Harold Garfinkel

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Harold Garfinkel

Harold Garfinkel (Newark, 29 ottobre 1917Los Angeles, 21 aprile 2011) è stato un sociologo statunitense.

È stato professore emerito in sociologia all'University of California, Los Angeles. Garfinkel è stato uno dei personaggi chiave della scuola dell'etnometodologia e della sociologia americana in generale.

La definizione di etnometodologia fu ideata nel 1946 da Garfinkel sulla scia di altre definizioni in voga in quegli anni, come etnofisica o etnobotanica.

Garfinkel nei suoi scritti fa spesso riferimento alla sociologia fenomenologica di Alfred Schütz, oltre ad evidenziare punti di contatto con le ricerche sulla dinamica delle interazioni personali e gli studi sui fattori sociali delle comunicazioni.

Lo scopo della disciplina creata da Garfinkel è quello di spiegare il senso di quei meccanismi che inducono l'individuo a considerare alcuni eventi come fatti o dati, sui quali in un secondo tempo si costruiscono i significati.[1] L'etnometodologia proposta da Garfinkel si propone di studiare i metodi che i soggetti mettono in atto per realizzare i lavori più semplici e banali, tramite i quali vengono continuamente formati quegli elementi stabili del tessuto sociale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Harold Garfinkel è nato il 29 Ottobre 1917 in una città del New Jersey da una famiglia di commercianti.[2] Il padre gli impose un tipo di formazione economica, infatti frequentò corsi di contabilità e amministrazione all'Università di Newark mentre lavorava, di notte, nel negozio del padre. Nel frattempo iniziò a frequentare un corso di statistica di sociologia e conobbe degli studenti interessati a queste discipline e, in lui, l’interesse per gli studi sociologi.[2]

Quindi, nel 1939, Garfinkel iniziò a frequentare il dipartimento di sociologia all’University of North Carolina grazie alla borsa di studio Chapel Hill e terminò gli studi nel 1942 scrivendo una tesi sull’omicidio interrazziale e iniziò, anche, a studiare prospettive teoriche (Charles Wright Mills, Florian Znaniecki) che gli saranno utili per quanto riguarda lo sviluppo dell’Etnometodologia.[3] Successivamente partecipò alla Seconda guerra mondiale prestando servizio come addestratore in Florida e, tra il 1946 e il 1952, conseguì il Ph.D, in Sociologia, ad Harvard sotto la direzione di Talcott Parsons [4] il quale influenzò nettamente gli studi sociologici in America e,insieme ad Alfred Schütz, anche, il pensiero della stesso Garfinkel.[3] Successivamente Garfinkel conseguì un Dottorato di ricerca e , contemporaneamente, insegnò all’Università di Princeton. Dopo aver terminato il dottorato, Garfinkel è stato invitato a parlare all’American Sociological Association meeting dove coniò il termine “etnometodologia”. Organizzò, inoltre, una conferenza intitolata “Problems in Model Construction in the Social Sciences” e invitò teorici innovativi come Talcott Parsons, Alfred Schütz e Herbert Simon per cercare di sviluppare studi interdisciplinari ma non ebbe molto successo. Dal 1954 al 1987 insegnò all'Università di Los Angeles nel dipartimento di Sociologia e Antropologia. Tra il 1963 e il 1964 è stato ricercatore presso il Centro per lo Studio Scientifico del Suicidio e ha trascorso l’anno 1975-76 presso il Center for Advanced Study in the Behavioral Sciences.[2]

Etnometodologia e agire sociale[modifica | modifica wikitesto]

Garfinkel, nel 1950, coniò il termine "Etnometodologia" che letteralmente significa metodologia delle persone. L'etnometodologia si riferisce alla routine, alle conversazioni e alle interazioni di senso comune.

"il termine si riferisce all'insieme dei ''metodi'' impiegati dagli attori per creare e sostenere, nei confronti del mondo sociale, la quotidianità e la naturalità del vissuto sociale; l'e. studia in particolare i fenomeni cosiddetti ''microsociali'' non oggettivabili in sistemi di regole".

