Bufala (burla)

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Il termine bufala può indicare in lingua italiana un'affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta a ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto. In alcuni casi si prefigura il reato di truffa, nel caso in cui l'autore, o gli autori, procurino per sé o per altri un ingiusto profitto a scapito delle vittime.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Vocabolario della Crusca, "bufala" deriva dall'espressione "menare per il naso come una bufala", ovvero portare a spasso l'interlocutore trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali, per l'anello attaccato al naso[1]. Secondo Giorgio De Rienzo, invece, la parola deriva dal dialetto romanesco, e sta ad indicare, in analogia all'animale, una "persona ottusa e rozza"[2]. Il vocabolo potrebbe però anche derivare dalla bufalata, una festa senese o fiorentina dove venivano fatte correre le bufale[3], occasione, secondo il Vocabolario della Crusca, per giostre, tornei e mascherate[1].

Un'altra possibile etimologia è quella dall'espressione "pescare a bufala", ovvero la pesca con due tartane che tirano una sola rete[4], tecnica di pesca difficile e che, in caso di errori, può portare a risultati disastrosi. Una possibile interpretazione del significato si può collegare al termine "buffa" ovvero folata o soffio di vento (buffare = soffiare) e pertanto derivabile in senso figurato da un qualcosa che viene comunicato tramite un soffio di vento, perciò senza solide basi, sicuramente falso.[senza fonte] Nel tempo, (sempre ipoteticamente) l'etimologia di questa parola si sarebbe via via trasformata, perdendo una "f" e acquisendo il fonema "la" alla fine, tipica della pronuncia dialettale toscana (base della moderna lingua italiana).[senza fonte]

Secondo tale interpretazione, il termine "bufala" sarebbe dunque casualmente uguale a quello dell'animale e pertanto non collegabile a esso in alcun modo. A smentire questa ipotesi c'è però il dato che la parola bufala (riferito al contesto dell'inganno/beffa/burla), essendo originario dell'ultimo ventennio è troppo recente perché possa aver subito mutamenti quali perdita di "f" e aggiunta di "la".[senza fonte]

Esempi storicamente significativi[modifica | modifica wikitesto]

Donazione di Costantino[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Costantino offre a papa Silvestro I la tiara imperiale, simbolo del potere temporale. Affresco nell'Oratorio di San Silvestro, Roma.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Donazione di Costantino.

La Donazione di Costantino è probabilmente uno dei più antichi falsi storici a noi noti. Il testo fu costruito dalla Chiesa cattolica medievale, con lo scopo di giustificare il potere temporale del papato agli occhi dei regni occidentali; la sua natura di falso fu evidenziata già dal XV secolo, da Lorenzo Valla e altri[5].

Antiquitatum variarum[modifica | modifica wikitesto]

Sala dei Santi, Appartamento Borgia: Osiride viene ucciso, Iside ne ricompone il corpo e organizza i funerali; manifestazione del bue Api e processione col suo idolo. Il programma figurativo Pinturicchio sarebbe stato suggerito dallo stesso Annio[6][7]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Antiquitatum variarum.

Le Antiquitatum variarum[8] sono una complessa falsificazione storica in 17 volumi, realizzata nel Quattrocento dall'erudito Annio da Viterbo (alias Giovanni Nanni, 1437[9]-1502), frate domenicano molto vicino a papa Rodrigo Borgia (Alessandro VI). La sua mistificazione si reggeva sia su remotissime cronache da lui fabbricate, sia sulla finta scoperta di falsi reperti archeologici da lui stesso fabbricati e seppelliti.

L'opera intendeva costruire un supplemento alla cronologia biblica e proporre una visione radicalmente nuova della storia universale, venata di miso-ellenismo, in cui la tradizione orientale caldea e aramea veniva direttamente connessa e riconciliata con le radici della storia d'Europa, con il rigetto, come cosa vana, erronea e favolistica, dell'intera tradizione della storiografia greca fondamento della cultura occidentale.

Nonostante i sospetti adombrati quasi subito da alcuni studiosi umanisti, l'opera riscosse una grande fortuna, con numerose edizioni a stampa, anche in volgare, prima dello svelamento definitivo della sua reale natura di colossale falsificazione, nel secolo successivo alla pubblicazione. Gli effetti nefasti dell'opera si sono comunque protratti fino al XVII secolo e, in misura occasionale, fino al XVIII secolo, con uno strascico prolungato ha costretto gli studiosi seri a dover ripetutamente ritornare sulla dimostrazione già data della falsità dell'opera[10]. Non è mancato nemmeno un disperato tentativo di riabilitazione novecentesca da parte di un appartenente al suo stesso ordine domenicano[11].

