Homo religiosus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Con l'espressione homo religiosus ("uomo religioso") gli studiosi delle scienze umane, antropologi delle religioni e fenomenologi delle religioni indicano quell'uomo che:

« assume nel mondo un modo specifico di esistenza, che si esprime nelle numerose forme religiose che la storia ci mostra. Egli si riconosce dal suo stile di vita; »

(Julien Ries. L'uomo religioso e la sua esperienza del sacro. In Opera omnia vol.III. Milano, Jaca Book, 2007, pag.9.)

« crede sempre all'esistenza di una realtà assoluta, il sacro, che trascende questo mondo ma che in esso si manifesta e che quindi lo santifica e lo rende reale »

(Mircea Eliade. Il sacro e il profano.)

L'autore che coniò l'espressione homo religiosus fu Gerardus van der Leeuw (1890-1950) che lo oppose all'homo negligens:

« Possiamo quindi intendere la definizione del giurista Masurio Sabino: "religiosus est, quod propter sanctitatem aliquam remotum ac sepistum a nobis est". Ecco precisamente in che cosa consiste il sacro. Usargli sempre debiti riguardi: è questo l'elemento principale della relazione fra l'uomo e lo straordinario. L'etimologia più verosimile fa derivare la parola religio da relegere, osservare, stare attenti; homo religiosus è il contrario di homo negligens. »

(Gerardus van der Leeuw. Phanomenologie der Religion (1933). In italiano: Gerardus van der Leeuw. Fenomenologia della religione. Torino, Boringhieri, 2002, pag.30.)