I primi anni e il passaggio ad Astros (1965-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965, gli Astros passarono a giocare nello stadio Astrodome, che li ospitò per le partite casalinghe fino al 1999, e adottando la divisa tricolore usata fino al 1992. Sul campo la squadra continuò a non ottenere risultati di rilievo ma l'affluenza del pubblico rimase alta perché i tifosi vi si recavano per vedere l'Astrodome. Nel 1967 arrivò in squadra il prima base Eddie Mathews, che batté il suo fuoricampo numero 500 durante la sua permanenza a Houston. La stagione 1969, terminata con un record di 81-81, fu la prima senza un bilancio negativo per la squadra. La prima con un record positivo fu nel 1972, accorciata per sciopero, terminata sull'84-69.

Nolan Ryan nel 1983

Uno dei grandi problemi degli Astros nella seconda metà degli anni settanta era la loro incapacità di essere competitivi nel mercato dei free agent. Ford Motor Credit Company controllava la squadra e, con la volontà di organizzare una cessione, rifiutava di spendere somme elevate per i giocatori migliori. La svolta avvenne nel 1979 quando si unì al club il lanciatore futuro membro della Hall of Fame Nolan Ryan che divenne subito il simbolo della squadra, portandola ai playoff nel 1981 e nel 1986. Nel 1987 Ryan realizzò la sua miglior prestazione eliminando 270 battitori e nel 1989 fu ceduto ai cugini dei Texas Rangers, all'interno di un progetto di rinnovamento della squadra che comportò anche a svincolare di José Cruz.

Nel 1988 debuttò un'altra colonna della squadra texana, il futuro Hall of Famer, Craig Biggio, che avrebbe disputato tutta la carriera con gli Astros e al termine, nel 2007, fu onorato con il ritiro della propria maglia numero 7. Altre novità che avvennero fra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta furono gli innesti dei giovani debuttanti Ken Caminiti e Gerald Young oltre all'acquisizione di Jeff Bagwell che fu acquistato in uno scambio che comportò l'uscita di Larry Andersen. Bagwell ripercorse il cammino di Craig Biggio trascorrendo l'intera carriera con gli Astros, vedendo anch'egli ritirata la propria maglia numero 5.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'Hall of Famer Craig Biggio nel 1990

Gli Astros incontrarono difficoltà all'inizio degli anni novanta, dovuti soprattutto al malcontento legato all'Astrodome. Successivamente lo stadio fu rinnovato grazie soprattutto alla squadra degli Houston Oilers della NFL, con la quale condividevano la struttura sin dagli anni sessanta.

Nel 1991 la squadra rischiò di essere ceduta con successivo cambio di sede nella capitale Washington ma per via di alcune incomprensioni nei piani manageriali della federazione, l'affare non andò in porto. Nel 1993 il proprietario dell'epoca McMullen (già proprietario dei New Jersey Devils della NHL) vendette la squadra al texano di nome Drayton McLane, che subito dichiarò il proprio impegno e la propria convinzione di mantenere la squadra nella città di Houston.

L'ultima gara degli Astros all'Astrodome il 3 ottobre 1999

Nel 1994 gli Astros furono una delle prime società ad assumere un manager afroamericano, l'ex giocatore Bob Watson, che però l'anno successivo si trasferì nello staff dei New York Yankees dove nel 1996 trionfò alle World Series. Il suo sostituto fu Gerry Hunsicker che fu manager degli Astros fino al 2004, contribuendo a costruire la squadra che nel 2005 raggiunse le World Series.

Dal 1997 al 1999 gli Astros vinsero la loro division per tre stagioni consecutive: nel 1998, dopo aver stabilito il loro record di vittorie nella stagione regolare (102) furono eliminati al primo turno dei playoff dai San Diego Padres, mentre nel 1997 e nel 1999 furono battuti dagli Atlanta Braves. Durante quel periodo di successi alla fine anni novanta, il trio Bagwell, Biggio e Derek Bell si guadagnò il soprannome di The Killer B.

Nella metà degli anni novanta il presidente della società McLane, così come il predecessore McMullen, fece forti pressioni per abbandonare l'Astrodome e e trasferirsi in una struttura più moderna ma trovò forti opposizioni e optò per mettere in vendita la società. Il candidato princiaple, William Collins, aveva deciso di trasferire la squadra in Nord Virginia ma non riuscì a trovare un sito adatto alle proprie esigenze, quindi intervenne la dirigenza della MLB appoggiando l'idea di McLane che con un referendum ottenne il consenso dei cittadini per costruire un nuovo stadio a Houston, l'Enron Field.