Per la sua complessa originalità, la sterminata opera di Annio non è equiparabile a una semplice "falsificazione", ma a un processo creativo di "reinvenzione simbolica di tradizioni", in grado di toccare a fondo le "corde [...] della sensibilità del tempo", come dimostra la "vasta e tenace fortuna" che il lavoro di Annio era destinato a incontrare in tutta Europa[9]. Il suo autore può essere considerato un autentico creatore di miti, in grado di esprimere, con mezzi simbolici, il disagio e la crisi culturale di un'epoca[12].

Protocolli dei Savi di Sion[modifica | modifica wikitesto]

Edizione russa dei Protocolli del 1912
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Protocolli dei Savi di Sion.

I Protocolli dei Savi di Sion sono un falso documentale[13], creato con l'intento di diffondere il disprezzo contro gli ebrei[14]. Fu pubblicato nei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale dalla la polizia segreta zarista (Okhrana)[14], in forma di documento segreto attribuito a una fantomatica cospirazione ebraica e massonica il cui obbiettivo sarebbe impadronirsi del mondo.

Presentata come esposizione di un piano operativo rivolta dagli "anziani" ai "neofiti", descrive metodi per ottenere il dominio del mondo attraverso il controllo dei media e della finanza e la sostituzione dell'ordine sociale tradizionale con un nuovo sistema basato sulla manipolazione delle masse.

La natura di falso fu appurata già fin dai primissimi tempi successivi alla pubblicazione, avvenuta per la prima volta nel 1903[13] attraverso un libro di Sergei Nilus[13]; in particolare, una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921 dimostrarono che gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica e romanzi[14], non correlate agli ebrei.

Nonostante la comprovata falsità di tali documenti, essi riscossero ampio credito in ambienti antisemiti e antisionisti[14] e rimangono la base, specie in Medio Oriente, per avvalorare la teoria della cosiddetta cospirazione ebraica[15]. I Protocolli sono considerati la prima opera di letteratura complottista[16].

Burla di Fortsas[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Burla di Fortsas.

La burla di Fortsas riguarda un falso catalogo di libri rari messi all'asta nel 1840. Del falso, realizzato nella Belgio, furono vittima librai, bibliofili e collezionisti di tutta Europa.

Hégésippe Simon[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Hégésippe Simon.

L'invenzione può assumere il valore di uno scherzo inteso a colpire a ridicolizzare un movimento politico. Nel 1913, la fantasia di un tipografo francese, poeta surrealista, inventò una commemorazione della figura di un politico tanto benemerito quanto inesistente, Hégésippe Simon. A cadere nel tranello, dando credito all'assurda vicenda, furono un centinaio di membri del Partito radicale francese. La documentazione dello scherzo fu raccolta da Paul Birault nel volume Precurseur, del 1914.

Uomo di Piltdown[modifica | modifica wikitesto]

Teschio dell'Uomo di Piltdown
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Uomo di Piltdown.

L'uomo di Piltdown fu una famosa beffa archeologica, che ebbe origine nel 1912 con la scoperta di resti ossei attribuiti a un ominide preistorico. I resti furono dichiarati falsi nel 1953. Un'altra bufala archeologica è stata quella che nel 1725 ha visto coinvolto Johann Beringer, imbattutosi in fossili falsi (nascosti dai suoi colleghi) e inseriti all'interno di un libro, salvo poi scoprire poco dopo che si era trattato di uno scherzo.[17] In ambito politico, la cosiddetta "lettera di Zinov'ev" fu un falso creato dal servizio segreto britannico allo scopo di aiutare il partito conservatore nelle elezioni del 1924.

Esempi contemporanei[modifica | modifica wikitesto]

Il termine in particolare al giorno d'oggi indica quelle notizie (in genere messaggi inviati per posta elettronica), contenenti comunicati o richieste di aiuto di contenuto fasullo e ingannevole. Quando tali messaggi invitano esplicitamente a essere rispediti al maggior numero di persone, in modo da aumentarne la diffusione in maniera esponenziale, si parla di catena di Sant'Antonio.

