Henri-Frédéric Amiel

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Henri-Frédéric Amiel

Henri-Frédéric Amiel (Ginevra, 27 settembre 1821Ginevra, 11 maggio 1881) è stato un filosofo, poeta e critico letterario svizzero.

È autore di Diario intimo, il libro per cui è tuttora conosciuto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Ginevra da una famiglia di stretta osservanza calvinista, in giovanissima età rimase orfano. Rimasto solo al mondo si gettò negli studi fino a venti anni, quando, terminati questi, cominciò a viaggiare. Prima in Svizzera poi, tra il 1841 e l’agosto del 1842, lungo l’Italia, Malta, la Francia e successivamente, fino al 1848, in Germania. Frequentando l’università di Berlino trovò quell’ambiente culturale affascinante, un'influenza che tentò di conciliare con la sua formazione latina per tutta la vita.

Alla fine del 1848 rientrò a Ginevra accettando una cattedra di estetica prima, poi di filosofia, presso l’università, cominciando la carriera accademica che durò per tutto il resto della sua vita.

Rimase sempre celibe, privo di una vita mondana, circondandosi di una piccola cerchia di amici. Non privo di frequentazioni galanti, tra tutte spicca quella con la calvinista Fanny Mercier, futura erede dei diritti sui suoi scritti e editrice di una prima pubblicazione di pagine scelte del Diario Intimo.

In vita si limitò alla pubblicazione di piccoli volumi di versi, saggi letterari e alcune traduzioni poetiche, pubblicate con il nome Les Etrangeres, tra le quali troviamo l’Infinito e La sera del dì di festa del Leopardi.

Non particolarmente lusinghiera la critica di Diego Valeri sulle opere pubblicate dall'Amiel: “…possiamo spigolare qualche espressione, epigrammaticamente conchiusa, di pensieri non banali, qualche immagine affinata sino all'acutezza, come quella tipica e famosa della libellula ("... C'est de l'air tissé, du vent vivant..."); ma cercheremmo invano l'affermazione vittoriosa d'una compiuta personalità d'uomo e d'artista. Ugualmente vano sarebbe cercare nei suoi pochi articoli e discorsi letterarî un vero critico, ché, dubbioso, per naturale timidezza, d'ogni suo proprio giudizio, scrupolosamente informato, per abitudine di studî severi, del pensiero altrui, finiva a trovarsi davanti al suo tema, più che impacciato, inaridito.”

Henri-Frédéric Amiel muore di asfissia il giorno 11 maggio 1881, all'età di 60 anni, a Ginevra.

Diario Intimo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte fu la Mercier, con l’aiuto di Edmond Scherer, a vagliare i quaderni, scritti tra il 1847 e il 1881 alla vigilia dell’agonia finale, 174 in tutto per diciassettemila pagine. La prima edizione, in due volumi, con il titolo Fragments d'un Journal intime, fu pubblicata nel 1883-1884 diventando, al contrario degli scritti in vita, uno dei fenomeni letterari più importanti della seconda metà dell’800.

"Il destino ha due modi per distruggerci, negare i nostri desideri o realizzarli."[1]

Nel 1923, Bernard Bouvier pubblicava una nuova scelta ampliata di quella della Mercier (Ginevra-Parigi 1923, tre volumi). Soprattutto vedono la luce tutte quelle intime dichiarazioni di coscienza che il moralismo della Mercier aveva soppresso, rendendo il Journal uno specchio fedele dello spirito del suo autore e, soprattutto, delle ansie e del travaglio intimo, della delusione e delle aspirazioni della generazione del ’48.

Nel 1927 esce un nuovo volume di confessioni con il titolo Philine, curato dal critico Edmond Jaloux. «Phil.», cioè Philine, è uno dei nomi in codice sotto cui Amiel cela Marie Favre, uno dei suoi più accesi e conflittuali amori.

Bernard Gagnebin ha curato un'edizione critica del Diario Intimo, pubblicata a Losanna a partire dal 1976 in dodici volumi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Henri-Frédéric Amiel, Diario intimo (2000), Longo, traduzione di Pino Mensi..

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Berlin au printemps de l'année 1848 (1849)
  • Du mouvement littéraire dans la Suisse romane et de son avenir (1849)
  • Grains de mil (1854), poésies et pensées
  • Il penseroso (1858), poésies-maximes
  • La Cloche (1860), poème de Schiller
  • La Part du rêve (1863), nouvelles poésies
  • L'Escalade de MDCII (1875), ballade historique
  • Charles le Téméraire (1876), romancero historique
  • Les Étrangères (1876), poésies traduites de diverses littératures
  • L'Enseignement supérieur à Genève depuis la fondation de l'Académie depuis le 5 juin 1559 (1878)
  • Jean-Jacques Rousseau jugé par les Genevois d'aujourd'hui (1879)
  • Jour à jour (1880), poésies intimes
  • Fragments d'un journal intime (1884, 1887, 1923, 1927)
  • Philine (1927), fragments inédits du Journal intime
  • Lettres de jeunesse (1904)
  • Essais, critiques (1931) (riedito nel 2006)
  • Journal intime, Losanna, éditions L'Âge d'Homme, 1976 -1994 (12 Vol.)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Arcari, Federico Amiel, Genova, A. F. Formiggini, 1912.
  • Bernard Bouvier, Henri-Frédéric Amiel. Fragments d'un journal intime, Parigi, Stock, 1932.
  • Fabrizio Frigerio, "Les notes de cours d'Henri-Frédéric Amiel sur la philosophie de Schopenhauer", in: Zeit der Ernte, Festschrift für Arthur Hübscher, Stuttgart-Bad Cannstatt, Frommann-Holzboog, 1982, pp. 248-260.
  • Ursula Schöni, Henri-Frédéric Amiel. Réflexions sur les Français et les Allemands à l'occasion de la guerre franco-prussienne de 1870-71, Ginevra, 1972.
  • Pierre Trahard, Henri-Frédéric Amiel, juge de l'esprit français , Parigi, Champion, 1978.
  • E. Scherer, Prefazione all'edizione 1883-1884, del Journal; F. Brunetière, in Revue des deux mondes, 1º ottobre 1884;
  • P. Bourget, Nouveaux essais de psychologie contemporaine, Parigi 1899;
  • G. B. Marchesi, Il pensieroso. Studio su Federico Amiel, Milano 1908;
  • P. Arcari, Federico Amiel, Genova 1912;
  • B. Bouvier, Prefazione all'edizione 1923 del Journal;
  • B. Bouvier, La religion de H.-F. Amiel, Parigi 1893; M. Arnold, Essais in criticism, 2ª serie, Londra 1888.

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