Hernán Siles Zuazo

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Hernán Siles Zuazo
Hernán Siles Zuazo.jpg

Presidente della Bolivia
Durata mandato 11 aprile 1952 –
15 aprile 1952
Predecessore Hugo Ballivián Rojas
Successore Víctor Paz Estenssoro

Durata mandato 6 agosto 1956 –
6 agosto 1960
Predecessore Víctor Paz Estenssoro
Successore Víctor Paz Estenssoro

Durata mandato 10 ottobre 1982 –
6 agosto 1985
Predecessore Guido Vildoso Calderón
Successore Víctor Paz Estenssoro

Dati generali
Partito politico Movimento Nazionalista Rivoluzionario
(1941-1971)
Movimento Nazionalista Rivoluzionario di Sinistra
(1971-1985)
Titolo di studio Laurea in legge

Hernán Siles Zuazo (La Paz, 21 marzo 1914Montevideo, 6 agosto 1996) è stato un politico boliviano. È stato Presidente della Bolivia, regolarmente eletto, dal 1956 al 1960 e dal 1982 al 1985, oltre che per un breve periodo, nel 1952, all'epoca della Rivoluzione nazionalista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il MNR e la rivoluzione del 1952[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre Hernando Siles Reyes, fu presidente della Bolivia. Dopo essersi laureato in legge negli anni trenta, si dedicò anch'egli alla poltitca. Nel 1941 fondò, assieme a Víctor Paz Estenssoro, il Movimento Nazionalista Rivoluzionario (MNR). Questa formazione politica partecipò alla giunta militare di Gualberto Villarroel (1943-1946), ma fu costretta ad uscirne a causa della pressione degli Stati Uniti e di Villarroel stesso.

Nel 1951 si candidò come vice presidente di Paz Estenssoro e vinse. Il risultato venne ribaltato da un colpo di Stato da parte del generale Hugo Ballivián e l'MNR lavorò in clandestinità. Nell'aprile 1952 l'MNR, con l'aiuto di una parte dell'Esercito, fece scoppiare la rivoluzione nel Paese. Siles Zuazo giocò un ruolo fondamentale e ne ebbe il comando assieme a Juan Lechin, finché Paz Estenssoro tornò dall'esilio in Argentina. Divenne inoltre presidente provvisorio dall'11 al 15 aprile 1952 (rientro di Paz Estenssoro).

Vicepresidenza (1952-56)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1951 si tennero le elezioni e Siles venne eletto vicepresidente. Dopo i primi 4 anni, il governo, di cui Siles Zuazo era vicepresidente, istituì importanti riforme nel Paese che includevano il voto a suffragio universale, la nazionalizzazione delle miniere, una riforma agraria che previde una redistribuzione delle terre.

Il primo mandato presidenziale (1956-60)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1956 Paz Estenssoro lasciò l'incarico in quanto la costituzione non consentiva al Presidente in carica di candidarsi nuovamente. Siles Zuazo era il successore naturale e vinse le elezioni diventando Presidente per la prima volta, escludendo il mandato provvisorio durante la rivoluzione.

La sua prima amministrazione fu decisamente più difficoltosa che quella del predecessore: l'MNR cominciò a frammentarsi a seguito di personalismi oltre che a diverse linee politiche. L'inflazione decollò e gli Stati Uniti condizionarono gli aiuti e il supporto all'adozione del programma economico Eder Plan. Inoltre il suo governo ebbe anche l'onere di disarmare i combattenti della rivoluzione del 1952. A questi era permesso detenere le armi per evitare il pericolo di un'eventuale contro-rivoluzione. D'altra parte c'era il rischio che questi potessero prendere le armi a fianco del caudillo Juan Lechín, capo del Central Obrera Boliviana (COB). Nel frattempo, il partito di opposizione (Falange Socialista Boliviana), puntava a fare vacillare l'MNR contrapponendosi ad esso in modo molto duro e serrato, in modo diminuire la popolarità di Siles Zuazo e del suo partito.

La rottura con l'MNR e l'esilio[modifica | modifica wikitesto]

Quando il mandato di Siles Zuazo ebbe a termine (1960), Paz Estenssoro si candidò ancora come presidente e, dopo essere stato eletto, nominò Siles Zuazo ambasciatore dell'Uruguay. Nel 1964, Siles Zuazo ruppe con Paz Estenssoro sulla revisione della Costituzione per essere rieletto direttamente. A quel punto creò il Movimento Nazionalista Rivoluzionario di Sinistra (MNRI) cercando di mandare un impulso verso sinistra.

