Hawa Mahal

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Hawa Mahal
Hawa Mahal 2011.jpg
Facciata dell'Hawa Mahal, Jaipur
Localizzazione
StatoIndia India
Stato federatoRajasthan
LocalitàJaipur
Coordinate26°55′25″N 75°49′36″E / 26.923611°N 75.826667°E26.923611; 75.826667Coordinate: 26°55′25″N 75°49′36″E / 26.923611°N 75.826667°E26.923611; 75.826667
Informazioni generali
Condizionibuono
Costruzione1799
Inaugurazione1799
StileRajput e moghul
UsoPalazzo reale
Altezza15
Piani5
Realizzazione
ArchitettoLal Chand Usta

L'Hawa Mahal (noto anche come Palazzo dei venti o Palazzo della brezza) è un palazzo di Jaipur (India) così chiamato perché essenzialmente un alto muro costruito in modo che le donne della famiglia reale potessero osservare le feste di strada senza essere viste dall'esterno. Realizzato in arenaria rossa e rosa, il palazzo si trova ai margini del City Palace e si estende agli alloggi (zenana) delle donne reali.

Hawa Mahal e la strada principale, c. 1875

La struttura venne fatta costruire nel 1799 dal Maharaja Sawai Pratap Singh. Egli fu così intimidito e ispirato dalla struttura unica del Khetri Mahal che fece costruire il grande e storico Hawa Mahal, progettato da Lal Chand Ustad in forma di corona di Krishna, il dio indù. La facciata di cinque piani è simile al favo di un alveare con le sue 953 piccole finestre chiamate Jharokha e decorate con intricati tralicci.[1] L'intenzione originale del reticolo era quella di consentire alle signore reali di osservare la vita quotidiana nella strada sottostante senza essere viste, dal momento che dovevano obbedire allo stretto purdah (copertura della fronte). Il reticolo permetteva anche la circolazione di un flusso di aria fresca (effetto Venturi) creato dal disegno intricato della facciata, un'aria condizionata ante litteram in tutta la zona, per mitigare le alte temperature estive.[1][2][3]

Nel 2006, venne intrapreso un progetto di restauro del palazzo, dopo 50 anni di abbandono, per dare una nuova veste all'edificio, con un costo di 4.568 milioni di rupie.[4] Il settore delle imprese ha dato una mano per preservare i monumenti storici di Jaipur e l'Unit Trust of India ha adottato l'Hawa Mahal per la sua ristrutturazione.[5] Il palazzo è parte estesa di un enorme complesso. La facciata di pietra scolpita, piccole finestre e tetti ad arco sono alcune delle caratteristiche di questo edificio. Il monumento è costituito da una grande serie di piccole cornici che sottolineano le sue 953 finestrelle. Come molti altri monumenti di Jaipur, il palazzo è stato costruito con pietra arenaria.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Vista detta facciata dalla strada principale
Vista dal retro con i due più eleborati piani superiori

Il palazzo ha forma di piramide a cinque piani ed è alto 15 metri. I primi tre piani della struttura hanno la dimensione di una grande stanza mentre il primo e il secondo piano dispongono di patio di fronte al loro ingresso. La facciata frontale, come vista dalla strada, ha la forma di un favo di alveare, costituito da piccoli oblò. Ogni oblò ha finestre in miniatura e griglie scolpite di arenaria, pinnacoli e cupole che danno l'effetto di una massa di baie semi-ottagonali, conferendo al monumento una forma unica ne. La facciata interna sul lato posteriore dell'edificio è costituita da camere costruite su pilastri e corridoi con ornamenti minimi. L'interno del Mahal è stato descritto come "avente camere realizzate con marmi colorati, decorate da pannelli intarsiati o dorati, e fontane al centro del cortile".[6][7]

Lal Chand Ustad fu il progettista di questa struttura unica nel suo genere. Costruita con arenaria rossa e rosa, in linea con il decoro degli altri monumenti della città, il suo colore è una testimonianza dell'epiteto di "città rosa" dato a Jaipur. La sua facciata costituita da 953 nicchie con jharokha finemente intagliate (alcune realizzate in legno) è in netto contrasto con la semplicità della facciata posteriore della struttura. Il suo patrimonio culturale e architettonico è un vero riflesso di una fusione di architettura indù Rajput e islamica moghul; lo stile Rajput si trova nelle pensiline a cupola, nelle colonne scanalate, nei loti e motivi floreali, mentre quello islamico si evidenzia nella lavorazione della pietra a filigrana, nel lavoro degli archi (con la sua somiglianza con il Panch Mahal - il palazzo dei venti - a Fatehpur Sikri).[8]

L'ingresso all'Hawa Mahal dal Palazzo reale avviene da una porta imperiale. Si apre in un grande cortile, che ha degli edifici a due piani su tre lati, con l'Hawa Mahal sul lato orientale. Nel cortile si trova un museo archeologico.[9]

L'Hawa Mahal è considerato il capolavoro del Maharaja Jai Singh visto che era la sua residenza preferita per l'eleganza e le decorazioni all'interno del Mahal. L'effetto di raffreddamento nelle camere, fornito dalla brezza che attraversava le finestrelle della facciata, era migliorato da fontane poste al centro di ciascuna delle stanze.[10]

I due piani superiori dell'Hawa Mahal erano accessibili soltanto a mezzo di rampe. Il palazzo è gestito dal dipartimento di archeologia del Governo del Rajasthan.[9]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Vinay Rai e William L. Simon, Think India: the rise of the world's next superpower and what it means for every American, in Hawa Mahal, Dutton, 2007, p. 194, ISBN 0-525-95020-6. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  2. ^ Hawa Mahal, su iloveindia.com. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  3. ^ Japiur, the Pink City, su jaipur.org.uk. URL consultato il 6 dicembre 2009.
  4. ^ Restoration of Hawa Mahal in Jaipur, Snoop News, 22 marzo 2005. URL consultato il 10 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 17 luglio 2011).
  5. ^ INTACH Virasat (PDF), su Jaipur, Intach.org, p. 13. (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2009).
  6. ^ Hawa Mahal – Jaipur, su indian-visit.com. URL consultato il 7 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2009).
  7. ^ Sacheverel Sitwell, The red chapels of Banteai Srei: and temples in Cambodia, India, Siam, and Nepal, in Hawa Mahal, Weidenfeld and Nicolson, 1962, p. 174. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  8. ^ Hawa Mahal of Jaipur in Rajasthan, this is wrongIndia, su tourismtravelindia.com. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  9. ^ a b Hawa Mahal, su colourfulrajasthantours.com. URL consultato il 10 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2010).
  10. ^ Loius Rousselet e Charles Randolph Buckle, India and its native princes: travels in Central India and in the presidencies of Bombay and Bengal, in Hawa Mahal, Asian Educational Services, 2005, p. 228, ISBN 81-206-1887-4. URL consultato il 10 dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G.H.R Tillotson, The Rajput Palaces - The Development of an Architectural Style (Hardback), First, New Haven and London, Yale University Press, 1987, ISBN 0-300-03738-4.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]