Hippeastrum

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Hippeastrum
Hippeastrum vittatum-4-bsi-yercaud-salem-India.JPG
Hippeastrum vittatum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Ordine Asparagales
Famiglia Amaryllidaceae
Genere Hippeastrum
Herb.
Specie

vedi testo

Stami e pistillo di un fiore di Hippeastrum sp.

Hippeastrum Herb. è un genere di piante delle famiglia Amaryllidaceae[1], originario dell'America meridionale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Comprende oltre 90 specie di piante bulbose sempreverdi o a fogliame deciduo estivo, con grandi bulbi sferiformi da cui si dipartono radici spesse e carnose. Per ogni bulbo si possono osservare da 3 a 7 foglie lunghe 10–60 cm e 1 o 2 steli floreali, che portano generalmente da 2 a 6 fiori imbutiformi grandi e colorati di rosso, rosa, arancio, salmone, bianco striato e, solo in alcuni ibridi, giallo, raramente profumati. Tra le specie più conosciute ricordiamo l'Hippeastrum vittatum, originario dell'Ecuador e del Perù, con foglie decidue e fiori con colori variabili, da cui sono derivati moltissimi ibridi largamente coltivati, l'Hippeastrum aulicum, originario del Brasile del sud, specie che nelle zone meridionali fiorisce d'inverno con riposo vegetativo nella stagione calda, l'Hippeastrum papilio, originario del Brasile, pianta sempreverde a fioritura primaverile, l'Hippeastrum reginae, ibrido storico resistente alle basse temperature, (-7 °C), l'Hippeastrum × johnsonii, originato dall'incrocio tra Hippeastrum reginae e Hippeastrum vittatum, sempre meno coltivato per l'affermarsi di nuovi ibridi.[senza fonte]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Hippeastrum comprende le seguenti specie:[1]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Come pianta ornamentale in vaso per terrazzi o appartamenti, o per la produzione industriale del fiore reciso.

Sono tra le più belle bulbose ornamentali, poco rustiche vengono coltivati all'aperto solo nelle località a clima caldo, come la Riviera Ligure o l'Italia meridionale e insulare, con fioriture generalmente primaverili o se forzate in ambiente protetto per la commercializzazione del fiore reciso invernale.

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Richiedono nella coltivazione in vaso terriccio formato per metà da terriccio di foglie arricchito da terriccio di letame, terra comune argillosa e poca sabbia, concimare regolarmente con fertilizzante llquido, irrigare e spruzzare le piante frequentemente durante la stagione vegetativa, riducendole da fine agosto e sospenderle all'inizio dell'autunno.

La moltiplicazione avviene piantando i bulbi a fine inverno, nelle varietà destinate alla forzatura si invasano i bulbi a fine ottobre interrandoli a metà senza rovinare le radici; con la semina si ottengono piante dai caratteri variabili.

Avversità[modifica | modifica wikitesto]

  • Cocciniglia cotonosa adulti e larve dell'emittero Pseudococcus citri (Risso), succhiano la linfa in special modo dalla pagina inferiore, provocando un'abbondante melata su cui si sviluppa la fumaggine.[senza fonte]
  • Muffa verde i funghi del genere Penicillium, provocano marciumi nei bulbi conservati in magazzini, caldo-umidi e non arieggiati[senza fonte]
  • Avvizzimento maculato l'attacco virale provoca sulle foglie macchie giallo-biancastre, cui segue il disseccamento del lembo fogliare o un seccume di colore rossiccio lungo i bordi.[senza fonte]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dal greco hippeus (cavaliere) e astron (stella), fu coniato dal botanico inglese, il reverendo William Herbert per la somiglianza del fiore con la “stella del cavaliere”, un’arma medievale.

L’Hippeastrum chiamato impropriamente Amaryllis è dovuto al nome attribuito da Linneo “Amaryllis equestris”. E nonostante il fatto che il 14º Congresso Internazionale di Botanica nel 1987 abbia deciso scientificamente di utilizzare il termine Hippeastrum, il nome Amaryllis rimane comunemente usato per descrivere il genere, soprattutto tra i coltivatori. [1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Hippeastrum, su The Plant List. URL consultato il 10 settembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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