Hotel Royal Victoria

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Royal Victoria Hotel
Hotel royal victoria pisa 02.JPG
Facciata del Royal Victoria Hotel
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
LocalitàPisa
IndirizzoLungarno Pacinotti n. 12
Coordinate43°42′59.7″N 10°24′04.1″E / 43.716583°N 10.401139°E43.716583; 10.401139
Informazioni generali
CondizioniIn uso
InaugurazioneOttobre 1839
StileLiberty
Piani5
Realizzazione
ProprietarioFamiglia Piegaja

Il Royal Victoria Hotel è un albergo storico di Pisa realizzato negli anni 1837-1839 in un antico edificio, il Palazzo Aulla, di origini alto medievali. È situato in Lungarno Pacinotti 12 (allora chiamato Lungarno Regio, oppure di Tramontana). Fin dalle origini è stato gestito dalla famiglia Piegaja (o Piegaia)[1] giunta alla sesta generazione. Fa parte dei Locali storici d'Italia.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del Lungarno e dell'hotel verso il 1860

Pasquale Piegaja[modifica | modifica wikitesto]

Le trasformazioni edilizie che portarono alla realizzazione di un edificio moderno a uso alberghiero avvennero a partire dal 1837 a opera di un imprenditore lucchese, Pasquale Piegaja (20 aprile 1794-20 novembre 1874), che aveva già maturato un'esperienza nel settore con la gestione dell'Hotel Croce di Malta a La Spezia e a Genova;[3] la sua avventura pisana iniziò con la gestione dell'Antico Albergo Reale dell'Ussero[3] insieme a un socio, il banchiere Fernando Peverada.

Intuendo il potenziale turistico della città di Pisa, scelta spesso come meta dei Grand Tour da giovani aristocratici, e potendo contare su ragguardevoli disponibilità economiche, Piegaja affittò (e più tardi acquistò) Palazzo Aulla[4] e lo trasformò in struttura recettiva col nome di Albergo Reale della Vittoria di Pasquale Piegaja. Avendo studiato a Londra, dove si era laureato in legge, Realizzò un raffinato grand hotel moderno, composto da accoglienti appartamenti, abbelliti da affreschi e trompe-l'œil, provvisti anche di servizi igienici (un lusso per l'epoca), organizzati e arredati secondo uno spiccato gusto anglosassone.[5] Gli ambienti vennero arricchiti con mobilio realizzato da artigiani lucchesi (ospitati in alloggi acquistati da Piegaja) e con affreschi affidati a pittori locali.

I lavori durarono circa due anni e l'inaugurazione avvenne il 1º ottobre 1839, in occasione del 1º Congresso degli Scienziati Italiani, i cui rappresentanti furono i primi clienti dell'hotel.[6]

Per garantire pasti di qualità alla propria cosmopolita clientela, Pasquale Piegaja acquistò poderi e fattorie nelle campagne limitrofe al fine di produrre direttamente carni e verdure proposte dal menù.[5].

Tra il 1837 e il 1842 acquistò altri edifici limitrofi: alcune case torri adiacenti, Casa Corsi, Palazzo Gasperini, Casa Michelazzi,[7] Palazzo Foscarini e l'Hotel Peverada, prima chiamato delle Tre Donzelle, oggi sede del Monte dei Paschi di Siena.[8] Tali proprietà venivano affittate a turisti benestanti che, per motivi di salute o di svago, sceglievano di svernare sotto il sole pisano. Alcune di loro tuttora appartengono agli eredi Piegaia.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1837 nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda avvenne un fatto importante che caratterizzò un'epoca, la cosiddetta Età vittoriana: il 20 giugno ascese al trono della giovane principessa Alexandrina Vittoria, il cui regno fu uno dei più prosperosi dell'Inghilterra. L'evento ebbe una risonanza mondiale e Pasquale Piegaja, già anglofilo per formazione, decise di cambiare il nome dell'albergo in The Royal Victoria Hotel al fine di attirare maggiormente clientela anglosassone.[9]

La reputazione internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Verso la seconda metà dell'Ottocento l'albergo godeva di una solida reputazione internazionale, come descritto nelle guide in inglese. particolare risalto veniva dato nelle descrizioni e negli annunci alla presenza di uno sportello bancario interno.

(EN)

«PISA ROYAL VICTORIA HOTEL . Very clean and confortably situated : careful attention will be paid in the said Hotel , where also resides the Bank office of Mess: Maquay Hooker. Piegaja prop. .»

(IT)

«PISA ROYAL VICTORIA HOTEL. Molto pulito e collocato in posizione confortevole: nel detto hotel viene prestata mattima attenzione, e all'interno si trova lo sportello bancario dei sigg. Maquay Hooker. Prop. Piegaja.»

(Vade-mecum: A Practical and Easy Method of Speaking and Learning Italian (1879)[10])
(EN)

«PISA . ROYAL VICTORIA HOTEL. Clean. Great attention. Recommended. Messrs. MAQUAY HOOKER's banking office is in the Hotel.»