Si tratta soprattutto di leggende metropolitane, che magari prendono spunto da fatti realmente accaduti (in una piccola parte dei casi si ispirano a veri casi umanitari, ma continuano a girare anche anni dopo che il caso è risolto o il destinatario degli aiuti è defunto, arrivando così a perseguitarne involontariamente i parenti); spesso riguardano virus inesistenti che eseguirebbero fantasiose operazioni distruttive (gran parte delle quali irrealizzabili da un punto di vista tecnico).

Assumono una forma particolare di spamming, che spesso fa leva sui buoni sentimenti delle persone che, spinte ingenuamente dal desiderio di compiere una buona azione, inviano copia del messaggio a tutti i propri conoscenti, senza prima effettuare alcuna seria verifica sul contenuto; in tal modo, possono arrivare a sovraccaricare i sistemi di posta elettronica con migliaia di messaggi inutili. A volte questi messaggi contengono virus oppure link a siti web (anch'essi con contenuto falso e/o pubblicitario).

Sempre più spesso inoltre può trattarsi di veri e propri tentativi di truffa, specie quando contengono promesse di facili guadagni o richieste di denaro (vedi ad esempio truffa alla nigeriana e truffa di Valentin). È da sottolineare che tecnicamente è impossibile "registrare il traffico email" nel senso in cui è inteso da alcune di queste forme di catena (e inoltre sarebbe violazione della privacy), per cui non va dato credito a quelle che chiedono di essere inviate a più persone possibili, in modo da accreditare soldi a qualche bisognoso (tra l'altro solitamente inesistente). In ambito informatico è invalso l'uso di identificarle anche col nome inglese di hoax. Giova ricordare che la Netiquette vieta qualsiasi tipo di catena di Sant'Antonio.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito alcuni esempi di bufala:

« Allarme Virus! Se ricevi un messaggio con oggetto WIN A HOLIDAY non aprirlo. Formatterà immediatamente il contenuto del tuo hard disk. Si tratta di un nuovo virus non ancora conosciuto, inoltra questa informazione a tutti i tuoi amici ... »
« UN POVERO BAMBINO HA UNA MALFORMAZIONE CONGENITA CON COMPLICAZIONI E NECESSITA DI UN TRAPIANTO COSTOSISSIMO: IL COSTO DELL'OPERAZIONE È DI $ 560.000. LA LEGA PER LA LOTTA CONTRO LE MALATTIE GENETICHE PAGHERA’ $0.01 PER OGNI E-MAIL INVIATA CON OGGETTO "AIUTA NICOLAS”. È NECESSARIO INVIARE QUESTO MESSAGGIO IN TUTTO IL MONDO. SERVONO 56 MILIONI DI MESSAGGI PER FINANZIARE L'OPERAZIONE. NICOLAS HA BISOGNO DI NOI PER TORNARE A SORRIDERE!! SALVIAMO QUESTO BIMBO CHE LOTTA CONTRO LA MORTE ... »

In genere sono presenti citazioni di fonti autorevoli come AOL, Microsoft e altri, ovviamente fasulle. È ovviamente impossibile controllare su tutti i server del mondo le email inviate e contare quelle con un determinato messaggio in oggetto.

Un altro esempio (inizio 2006):

« PER FAVORE FAI CIRCOLARE QUESTO AVVISO TRA I TUOI AMICI E CONTATTI.

Nei prossimi giorni dovete stare attenti a non aprire nessun messaggio chiamato "invitation", indipendentemente da chi lo invia: è un virus che "apre" una torcia olimpica che brucia il disco fisso del pc. Questo virus verrà da una persona che avete nella lista dei contatti. Per questo dovete divulgare questa mail, è preferibile ricevere questo messaggio 25 volte che ricevere il virus e aprirlo. Se ricevete un messaggio chiamato "invitation" non lo aprite e spegnete immediatamente il pc. È il peggior virus annunciato dalla CNN, classificato da Microsoft come il virus più distruttivo mai esistito. È stato scoperto ieri pomeriggio da MCAfee è non c'è soluzione ancora per eliminarlo. Questo virus distrugge semplicemente il Settore Zero del disco fisso dove l'informazione vitale è nascosta. Invia questa mail a chi conosci, copia questa posta e spediscila ai tuoi amici e contatti e ricorda che se lo invii a tutti, ne beneficeremo anche noi. »

Più i riferimenti sono altisonanti - CNN, Microsoft, McAfee - più è probabile che il messaggio sia fasullo. È inoltre da notare che non è presente nessun link ufficiale alle fonti citate ed è stata usata l'espressione ieri pomeriggio, anche se la mail non è datata.

