Hayate (cacciatorpediniere)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hayate
Japanese destroyer Hayate Taisho 14.jpg
La nave nel 1925 durante le prove in mare
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo Cacciatorpediniere
Classe Kamikaze
Proprietà Marina imperiale giapponese
Ordinata 1923
Cantiere Uraga (Tokyo)
Impostata 11 novembre 1922
Varata 23 marzo 1925
Completata 21 novembre 1925
Destino finale Affondato l'11 dicembre 1941 a sud-ovest dell'Isola di Wake
Caratteristiche generali
Dislocamento 1 422 tonnellate
Stazza lorda 1 748 tsl
Lunghezza 102,56 m
Larghezza 9,14 m
Pescaggio 3,05 m
Propulsione 4 caldaie Kampon e 2 turbine a ingranaggi a vapore Parsons; due alberi motore con elica (38 500 shp)
Velocità 37,2 nodi  (71 km/h)
Autonomia 3 600 miglia a 14 nodi (6 670 chilometri a 26,6 km/h)
Equipaggio 148
Armamento
Armamento
  • 4 cannoni Type 3 da 120 mm
  • 2 mitragliatrici Lewis da 7,7 mm
  • 6 tubi lanciasiluri Type 6 da 533 mm
  • 20 mine
  • 2 lanciabombe di profondità Type 81
Note
Dati riferiti all'entrata in servizio

Fonti citate nel corpo del testo

voci di cacciatorpediniere presenti su Wikipedia

Lo Hayate (疾風? lett. "Bufera")[1], sino al 1º agosto 1928 denominato 13-gō kuchikukan (第13駆逐艦? lett. "cacciatorpediniere Numero 13"), è stato un cacciatorpediniere della Marina imperiale giapponese, nona e ultima unità della classe Kamikaze. Fu varato nel marzo 1925 dal cantiere navale della Ishikawajima a Tokyo. Fu affondato l'11 dicembre 1941 dal fuoco di batterie costiere statunitensi all'inizio della battaglia dell'Isola di Wake e divenne così la prima nave di superficie giapponese a essere perduta nel corso del conflitto.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Classe Kamikaze.

Lo Hayate presentava una lunghezza fuori tutto di 102,56 metri, una larghezza massima di 9,14 metri e un pescaggio di 3,05 metri; il dislocamento era di 1 422 tonnellate, la stazza a pieno carico raggiungeva le 1 748 tonnellate. L'impianto propulsore era composto da quattro caldaie Kampon, due turbine a ingranaggi a vapore Parsons, due alberi motore dotati di elica: sviluppava una potenza di 38 500 shp e consentiva una velocità massima di 37,2 nodi. La scorta di carburante era di 420 tonnellate di olio combustibile, che garantiva un'autonomia massima di 3 600 miglia alla velocità di 14 nodi (circa 6 670 chilometri a 26,6 km/h). L'armamento, distribuito lungo l'asse longitudinale dello scafo, era composto da quattro cannoni Type 3 da 120 mm lunghi 45 calibri (L/45), piazzati su piedistalli e con propria scudatura, e da tre impianti binati di tubi lanciasiluri Type 6 da 533 mm a brandeggio elettrico. Erano poi disponibili due mitragliatrici leggere Lewis da 7,7 mm, 20 mine, un apparato di sminamento e, a differenza degli altri esemplari, anche due lanciatori di bombe di profondità Type 81 ai lati della poppa. L'equipaggio contava 148 uomini.[2][3][4][5]

Nel 1939 lo Hayate subì l'unica modifica prima della guerra: imbarcò a poppa altri due apparati Type 81 (uno per lato) assieme a diciotto ordigni.[3]

Servizio operativo[modifica | modifica wikitesto]

Il cacciatorpediniere Hayate fu ordinato nell'anno fiscale edito dal governo giapponese nel 1923, inizialmente indicato come "cacciatorpediniere Numero 13" (in lingua giapponese 13-gō kuchikukan). La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale della Ishikawajima, a Tokyo, già l'11 novembre 1922 e il varo avvenne il 23 marzo 1925; fu completato il 21 novembre dello stesso anno e il 1º agosto 1928 assunse il suo nome definitivo, avendo la marina imperiale abbandonato alla data il sistema di nomenclatura del naviglio leggero con soli numeri.[4]

Tra il 1940 e il 1941 lo Hayate, allora al comando del capitano di corvetta Monoru Takatsuka, fu assegnato alla 29ª Divisione cacciatorpediniere con i gemelli Oite (nave ammiraglia), Asanagi e Yunagi; la divisione dipendeva dal 6º Squadrone del contrammiraglio Sadamichi Kajioka, che a sua volta era agli ordini della 4ª Flotta (Dai-yon Kantai) del viceammiraglio Shigeyoshi Inōe.[6]

Operativo alla grande baseo aeronavale di Truk dal novembre 1941, il 21 del mese, nell'imminenza dello scoppio della guerra nel teatro del Pacifico, lo Hayate ebbe ordini che lo destinarono alla squadra navale giapponese incaricata di catturare l'Isola di Wake, piccolo possedimento statunitense nel Pacifico centrale. Il 29 novembre lo Hayate seguì la divisione d'appartenenza e il resto dello squadrone da Truk sino alla rada dell'atollo Kwajalein, raggiunta il 3 dicembre: qui si assemblò la forza d'invasione, dalla quale furono esclusi lo Asanagi e lo Yunagi dirottati alle isole Gilbert. L'8 dicembre la formazione, alla guida del contrammiraglio Kajioka, lasciò Kwajalein e si presentò la mattina dell'11 dicembre dinanzi l'isola da sud-ovest: mentre tre incrociatori aprivano il fuoco, i cacciatorpediniere si disposero intorno a essa per prepararsi ad appoggiare i reparti da sbarco nipponici. Rimaste in silenzio per far avvicinare maggiormente le unità giapponesi, intorno alle 06:15 le batterie costiere statunitensi aprirono il fuoco sul nemico; a una distanza dalla costa di 3 600 metri lo Hayate si ritrovò sotto il tiro di due cannoni da 127 mm dislocati sull'isolotto di Wilkes e, verso le 06:52, fu centrato dalla terza salva verso poppa, molto probabilmente ai tubi lanciasiluri carichi: il cacciatorpediniere esplose fragorosamente e si inabissò nel giro di due minuti, senza superstiti tra l'equipaggio eccettuato un solo marinaio. Gli altri 167 uomini e il comandante Takatsuka perirono nel disastro.[6]

Lo Hayate fu poi cancellata dai registri navali giapponesi il 15 gennaio 1942.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Japanese Ships Name, su combinedfleet.com. URL consultato il 19 ottobre 2016.
  2. ^ Stille 2013, pp. 12, 14, 16.
  3. ^ a b (EN) 1-go (Kamikaze) destroyers (1922-1925), su navypedia.org. URL consultato il 19 ottobre 2016.
  4. ^ a b (EN) Materials of IJN (Kamikaze class Destroyers), su world.coocan.jp. URL consultato il 19 ottobre 2016.
  5. ^ (EN) The Pacific War Online Encyclopedia: Kamikaze Class, Japanese Destroyers, su kgbudge.com. URL consultato il 19 ottobre 2016.
  6. ^ a b c (EN) Long Lancers, su combinedfleet.com. URL consultato il 19 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard Millot, La Guerra del Pacifico, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 2002, ISBN 88-17-12881-3.
  • Mark E. Stille, Imperial Japanese Navy Destroyers 1919-1945, Vol. 1, Oxford, Osprey, 2013, ISBN 978-1-84908-984-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]