(IT)

«PISA ROYAL VICTORIA HOTEL. Pulito. Grande attenzioone. Raccomandato. Sportello bancario dei sigg. MAQUAY HOOKER si trova nell'hotel.»

(A Handbook for Travellers in Lower and Upper Egypt (1880)[11])

Domenico Piegaja[modifica | modifica wikitesto]

In questa mappa del 1911 l'hotel sul Lungarno Regio è indicato con la lettera "B" accanto al Grand Hotel (oggi Palazzo della Monte dei Paschi) indicato con la lettera "A". La torre del Lungarno Pacinotti non risulta ancora inglobata nella struttura.
Firme e dediche illustri
Dedica di D'Annunzio
Firma di Frederick Lygon, VII conte Beauchamp
Dedica del Principe Roman Petrovič Romanov
Dedica della Principessa Elena Karađorđević
Dedica di Charles Lindbergh
Dedica di Margherita Hack e del marito Aldo De Rosa
Dedica di Ettore Scola

Alla morte di Pasquale, sposato ma senza figli, la gestione dell'albergo passò al nipote Domenico Piegaja, figlio del fratello. Avendo studiato architettura, Domenico introdusse innovative e lussuose modifiche strutturali tra il 1896 e il 1904, aumentando il comfort ma salvaguardando l'antico stile. Il Royal Victoria Hotel fu il primo palazzo di Pisa ad avere: un impianto idraulico che erogava acqua corrente in ogni suite; un impianto per il riscaldamento centralizzato con produzione di acqua calda; il telefono (l'apparecchio originale è ancora conservato al primo piano); un ampio ascensore paragonabile a un salotto per dimensioni e arredi, dotato di specchi, mensole, sedili imbottiti ribaltabili e una statua centrale, realizzato dalla ditta milanese Stigler-Otis.[5] Tali interventi resero necessaria la sostituzione della pavimentazione in cotto con una pavimentazione in cemento decorato. Su disegno di Domenico Piegaja, decorazioni liberty apparvero sulle pareti, sui soffitti e su alcune vetrate. Suo il progetto degli scaloni principali in pietra serena con bordi smaltati in bianco, in stile “inglese”, e suo il progetto di incorporare al prospetto di facciata una delle antiche torri già inglobate.[12]

L'antica torre[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Torre del Lungarno Pacinotti.

L'antica torre posta sul fianco sinistro dell'edificio, già acquistata e inglobata nell'immobile da Pasquale Piegaja insieme ad altre case torri, nel 1912 venne uniformata al prospetto di facciata sul Lungarno. Ne conseguì l'apertura di una sesta fila di finestre sulla sinistra in sostituzione della torre. In essa le stanze sono ancora pavimentate in legno e caratterizzate in chiave neo-gotica da decorazioni parietali a vaio, con finti tendaggi e stemmi.

Nel XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Importanti ammodernamenti vennero compiuti alla fine degli anni trenta su progetto di Federigo Severini: vennero modificate in chiave moderna le aperture tra i locali al piano terreno, la sala da pranzo al primo piano e alcuni fondi commerciali furono acquisiti in favore della hall. Ulteriori interventi furono attuati negli anni cinquanta; la ristrutturazione post-bellica comportò la ricostruzione di un'intera ala dell'albergo, minata dalle truppe tedesche, ala non più parte dell'Hotel a partire dal 2009. Anche l'alluvione del 1966 comportò gravi danni nelle sale al piano terra.[13]

Durante la seconda guerra mondiale il Victoria Hotel fu requisito come alloggio della Luftwaffe e poi per i sottufficiali della 5ª Armata Alleata.[5]

Nei primi anni novanta la quinta generazione della famiglia Piegaja divenne proprietaria dell'immobile e gestrice dell'attività alberghiera.[14]

Galleria storica[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'immobile[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i periodici interventi, l'insieme dell'immobile conserva tuttora un carattere ottocentesco.

Occupa l'area compresa tra il lungarno Pacinotti, a sud, e la piazza del Mercato, a nord. Il vicolo Del Vigna sulla destra, lo separa dal palazzo del Monte dei Paschi di Siena. Il fabbricato si presenta come un blocco parallelepipedo elevato su cinque piani fuori terra; in facciata al pian terreno una serie di ingressi ad arco immettono alla hall e conservano gli infissi e le lunette con le scritte originali; il primo piano è caratterizzato da un lungo terrazzo a pilastrini e colonnine; ai quattro piani superiori le finestre sono incorniciate e sormontate da una cornice di coronamento.