Particolarmente significativa è stata l'ondata di messaggi di indignazione contro il sito bonsaikitten.com, nel quale un sedicente "scienziato cinese" affermava di vendere in tutto il mondo dei kit per la preparazione di gatti in bottiglia. Il sito era un'evidente burla, ma questo non è bastato a impedire alla polizia americana (e in seguito anche a quella italiana) di ottenere la chiusura e l'oscuramento del sito.

Altri esempi fanno riferimento a eventi che hanno fortemente colpito l'immaginario collettivo. Ad esempio, gli attentati dell'11 settembre 2001 hanno dato lo spunto per numerose bufale, fra cui il "Q33 NY".

Lotta alle bufale[modifica | modifica wikitesto]

Numerose persone si dedicano a sfatare i miti di queste bufale. Discovery Channel produce la trasmissione Miti da sfatare (in originale MythBusters). Su Internet, il sito Snopes contiene una delle maggiori collezioni di bufale e leggende metropolitane, con analisi dettagliate.

In lingua italiana si distinguono il sito Bufalopedia[18], gestito dal giornalista e debunker Paolo Attivissimo, ed il blog sulle bufale che riguardano la medicina MedBunker[19] del medico chirurgo Salvo Di Grazia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Accademia della Crusca, Lemmario, V Edizione, volume II, pagina 307
  2. ^ Corriere della Sera del 10 settembre 2010, rubrica di Giorgio De Rienzo
  3. ^ Luca Damani: Bufale: breve storia delle beffe mediatiche da Orson Welles a Luther Blissett, Castelvecchi 2004
  4. ^ Carlo Antonio Vanzon, Dizionario universale della lingua italiana, Tipografia Demetrio Barcellona, Palermo 1840, Tomo I, pag. 327
  5. ^ La falsa donazione di Costantino, a cura di Gabriele Pepe, Firenze, Ponte alle Grazie, 1992
  6. ^ Fritz Saxl, La storia delle immagini, 1982, pp. 85-104 (tit. orig.: The Appartamento Borgia, in Fritz Saxl, Lectures, I, London, Warburg Institute, 1957, pp. 174-188)
  7. ^ Ingrid Drake Rowland, The Scarith of Scornello: a Tale of Renaissance Forgery, University of Chicago Press, 2004, p. 59
  8. ^ Edoardo Fumagalli, «Un falso tardo-quattrocentesco, lo pseudo-Catone di Annio da Viterbo», 1984, p. 363
  9. ^ a b Riccardo Fubini, «NANNI, Giovanni (Annio da Viterbo)», Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 77 (2012)
  10. ^ Walter Stephens, «Annius of Viterbo», in Anthony Grafton, Glenn Warren Most, Salvatore Settis, The Classical Tradition, 2010 (p. 47)
  11. ^ Mario Signorelli, Fra' Annio da Viterbo, umanista e storico (dissertazione pronunciata all'Accademia degli Ardenti di Viterbo il 2 febbraio 1965, pubblicata in «Memorie domenicane», n.s., vol. XLI, 1965, pp. 102-112
  12. ^ Riccardo Fubini, «Annio da Viterbo nella tradizione erudita toscana», in Storiografia dell'Umanesimo in Italia da Leonardo Bruni ad Annio da Viterbo, p. 341
  13. ^ a b c Richard S. Levy, Dean Phillip Bell, William Collins Donahue, Kevin Madigan, Jonathan Morse, Amy Hill Shevitz, Norman A. Stillman (a cura di), Antisemitism: A Historical Encyclopedia of Prejudice and Persecution (2005), Vol. I, ABC-CLIO, Inc. pp.508-510. ISBN 978-1-85109-439-4.
  14. ^ a b c d (EN) Protocols of the Learned Elders of Zion. Encyclopedia Britannica.
  15. ^ (EN) Dissemination of racist and anti-Semitic hate material on television programs. URL consultato il 28 aprile 2009.
  16. ^ (EN) Svetlana Boym, Conspiracy theories and literary ethics: Umberto Eco, Danilo Kis and The Protocols of Zion: Comparative Literature, Spring 1999.
  17. ^ News: Cinque Classiche Bufale Archeologiche
  18. ^ Bufalopedia, bufalopedia.blogspot.ch. URL consultato l'8 marzo 2015.
  19. ^ http://medbunker.blogspot.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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