(Treccani, Etnometodologia)

L'etnometodologia, quindi, analizza direttamente la vita quotidiana considerando strano, dal punto di vista antropologico, tutto ciò che, nella realtà quotidiana, viene dato per scontato.[5] Garfinkel cerca di comprendere come, dal punto di vista teorico, i soggetti analizzano le situazioni e, di conseguenza, prendono le decisioni e agiscono nella realtà quotidiana. Nella sua teoria, Garfinkel sostiene che si debba fare attenzione alle micro-interazioni, micro-scambi tra individui e non alle istituzioni sociali perchè, secondo Garfinkel, si può comprendere l'intero apparato sociale solo partendo dall'analisi delle interazioni quotidiane e dal comportamento delle persone.

Quindi, il centro della teoria etnometodologica riguarda l'agire sociale che si fonda sul concetto di account.[6]

Con il termine "account" si indicano le attività tramite le quali l'individuo riproduce il mondo circostante, i significati e il modo in cui quest'ultimi vengono interpretati dai soggetti e, questi significati, riproducono la realtà cosi com'è condivisa (senza porre l'accento sulle problematiche). Quindi tramite gli account i soggetti danno un determinato senso al mondo che li circonda. Gli account presentano delle fragilità che possono essere spiegate tramite l'indicalità e la riflessività.[6]

Gli accounts sono indicali perchè il loro contesto più ampio viene dato per scontato (può essere definito esplicito) perchè, altrimenti, l'individuo avrebbe bisogno di altri accounts e verrebbe a crearsi una continua produzione di accounts.

Gli accounts sono riflessivi perchè, per comprenderli a fondo, l'individuo deve possere una pre-conoscenza degli account stessi, quindi, un account non può mai avere un significato oggettivo.[6]

In particolare, secondo Garfinkel, l'indicalità e la riflessività sono due caratteristiche vere e proprie del mondo sociale che, quindi, è fragile e non può essere compreso oggettivamente dagli individui che ne fanno parte. Il significato dell linguaggio è dato dal rapporto tra contesto e account; inoltre i vari individui forniscono una propria interpretazione e spiegazione degli accounts proprio perchè non esiste un significato oggettivo di questi ultimi.

Garfinkel individua tre fasi del pensiero etnometodologico:

  1. presa di distanza dall'ovvietà e la naturalezza;
  2. nozione di accountability (ovvero la proprietà delle azioni sociali di essere controllate e giudicate);
  3. l'indifferenza etnometodologica (ovvero l'estraneità di proporre le pratiche correttive o migliorative del mondo sociale).

Secondo Garfinkel l'ordine sociale non può essere visto come autoevidente: infatti l'idea di una società autoordinata è solo una credenza degli attori. Ciò che è importante comprendere è come gli attori conoscono le loro idee. Garfinkel approfondisce la teoria dell'azione sociale basandosi sulla struttura dell'esperienza e sulla teorie elaborate da Max Weber. Il soggetto elaborato da Garfinkel non è passivo perchè interiorizza norme e valori tramite la Socializzazione, inoltre è membro del sociale e non ha conoscenze dal punto di vista culturale.

Inoltre l'etnometodologia rifiuta l'idea di un mondo sociale costruito intorno alle norme perchè le regole non possono essere concretamente tradotte in procedure ma dipendono solamente dall'agire concreto degli attori sociali.

Breaching experiments[modifica | modifica wikitesto]

Garfinkel propone un metodo sperimentale ovvero i "breaching experiments" per riuscire a comprendere come i vari individui riescono a creare la realtà condivisa. In particolare propose ai suoi studenti un esperimento per riuscire ad analizzare l'ambiente familiare rompendo la quiete: chiese ai suoi studenti di rivolgersi ai genitori chiamandoli "signor x e signora x" comportandosi con loro come se fossero solamente dei coinquilini. L'esito dell'esperimento fu disastroso: le emozioni provate furono rabbia e esasperazione perchè fu minacciato il sistema sociale.[3]

Un ulteriore esempio di breaching experiment condotto dagli studenti di Garfinkel è fare la spesa dai carrelli altrui: alla base di questo eseperimento, secondo Garfinkel, quando il soggetto inserisce l'oggetto nel proprio carrello appartiente al soggetto stesso. Dopo aver preso l'articolo dal carrello, agli studenti veniva chiesto il motivo del gesto e rispondevano che era più conviente prendere gli articoli dai carrelli altrui piuttosto che prenderli dagli scaffali. Quando le persone reagivano in modo negativo, gli studenti si scusavano dicendo che pensavano che fosse il loro carrello.

