Henutsen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Henutsen
Queen Pyramid of Henutsen (G1c).jpg
Piramide (G1c) della regina Henutsen
Regina consorte d'Egitto
Predecessore Meritites I (altra sposa di Cheope)
Successore Rakhetra? (altra sposa di Cheope)
Luogo di sepoltura Piramide G1c a Giza
Dinastia IV dinastia egizia
Consorte Cheope
Figli Chefren, Khufukhaf I, Minkhaf I

Henutsen (... – ...) è stata una regina egizia della IV dinastia. Fu una sposa dell'importante faraone Cheope (2589 a.C. - 2566 a.C.[1][2]).

Titoli[modifica | modifica wikitesto]

Pochissime sono le notizie sulla vita della regina Henutsen. Alcuni studiosi ritengono fosse una figlia del faraone Snefru[3], ma il dibattito è aperto. Non sono stati rintracciati, correlati a lei, gli usuali titoli di Figlia del Re e Figlia del Corpo del Re: titoli che altrimenti la renderebbero identificabile con certezza come principessa reale. L'unico documento che la inquadra come principessa è la Stele dell'Inventario, realizzata durante la XXVI dinastia egizia (664 a.C. - 525 a.C.: successiva di ben venti secoli all'epoca di Henutsen): si tratta infatti, con ogni probabilità, di un falso realizzato dai sacerdoti durante la suddetta dinastia[4]. L'unico titolo attribuibile con certezza è quello di Sposa del Re[5].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Diede alla luce due principi, Khufukhaf I e Minkhaf I. Nel caso in cui, come sostengono alcuni, Khufukhaf I non sia da identificare con Chefren, allora anche quest'ultimo fu figlio della regina Henutsen. Tutti i suoi figli sono sepolti a Giza. La tomba a mastaba di Khufukhaf fu parzialmente demolita per fare spazio a un tempio dedicato a Iside[5][6].

Sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Henutsen fu molto probabilmente sepolta nella piramide G1c, alta 29,60 metri e larga 46.25, dirimpetto alla Grande Piramide di Cheope[7]. Alcuni archeologi ritengono che la struttura non facesse originariamente parte del complesso funerario di Cheope, ma che sia stata aggiunta successivamente. La faccia meridionale della piramide non coincide infatti con la Grande Piramide; coincide invece con la mastaba di Khufukhaf. Rainer Stadelmann ha ipotizzato il principe Khufukhaf sia da identificare col faraone Chefren, il quale avrebbe eretto la G1c per la propria madre Henutsen, una volta assurta al rango di madre del re[6].

La piramide G1c è stata a lungo definita una piramide-satellite, mentre ora viene vista come una piramide incompiuta, innalzata con una certa fretta[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Clayton, Peter A. Chronicle of the Pharaohs. p42. Thames and Hudson, London, 2006. ISBN 978-0-500-28628-9
  2. ^ Malek, Jaromir, "The Old Kingdom" in The Oxford History of Ancient Egypt, ed. Ian Shaw, Oxford University Press 2000, ISBN 978-0-19-280458-7 p.88
  3. ^ Joyce A. Tyldesley: Chronicle of the Queens of Egypt: From Early Dynastic Times to the Death of Cleopatra. Thames & Hudson, New York 2006, ISBN 0-500-05145-3, p. 36 & 45.
  4. ^ Peter Jánosi: Die Pyramidenanlagen der Königinnen (= Denkschriften der Gesamtakademie, Österreichische Akademie der Wissenschaften, volume 13). Vienna 1996, ISBN 3-70012-207-1, p. 11, 125.
  5. ^ a b Zahi A. Hawass: Mountains of the Pharaohs: The Untold Story of the Pyramid Builders. Doubleday, New York 2006, ISBN 0-385-50305-9, p. 91-96.
  6. ^ a b Miroslav Verner: The Pyramids: The Mystery, Culture, and Science of Egypt's Great Monuments. Grove Press, New York 2007, ISBN 0-802-19863-5, p. 212.
  7. ^ a b Zahi Hawass: The Discovery of the Satellite Pyramid of Khufu (G1-d). In: Peter Der Manuelian: Studies in Honor of William Kelly Simpson, Vol. 1. Museum of Fine Arts, Boston 1996, pp. 379-398.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]