Tra il 2007 ed il 2009 la facciata è rimasta priva del paramento ad intonaco, demolito in seguito al progressivo degrado degli anni. Il distacco dell'intonaco non ha mostrato presenze significative di murature preesistenti. L'intonacatura è stata ripristinata con tinteggiatura uguale a quella di metà Ottocento.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

Elementi originali
Telefono pubblico
Vetri con decorazioni Liberty
Registratore di cassa del XIX secolo
Termosifone dei primi anni del '900
Libri delle firme degli ospiti
Mappamondo
Baule
Appendiabiti

All'interno sono ancora conservati elementi appartenuti ad un ampio ventaglio di epoche: gli arredi realizzati dall'ebanisteria dell'albergo tra il 1837 ed il 1962; la pavimentazione originale in graniglia e marmo dei primi anni del secolo scorso, parzialmente reintegrata negli ultimi anni con nuove piastrelle sul modello delle preesistenti; gli infissi in legno, in alcuni casi montati su vetrate decorate; i soffitti affrescati e le decorazioni pittoriche presenti in molte camere; oggetti, strumenti e macchinari che testimoniano la quotidianità del tempo.

L'Hotel ospita anche opere di Edoardo Gelli, ritrattista, professore di pittura all'Accademia di Firenze, nonché bisnonno degli attuali proprietari. Nelle soffitte, oltre al suo baule da viaggio, ai primi anni novanta fu ritrovata la pelle di leone del Siam che compare nel ritratto di Mary Marchesini, cognata di Gelli, esposto al primo piano. La pelle fu spedita dal Siam per l'ambientazione del ritratto di Re Rama V eseguito a Firenze, durante il suo tour europeo. Dopo un'accurato restauro, dal 2018 è esposta alla Certosa di Calci.[15]

Ospiti illustri[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, un gran numero di ospiti illustri sono scesi al Royal Victoria Hotel. Le numerose testimonianze sono conservate nei libri degli ospiti, raccolti in volumi rilegati. Tra le firme e le dediche si trovano personalità storiche, artisti, scienzati, membri dell'aristocrazia europea, famiglie reali, politici e personaggi dello spettacolo, di ogni epoca, fino ai giorni nostri. Tra loro: John Ruskin, Puccini, Zola, Pirandello, Dickens, Charles Lindbergh,[16] Gabriele D'Annunzio,[17] Karen Blixen, Guglielmo Marconi, Virginia Woolf, Francis Scott Fitzgerald, Pietro Mascagni, Rockefeller,[18] Paolina Leopardi, Giulio Einaudi, Eleonora Duse, Elena di Serbia, Dario Fo, Umberto Eco.

Media[modifica | modifica wikitesto]

L'hotel è stato scelto come set per i film:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Planet, R.V. Berkmoes, O. Berry, M. Elliott, D. Garwood, A. Ham, V. Maxwell, A. Schulte-Peevers, N. Williams e N. Wilson, Lonely Planet Western Europe, Lonely Planet Publications, 2013, p. 1833, ISBN 978-1-74321-798-6.
  2. ^ Royal Victoria Hotel, su localistorici.it. URL consultato il 14 novembre 2022.
  3. ^ a b Gazzetta di Firenze, n. 72, 17 giugno 1837, p. 4.
  4. ^ Palazzo già appartenuto alla famiglia dei mercanti Del Vigna. Cfr.: Alessando Panajia, p. 48
  5. ^ a b c d Alessando Panajia, p. 49
  6. ^ Locali storici d'Italia
  7. ^ Alessando Panajia, p. 47
  8. ^ Fabiana Susini, p. 285
  9. ^ Alessando Panajia, p. 48
  10. ^ Niccolo E. Genzardi, Vade-mecum: A Practical and Easy Method of Speaking and Learning Italian, Milano, 1879, p. 191.
  11. ^ A Handbook for Travellers in Lower and Upper Egypt. Part II, 6ª ed., John Murray, 1880, p. 55.
  12. ^ Fabiana Susini, Il soggiorno in albergo a Pisa tra XVI e XIX secolo (PDF), in I luoghi dell'accoglienza in Toscana nei secoli del Grand Tour: ospitalità, termalismo, villeggiatura, p. 285. URL consultato il 16 novembre 2022.
  13. ^ Fabiana Susini, p. 286
  14. ^ Happyend Pisa, in Ulisse Alitalia. Running in the city, Alitalia, settembre 2016, p. 117. URL consultato il 18 novembre 2022.
  15. ^ Francesca Bianchi, La pelle di leone che arriva dal Siam, passando per il «Victoria» (PDF), in La Nazione, 7 marzo 2018, p. 17. URL consultato il 20 novembre 2022.
  16. ^ (EN) Fodor's Florence & Tuscany: with Assisi and the Best of Umbria, Full-color Travel Guide, Fodor's Travel Publications, 2014, p. 254, ISBN 978-0-8041-4241-0. URL consultato il 15 novembre 2022.
  17. ^ Alessando Panajia, p. 50
  18. ^ (EN) Orlandi Giorgia, Pisa, Italy: the perfect break, su Telegraph.co.uk, 2 giugno 2010. URL consultato il 15 novembre 2022.
  19. ^ 'L'Amica geniale' fa tappa a Pisa e alla Normale: appuntamento in prima serata su Rai 1, 22 febbraio 2020. URL consultato il 18 novembre 2022.
  20. ^ "Orfeo", la cartolina lirica di Pisa nel mondo, in La Nazione, 22 ottobre 2020. URL consultato il 27 novembre 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]