Hellzapoppin' (film)

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Hellzapoppin
Titolo originale Hellzapoppin
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1941
Durata 84 min
Dati tecnici B/N
rapporto: 1.37 : 1
Genere comico
Regia Henry C. Potter
Soggetto Nat Perrin
Sceneggiatura Warren Wilson, Nat Perrin
Produttore Jules Levey Mayfar per Universal
Distribuzione (Italia) Universal (1948)
Fotografia Elwood Bredell
Montaggio Milton Carruth
Effetti speciali John O. Fulton
Musiche Gene de Paul
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Qualsiasi somiglianza tra Hellzapoppin' ed un film è puramente casuale. »
(dai titoli di testa del film Hellzapoppin')

Hellzapoppin' è un film comico musicale del 1941, diretto da H.C. Potter e ispirato direttamente all'omonima rivista messa in scena a Broadway.

Innovativo per l'epoca in cui era stato prodotto, il film è entrato nell'immaginario collettivo ed è ora considerato un cult.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film è un susseguirsi di situazioni al limite dell'assurdo e del non senso: il tutto è causato dall'improvvisa passione dell'operatore di sala per una donna e la conseguente confusione nelle pizze da proiettare.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il film, interpretato dagli stessi Ole Olsen e Chic Johnson, protagonisti della rivista originale, con Martha Raye e Shemp Howard, è divenuto una pietra miliare della filmografia comica (ad esso si ispirò spesso, per esempio, il gruppo comico inglese Monty Python).

« "È proprio roba da matti... in quindici anni che proietto film uno come questo non mi era mai capitato... Questo è un film pazzo!"
"Eccome: è Hellzapoppin'! »
(da un dialogo tratto dal film)

Innovativo sia nell'uso della pellicola sia negli effetti speciali, il film si caratterizzava per il largo uso di nonsense e situazioni "assurde", tanto da rendere l'espressione Hellzapoppin' proverbiale.

Il film usa una sorta di campionario di tutti gli errori e le trasgressioni possibili alle regole base del cinema narrativo classico: fermo immagine, spezzoni proiettati a marcia indietro e capovolti, sguardi in camera, attori che parlano con gli spettatori e addirittura l'ombra di un ragazzino nell'ipotetica sala cinematografica che si alza perché viene richiamato a casa, sua madre lo cerca, è Stinky Miller.

Il film comparve nelle nomination degli Oscar 1943 per la miglior canzone con Pig Foot Pete (musica di Gene de Paul, testo di Don Raye) ma non si aggiudicò il premio.

Nonostante apparisse attribuita al film sia fra le nomination che nel programma dell'Academy, la canzone apparteneva in realtà a Razzi volanti (Keep 'Em Flying) di Gianni e Pinotto, prodotto e distribuito dallo stesso studio di Hellzapoppin', uscito nel 1941 e pertanto fuori regolamento.

Hellzapoppin' nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film ha dato il titolo ad una nota rubrica radiofonica trasmessa a diffusione nazionale dall'emittente Radio24.
  • Il film ha ispirato Dylan Dog in un numero extracollana: Dylan Dog presenta Groucho: Horrorpoppin, la cui trama è del tutto simile a quella del film, sia per la storia che per il "montaggio".
  • Il film ha ispirato a Renzo Arbore, Ugo Porcelli, Gianni Boncompagni, Giorgio Bracardi e Mario Marenco una rubrica radiofonica andata in onda negli anni '70 sul secondo programma radio della RAI, intitolata Alto gradimento.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • In una scena, un indigeno americano a cavallo chiede dove fossero andati gli "altri". Questa scena è stata citata anche da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault.
  • Anche Luciano De Crescenzo cita nel suo libro Ordine e disordine il film, ascrivendolo ovviamente tra le forze del disordine.
  • Leonardo Sciascia ne Una storia semplice: "Ma è impossibile immaginare che un uomo, dopo aver maneggiato una pistola, al momento di suicidarsi si metta il guanto, si spari e abbia poi il tempo di ritogliersi il guanto e farlo sparire. Roba da hellzapoppin".
  • Marilyn Manson nella canzone The Golden Age of Grotesque, tratta dall'omonimo album, in una strofa cita: "Hellzapoppin, open your Third Nostril / Put on your black face and your god is gone.", facendo appunto riferimento al celebre film.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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