Gli anni duemila e le World Series 2005[modifica | modifica wikitesto]

Il logo usato dal 2000 al 2012

Nel 2001 gli Astros vinsero nuovamente la propria division ma furono nuovamente battuti dagli Atlanta Braves come nel 1997 e nel 1999. Nel 2004 la squadra si qualificò ai playoff come wild card dove questa volta riuscirono a eliminare i rivali Braves ma successivamente persero in sette partite contro i St. Louis Cardinals. Tali successi fu dovuto soprattutto alla presenza di giocatori come Roger Clemens (2004-2006) e Carlos Beltrán (2004). Infatti Clemens in quella stagione ottenne 18 vittorie vincendo il suo settimo Cy Young Award, mentre Beltran mise a segno 38 fuoricampo in stagione regolare, più altri 8 fuoricampo e 14 RBI nei playoff.

Nel 2005 gli Astros grazie a un reparto di ottimi lanciatori fra cui Roy Oswalt, Roger Clemens, Andy Petitte e Brandon Backe, vinsero il loro primo pennant dell'American League arrivando a disputare le loro prime World Series contro i Chicago White Sox, dove vennero sconfitti per 4-0.[4]

Nel 2006, gli Astros vinsero dieci delle ultime dodici gare ma non riuscirono a rimontare i St. Louis Cardinals per fare ritorno ai playoff. Alla fine di quella stagione, Clemens decise di firmare come free agent con i New York Yankees.

Nel 2007, l'ultima stagione di Biggio, gli Astros terminarono con 73 vittorie e 83 sconfitte non qualificandosi per i playoff. Il manager Phil Garner e il direttore generale Tim Purpura che erano in carica dal 2004 furono licenziati a favore, rispettivamente, di Cecil Cooper e Tal Smith. Dopo un anno Cooper fu sostituito da Dave Clark che a sua volta fu esonerato nel 2009.

2010-2014: declino, ricostruzione e cambio di lega[modifica | modifica wikitesto]

Gli Astros precipitarono nelle stagioni 2011 e 2012, finendo entrambe le annate all'ultima posizione in classifica con rispettivamente 106 e 107 sconfitte. Tra gli elementi più positivi di quelle due annate furono Justin Maxwell che nella sua prima stagione con gli Astros nel 2012 mise a segno 18 fuoricampo e Bud Norris, che si impose come il miglior lanciatore della squadra.

Il seconda base José Altuve nel 2017

Nel 2013, dopo 51 anni trascorsi nella National League, passarono nell'American League unendosi ai Los Angeles Angels of Anaheim, agli Oakland Athletics, ai Seattle Mariners e aii cugini dei Texas Rangers. Questo fu solamente il secondo cambio di lega in una società della MLB: prima degli Astros solo i Milwaukee Brewers avevano compiuto tale operazione. La loro prima stagione nella AL terminò con un bilancio di 51-111 (il peggiore della loro storia), migliorando con 70-92 nel 2014.

2015-presente: improvvisa rinascita e ritorno ai playoff[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2015 la strada a sorpresa fece ritorno ai playoff come wild card, dove batté i New York Yankees, venendo eliminata dai Kansas City Royals futuri campioni nel turno successivo. Le nuove stelle della squadra furono il lanciatore Dallas Keuchel, che vinse il Cy Young Award guidando la AL con 20 vittorie (incluso un record MLB di 15-0 in casa), l'interbase Carlos Correa e il seconda base José Altuve. L'anno seguente Houston sembrava la favorita per vincere la propria division ma una partenza lenta e cattive prestazioni contro avversari della stessa li fecero finire undici gare dietro ai Rangers.

All'inizio del mese di giugno 2017, gli Astros avevano un record di 41-16, il migliore di tutta la MLB. La squadra ebbe un calo nella seconda metà della stagione ma riuscì comunque ad assicurarsi il primo titolo di division dopo 16 anni.