Un altro esempio condotto sempre dagli studenti di Garfinkel è il seguente: durante una conversazione, lo studente, dopo qualche minuto, rivelava, al soggetto, che stava registrando la loro conversazione tramite un dispositivo di registrazione audio e le reazioni dei soggetti sono state di sorpresa e di indignazione. Ciò che ha colpito Garfinkel è che le reazioni avute potevano dipendere dalla violazione di un accordo stipulato precendemente ma che, in realtà, non era stato stipulato. Anche in questo caso le reazioni sono state negative perchè fu minacciato l'ordine sociale.[7]

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Gli esponenti dell'etnometodologia sono stati influenzati dalle teorie di Talcott Parsons: quest'ultimo è un esponente dello Strutturalismo (sociologia). La norma è il punto principale della teoria strutturalista perchè risolve la questione dell'ordine sociale e consente, quindi, di costruire una teoria dell'azione.

Garfinkel, essendo stato allievo di Parsons, risente molto l'influenza delle sue teorie: Garfinkel prese addottò lo stesso metodo di indagine usato da Parsons. Quest'ultimo, come Garfinkel, utilizzava un approccio definito "bottom-up" (ovvero un tipo di approccio che va dal basso verso l'alto) ma pensava, comunque, che le teorie parsoniane non fossero in linea con il suo pensiero. Garfinkel critiche Parsons perchè, quest'ultimo, sviluppa un sistema sociale generalizzato che si basa solamente sull'esperienze, mentre Garfinkel, portando avanti le teorie di Weber, cerca di legare e riassumere i fatti della personalità e la struttura sociale.[3] Quindi, secondo Parsons, l'ordine sociale non viene imposto ma deriva dalle scelte razionali che vengono fatte dagli attori sociali.[3]

La teoria di Garfinkel risente, anche, dell'influenza di Alfred Schütz.[5] Secondo Garfinkel c'è una netta discontinuità tra il mondo della scienza e quello della vita quotidiana ovvero sono delle realtà diverse che sono prodotte da comportamenti e stili cognitivi distinti: nella realtà quotidiana (atteggiamento naturale) è presente un mondo che può essere definito comune che è conosciuto, dagli individui, fin dall'inizio (all'interno di questa realtà l'individuo trova oggetti fisici e sociali che possono rappresentare degli ostacoli per le azioni degli individui ma, quest'ultimi, possono anche modificarli, è anche caratterizzato dall'assenza di ogni dubbio che possa essere diverso da come appare agli occhi degli individui.[5] Il mondo scientifico, invece, presenta caratteristiche opposte: gli studiosi mettono da parte le necessità pratiche e la soggettività come quando i membri della società sono in relazione con altri membri. Schultz sostiene che nell'ambito della sfera dell'esperienza vissuta, la conoscenza degli attori è tipologica, cioè implica un'attività di aggiustamento in cui qualcosa di concreto viene categorizzato e, quindi, la conoscenza comune è soggetta a mutamenti legate alle situazioni pratiche degli attori sociali. Inoltre Schultz influenza anche Garfinkel tramite la teoria dell'Intersoggettività che è l'accordo di più persone sulla definizione dei significati di una situazione. Schultz afferma che gli attori sociali non hanno mai esperienze identiche del mondo sociale perchè vivono le situazioni in base al loro passato, alle posizioni sociali e motivazioni e anche perchè occupano una posizione spaziale differente.[5] L'intersoggettività è data per scontato perchè, se gli individui potessero scambiare le prospettive spaziali e temporali, essi riuscirebbero a percepire la realtà sociale in maniera simile. Inoltre, secondo Schultz, non si può applicare il modello delle azioni razionali nella vita quotidiana perchè l'individuo non analizza, dal punto di vista scientifico, tutto le scelte e le possibilità e perchè, nella realtà comune, non c'è una distinzione semantica dei significati.[5] Quindi, per Schulz, non ha senso distinguere tra azioni razionali e irrazionali perchè, altrimenti, la vita quotidiana sarebbe solamente irrazionale in quanto le azioni quotidiane non rispettano completamente la razionalità scientifica.[5]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 ha ricevuto il premio “Cooley-Mead Award dell’America sociological Association [8] e, nel 2007, ha ricevuto l'EMCA Lifetime Achievement Award della sezione ASA (Ethnomethodology and Conversation Analysis).[9]