Siles diede inizialmente il suo appoggio contro-rivoluzionario al colpo di Stato del novembre 1964, condotto dai generali René Barrientos Ortuño e Alfredo Ovando, ma fu esiliato quando fu chiaro che i militari intendessero perpetuare il loro potere senza dare alcun peso al risultato elettorale. Per la maggior parte, le forze armate rimasero sotto il controllo del Governo dal 1964 fino al 1982. Nel 1971, Siles si oppose al colpo di Stato del generale Hugo Banzer rompendo così il suo rapporto con Paz Estenssoro che l'aveva sostenuto.

La falsa partenza della democrazia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'apertura democratica del 1978, Siles Zuazo formò una grande alleanza di sinistra con il Movimento della Sinistra Rivoluzionaria (MIR), il Partito Comunista e altri partiti minori. Assieme formarono Unidad Democrática y Popular (UDP), la coalizione che trionfò alle elezioni generali del 1978, poi annullate, a quelle del 1979, note come le elezioni dell'empantanamiento, e a quelle del 1980. Poco dopo che Siles Zuazo potesse insediarsi, il 17 luglio 1980, il generale Luis García Meza installò una dittatura militare con un colpo di Stato, conosciuto come il golpe della cocaina. Siles tornò in esilio, ma fece ritorno nel 1982 quando fu chiaro che i governi militari stavano portando il Paese ad un definitivo collasso economico oltre alle violazioni dei diritti umani.

Il secondo mandato presidenziale (1982-85)[modifica | modifica wikitesto]

La reputazione dei regimi dittatoriali del periodo 1980-82 e lo stato disastroso dell'economia costrinsero i golpisti a ritirarsi. Nell'ottobre 1982 venne riconosciuto il risultato annullato precedentemente nel 1980, portando Siles Zuazo alla Presidenza della Repubblica e Jaime Paz Zamora del MIR alla vicepresidenza. La grave situazione economica venne seguita da un'iperinflazione galoppante. Siles Zuazo ebbe notevoli difficoltà a controllare la situazione considerando che alcune forze politiche poterono alzare la voce dopo anni di autoritarismo. I sindacati, capitanati da Juan Lechín (ex MNR), paralizzarono il governo con scioperi costanti e anche il vicepresidente Paz Zamora abbandonò la nave mentre stava affondando. L'iperinflazione nel quadriennio 1982-86 arrivò al 24000% (il prezzo medio dei beni cresceva, cioè, di ben 240 volte da un anno all'altro), diventando il quarto maggiore indice di inflazione mai registrato in assoluto. Nel frattempo, Siles decise di non adottare misure extra-costituzionali, scegliendo di consolidare la democrazia riguadagnata a fatica.

Estradizione di Klaus Barbie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Klaus Barbie.

Un punto molto importante dell'amministrazione di Siles Zuazo fu la cattura e l'estradizione in Francia del criminale nazista Klaus Barbie (noto anche come il Boia di Lione) avvenuta nel 1983. Barbie si era trasferito in Bolivia nel 1955 e nel 1957 acquisì la cittadinanza boliviana con le false generalità di Klaus Altmann Hansen. Nel Paese collaborò con i governi dittatoriali di Luis García Meza Tejada e René Barrientos Ortuño. Nel 1971 Barbie fu individuato dai cacciatori di nazisti Serge e Beate Klarsfeld, ma venne rifiutata l'estradizione. La cattura e la consegna di Barbie furono visti all'estero come un cambio importante della politica del Paese verso la democrazia.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1985, la situazione di stallo nel Governo e le condizioni dell'economia portarono alla richiesta di elezioni anticipate adducendo anche il fatto che dalle elezioni vinte da Siles Zuazo in realtà passarono ben cinque anni (sospese da vari colpi di stato). Paz Estenssoro divenne così nuovamente presidente con l'MNR e Sies Zuazo tornò in Uruguay, dove era vissuto in precedenza durante il suo esilio. Morì il 6 agosto 1996, all'età di 82 anni.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Nazionale del Condor delle Ande - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Nazionale del Condor delle Ande
Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito dell'Ordine al Merito della Repubblica Federale Tedesca
— 1955

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • José de Mesa, Teresa Gisbert, Carlos D. Mesa, "Historia De Bolivia"

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN77113472 · ISNI (EN0000 0000 7861 0408 · LCCN (ENn87141979 · GND (DE118869795