Hotel Royal Victoria

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Hotel Royal Victoria
La facciata sul lungarno prima del restauro
Interno dell'hotel Victoria

Il Royal Victoria Hotel è un edificio ad uso alberghiero situato in lungarno Pacinotti 12 a Pisa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al XVI secolo e originariamente di proprietà della famiglia Del Vigna, l'edificio passò poi alla famiglia Aulla; nel 1837 venne da questi concesso in locazione a Pasquale Piegaja, cittadino lucchese, che lo adattò all'uso alberghiero e, quindi, ne divenne proprietario. L'aspetto attuale del prospetto di facciata risale al 1912, quando in seguito a lavori di completa trasformazione venne demolita la propaggine anteriore della casa-torre esistente sul lato sinistro del palazzo e la casa stessa venne inglobata nella costruzione principale. Ne conseguì l'apertura di una sesta fila di finestre sul prospetto in sostituzione della torre. Al tempo stesso vennero realizzati dei terrazzi al primo piano, il rivestimento in pietra serena del piano terreno e l'eliminazione dei rostri dei fondi.

In progetto, non realizzato, era previsto anche l'accorpamento del contiguo palazzo Foscarini, posto sulla sinistra, al fine di realizzare un imponente complesso alberghiero.

Negli anni furono molteplici gli interventi sull'assetto interno del palazzo. I più significativi dovuti agli interventi di Domenico Piegaja, figlio del fratello di Pasquale, che aveva ereditato la conduzione dell'albergo ed aveva studiato architettura. Si devono a lui gli importanti scaloni principali in pietra serena che hanno la peculiarità di avere i bordi smaltati in bianco in stile "inglese". A lui si deve inoltre la trasformazione degli appartamenti, che costituivano l'albergo più antico, in camere più adatte alle nuove necessità della clientela. Molto significativo l'intervento da lui effettuato tra il 1896 ed il 1904 per dotare l'albergo di riscaldamento ed acqua calda centralizzati. Tale intervento rese necessario sostituire, pressoché totalmente, la pavimentazione in cotto tradizionale con una nuova pavimentazione in cemento decorato della Ditta Tessieri di Lucca. Al medesimo periodo, su disegno di Domenico Piegaja, risalgono le decorazioni liberty sulle pareti, sui soffitti nonché su alcune vetrate. Sempre di Domenico Piegaja fu il progetto di incorporare sul prospetto di facciata l'antica torre.

Altre trasformazioni interne risultano compiute alla fine degli anni trenta su progetto dell'ing. Federigo Severini, che modificò in chiave moderna le aperture tra i locali al piano terreno e che intervenne in parte anche sulla sala da pranzo al primo piano, in previsione, poi disattesa, di trasformarla radicalmente. Al progetto di Severini si deve anche l'utilizzo, a favore della hall dell'albergo, di alcuni fondi commerciali.

Ulteriori interventi sulla hall, secondo le forme attuali, furono attuati negli anni cinquanta, all'epoca della ristrutturazione post-bellica che comportò anche la ricostruzione di un'intera ala dell'albergo, minata dalle truppe tedesche, ala non più parte dell'Hotel a partire dal 2009.

Nel 1839 si tenne a Pisa il 1º Congresso degli Scienziati Italiani, di cui l’Hotel Royal Victoria ospitò i rappresentanti[1]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Occupa l'area compresa tra il lungarno Pacinotti, a sud, e la piazza del Mercato a nord. Sul lato est il vicolo Del Vigna lo separa dal palazzo del Monte dei Paschi di Siena. Sul lungarno ha di fronte l'antico Scalo del Carbone, non più esistente, uno dei luoghi più importanti nella storia della città.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si presenta come un blocco parallelepipedo elevato su cinque piani fuori terra e caratterizzato in facciata da quattro file di finestre incorniciate e da una serie di aperture ad arco al piano terreno, sovrastate, nel caso delle tre centrali e della laterale, da un lungo terrazzo a pilastrini e colonnine e da un terrazzino.

Il fronte principale si presentava, tra il 2007 ed il 2009, privo del paramento ad intonaco, demolito in seguito al degrado raggiunto dallo stesso. Il distacco dell'intonaco non ha mostrato presenze significative di murature pre-esistenti. L'intonacatura è stata ripristinata e la tinteggiatura rispecchia quella riscontrabile a metà Ottocento. Le arcate d'ingresso all'albergo conservano gli infissi in legno e le lunette originali con le scritte.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Interno dell'Hotel Victoria

L'ingresso principale immette in una galleria con volta a botte scandita da arcate successive, comunicante sulla sinistra con una delle due salette dell'albergo, a loro volta comunicanti fra loro. Lo spazio su cui affaccia la portineria è coperto da un lucernario in metallo mentre la parete di testa appare scandita da due arcate di cui la prima tamponata, separate da una coppia di lesene e coronate da una cornice che corre per l'intero perimetro del vano d'ingresso. La presenza del lucernario, la diversa caratterizzazione della parete di testa e la presenza, in essa, di una antica finestra e di tracce di muratura in pietra, fanno pensare che prima del Cinquecento, il blocco della costruzione originaria fosse più arretrato rispetto a quello attuale. Sulle pareti risaltano le cornici, le paraste e le arcate ed i medesimi colori si ritrovano nel pavimento, in marmette bianche e grigie disposte a scacchiera con fascia di rigiro in marmo grigio.

Nonostante gli interventi degli anni trenta con la creazione delle aperture di comunicazione tra le salette laterali con la galleria d'ingresso, architravate e rivestite in legno scuro, l'insieme conserva un carattere ottocentesco. La galleria d'ingresso prosegue fino al pianerottolo di partenza delle scale interne che nel loro sviluppo collegano anche le parti più antiche della costruzione, risultata dal progressivo accorpamento di diversi edifici e pertanto di complessa distribuzione planimetrica. Oltre agli arredi, realizzati dall'ebanisteria dell'albergo tra il 1837 ed il 1962, l'edificio conserva la pavimentazione originale dei primi anni del secolo, in graniglia e in marmo, negli ultimi anni parzialmente reintegrata con piastrelle in graniglia realizzate appositamente dalla ditta Tessieri di Lucca sul modello delle preesistenti.

Originali appaiono inoltre gli infissi in legno, arricchiti in alcuni casi da vetrate decorate e le decorazioni pittoriche presenti in molte stanze e in alcuni vani di passaggio, opera di decoratori pisani della fine dell'Ottocento. Le decorazioni con paesaggi coloniali ed italiani sono invece opera di tal pittore Martinelli di Lucca.

Particolarmente interessante è la parte, già casa-torre, inglobata nei primi anni del Novecento sulla sinistra del fabbricato principale. In essa, le stanze sono pavimentate in legno e caratterizzate in chiave neo-gotica da decorazioni parietali a vaio, a finti tendaggi, con arcate sottolineate dalla bicromia bianco-grigio e arricchite da stemmi. Decorazioni di chiara ispirazione liberty sono state invece rinvenute - insieme ad altri strati di coloriture la più antica delle quali sembrerebbe settecentesca - nei fondi al piano terreno e in parte rimesse in luce negli ultimi anni da un attento lavoro di restauro.

La critica[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio è stato finora soltanto segnalato nell'ambito degli studi sul liberty in Toscana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Locali storici d'Italia. URL consultato nel novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cresti C., 1987, Toscana, in R. Bossaglia (a cura di), Archivi del Liberty italiano: architettura, Milano

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]