Alcune pubblicazioni [10][modifica | modifica wikitesto]

  • 1946 "Color trouble." in Primer for white folks. Edited by B. Moon, 269-286. Garden City, NY: Doubleday Doran
  • 1956 "Conditions of successful degradation ceremonies." American Journal of Sociology 61: 420-424.
  • 1956 "Some sociological concepts and methods for psychiatrists." Psychiatric Research Reports 6: 181-198.
  • 1963 "A conception of, and experiments with, 'trust' as a condition of stable concerted actions." in Motivation and social interaction. Edited by O.J. Harvey, 187-238. New York: The Ronald Press
  • 1967 Studies in ethnomethodology . Englewood Cliffs, NJ: Prentice-Hall
  • 1967 "Practical sociological reasoning: Some features in the work of the Los Angeles suicide prevention center." in Essays in self-destruction. Edited by E. Shneidman, 171-186. New York: Science House
  • 1968 "Discussion: The origin of the term 'ethnomethodology'." in Proceedings of the Purdue Symposium on Ethnomethodology. Edited by R. Hill and K. Grittenden, 15-18. Institute Monograph Series #1
  • 1970 (with Harvey Sacks) "On formal structures of practical actions." in Theoretical sociology: Perspectives and developments. Edited by J. McKinney and E. Tiryakian, 337-366. New York: Meredith
  • 1972 "A Comparison of Decisions Made on Four 'Pre-Theoretical' Problems by Talcott Parsons and Alfred Schultz" in [first published in 1960]
  • 1972 "Studies in the routine grounds of everyday activities." in Studies in social interaction. Edited by D. Sudnow, 1-30. New York: The Free Press. [first published in 1964]
  • 1972 "Conditions of Successful Degradation Ceremonies." in Symbolic Interactionism. Edited by J. Manis and B. Meltzer, 201-208. New York: Allyn and Bacon
  • 1976 "An introduction, for novices, to the work of studying naturally organized ordinary activities."
  • 1981 "The Work of a Discovering Science Construed with Materials from the Optically Discovered Pulsar." Philosophy of the Social Sciences 11: 131-158.
  • 2002 Ethnomethodology's program: Working out Durkheim's aphorism . Lanham, MD: Rowman & Littlefield, (Abstract)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La sociologia", di Luciano Gallino, ediz. Utet, 1989, Torino (alla pag.7-8)
  2. ^ a b c La figura di Harold Garfinkel nello sviluppo dell’etnometodologia - Oikonomia - Rivista di etica e scienze sociali, su www.oikonomia.it. URL consultato il 16 giugno 2019.
  3. ^ a b c d e Harold Garfinkel | Sociologo USA, su scienzesociali.org.
  4. ^ Garfinkel Biografia, su www.scienzepostmoderne.org. URL consultato il 16 giugno 2019.
  5. ^ a b c d e f Etnometodologia in "Enciclopedia delle scienze sociali", su www.treccani.it. URL consultato il 16 giugno 2019.
  6. ^ a b c Etnometodologia, su SOCIUS. URL consultato il 16 giugno 2019.
  7. ^ (EN) Michael Lynch, Garfinkel Stories, in Human Studies, vol. 35, nº 2, 1º maggio 2012, pp. 163–168, DOI:10.1007/s10746-012-9222-4. URL consultato il 16 giugno 2019.
  8. ^ Memorial Essay: Harold Garfinkel (1917–2011): A Sociologist for the Ages, su researchgate.net.
  9. ^ (EN) Dirk vom Lehn, Harold Garfinkel: The Creation and Development of Ethnomethodology, Routledge, 17 settembre 2016, ISBN 9781315427638. URL consultato il 16 giugno 2019.
  10. ^ Garfinkel Bibliografia, su www.scienzepostmoderne.org. URL consultato il 16 giugno 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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