Giocatori importanti[modifica | modifica wikitesto]

Membri della Baseball Hall of Fame[modifica | modifica wikitesto]

L'Hall of Famer Jeff Bagwell
Hall of Famer degli Houston Astros
Giocatore Anno Giocatore Anno
Jeff Bagwell 2017 Joe Morgan 1990
Craig Biggio 2015 Robin Roberts 1976
Leo Durocher 1994 Nolan Ryan 1999
Randy Johnson 2015 Don Sutton 1998
Eddie Matthews 1978
Note
I giocatori in grassetto sono riprodotti nella Hall of Fame con l'uniforme degli Astros

Numeri ritirati[modifica | modifica wikitesto]

Numeri ritirati dagli Houston Astros
Giocatore Ruolo Anno
5 Jeff Bagwell 1B 2007
7 Craig Biggio C, 2B 2008
24 Jimmy Wynn OF 2005
25 José Cruz OF 1992
32 Jim Umbricht P 1965
33 Mike Scott P 1992
34 Nolan Ryan P 1996
40 Don Wilson P 1975
49 Larry Dierker P, M 2002
42 Jackie Robinson 1997 (rit. da MLB)

Roster attuale[modifica | modifica wikitesto]

Houston Astros roster
Roster Giocatori inattivi Staff tecnico
Lanciatori
Rotazione dei partenti
60 Dallas Keuchel
43 Lance McCullers Jr.
31 Collin McHugh
50 Charlie Morton
41 Brad Peacock
35 Justin Verlander
Bullpen
19 Tyler Clippard
47 Chris Devenski
45 Michael Feliz
54 Mike Fiers
44 Luke Gregerson
64 Reymin Guduan
36 Will Harris
51 James Hoyt
46 Francisco Liriano
58 Francis Martes
59 Joe Musgrove
29 Tony Sipp
Closer
53 Ken Giles
Ricevitori
30 Juan Centeno
11 Evan Gattis
16 Brian McCann
12 Max Stassi
Interni
27 Jose Altuve
2 Alex Bregman
1 Carlos Correa
28 J.D. Davis
9 Marwin González
10 Yulieski Gurriel
38 Colin Moran
13 Tyler White
Esterni
15 Carlos Beltrán
21 Derek Fisher
18 Tony Kemp
6 Jake Marisnick
3 Cameron Maybin
22 Josh Reddick
4 George Springer
Interni
23 A.J. Reed
Esterni
20 Preston Tucker
Manager
14 A.J. Hinch
Coach
52 Craig Bjornson (bullpen)
85 Javier Bracamonte (ricevitore bullpen)
26 Alex Cora (panchina)
48 Rich Dauer (prima base)
39 Dave Hudgens (battitori)
96 Carlos Muñoz (ricevitore bullpen)
8 Gary Pettis (terza base)
55 Alonzo Powell (assistente battitori)
56 Brent Strom (lanciatori)
Lista infortunati per almeno 60 giorni
61 Jandel Gustave
63 David Paulino
62 Brady Rodgers
Legenda

Injury icon 2.svg Lista degli infortunati per 7 o 10 giorni
Lista delle sospensioni
# Congedo personale

38 attivi, 2 inattivi, 3 sulla lista infortunati (60 giorni)

Roster aggiornato al 4 ottobre 2017
TransazioniGrafico di profondità


Affiliate delle Minor league[modifica | modifica wikitesto]

Affiliate delle minor league degli Houston Astros
Livello Squadra Lega Città
AAA Fresno Grizzlies Pacific Coast League Fresno, California
AA Corpus Christi Hooks Texas League Corpus Christi, Texas
A+ Buies Creek Astros Carolina League Buies Creek, North Carolina
A Quad Cities River Bandits Midwest League Davenport, Iowa
A- Tri-City ValleyCats New York–Penn League Troy, New York
Rookie Greeneville Astros Appalachian League Greeneville, Tennessee
GCL Astros Gulf Coast League West Palm Beach, Florida
DSL Astros Summer League Boca Chica, Repubblica Dominicana

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Houston Colts become Astros, in Florence Times (Alabama), Associated Press, 2 dicembre 1964, p. 20.
  2. ^ Colts now 'Astros', in Beaver County Times (Pennsylvania), UPI, 2 dicembre 1964, p. 16.
  3. ^ Astrodome Houston-Astros.com, Houston.astros.mlb.com. URL consultato il 18 settembre 2017.
  4. ^ (EN) 2005 World Series, Baseball Reference. URL consultato il 18 settembre 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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