Hansaviertel (Berlino)

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Hansaviertel
Hansaviertel Hansaplatz.JPG
Vista panoramica
StatoGermania Germania
CittàBerlino
DistrettoMitte
Data istituzione2001
Codice0103
Codice postale10555 e 10557
Superficie0,53 km²
Abitanti5 782 ab. (31-12-2015)
Densità10 909,43 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Coordinate: 52°31′00″N 13°20′20″E / 52.516667°N 13.338889°E52.516667; 13.338889

Mappa del quartiere

Lo Hansaviertel è un quartiere (Ortsteil) di Berlino, appartenente al distretto (Bezirk) Mitte.

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

Lo Hansaviertel si trova nella zona centro-occidentale della città. Procedendo da nord in senso orario, confina con i quartieri di Moabit, Tiergarten e Charlottenburg.

Il quartiere è bagnato a nord dal fiume Sprea, e diviso in due parti dal viadotto della Stadtbahn.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Hansaplatz

Lo Hansaviertel era in origine un quartiere ottocentesco, dal 1920 appartenente al distretto del Tiergarten.

Raso al suolo durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito in occasione dell'Internationale Bauausstellung ("Mostra internazionale dell'edilizia") del 1957, assumendo il ruolo di progetto-vetrina di Berlino Ovest, contrapposto alla Stalinallee (oggi Karl-Marx-Allee) di Berlino Est.

Il quartiere si compone di edifici di varia tipologia (case a torre, a stecca, a patio), disposti liberamente nel verde e al margine del parco del Tiergarten.

In posizione centrale si trovano la stazione della U-Bahn, una biblioteca, un teatro e spazi commerciali.

Il progetto degli edifici fu affidato a famosi architetti, fra i quali Alvar Aalto, Walter Gropius, Le Corbusier, Egon Eiermann, Sep Ruf e Oscar Niemeyer.

Dal 1995 l'intero quartiere è stato posto sotto tutela monumentale (Denkmalschutz).

Dal 2001 lo Hansaviertel è diventato ufficialmente un quartiere (Ortsteil) indipendente, all'interno del nuovo distretto di Mitte.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca della sua realizzazione lo Hansaviertel è stato oggetto di critiche da parte della cultura architettonica. In particolare, il piano urbanistico, composto di edifici di tipologie diverse (torri, stecche, ville a patio), è stato letto come puramente dimostrativo ed accademico, e privo di coerenza. Carlo Aymonino scrisse nel 1964: "l'Hansaviertel è lo squallido cimitero dei migliori nomi dell'architettura moderna, ignari dei drammi e delle occasioni che una metropoli moderna può oggi offrire all'espressione architettonica."[1]

Anche la scelta di realizzare edifici isolati immersi nel verde presenta alcuni difetti: il carattere del quartiere, pur situato in zona centrale, appare quasi suburbano; il solo verde pubblico non è sufficiente a creare spazi pubblici soddisfacenti; infine, le strade si riducono alla funzione veicolare, perdendo ogni funzione sociale o commerciale.

D'altra parte, il carattere sperimentale del quartiere fu esplicitamente dichiarato, e costituì una delle prime tappe della ricostruzione di Berlino. Fu pertanto molto apprezzato dalla cittadinanza, come primo quartiere esclusivamente moderno della città.

Comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Strade principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Altonaer Straße
  • Bachstraße
  • Lessingstraße

Stazioni della U-Bahn[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni della S-Bahn[modifica | modifica wikitesto]

  • Bellevue (linee S5, S7 e S75)
  • Tiergarten (linee S5, S7 e S75)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Casabella 288 (giugno 1964), pag. 54

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Testi di approfondimento[modifica | modifica wikitesto]

  • Tjark Hausmann, Architettura moderna a Berlino, in Le Vie del Mondo, anno XIX, nº 8, Milano, Touring Club Italiano, agosto 1957, pp. 801-812.
  • Edifici dell'Interbau a Berlino, in L'architettura. Cronache e storia, anno III, nº 25, novembre 1957, pp. 470-476, ISSN 0003-8830 (WC · ACNP).
  • Gabriele Scimeni, La ricostruzione di Berlino e il Quartiere Hansa, in Casabella - Continuità, nº 218, Milano, Editoriale Domus, 1958, pp. 22-32, ISSN 0008-7181 (WC · ACNP).
  • Giulia Veronesi, La Torre di Berlino e l'opera dell'architetto Luciano Baldessari, in L'architettura. Cronache e storia, anno VI, nº 58, agosto 1960, pp. 232-235, ISSN 0003-8830 (WC · ACNP).
  • Grattacielo all'Hansaviertel di Berlino, 1956-58, in L'architettura. Cronache e storia, anno VI, nº 58, agosto 1960, pp. 236-241, ISSN 0003-8830 (WC · ACNP).
  • Alois Kramer, L'Hansa-Viertel gioiello di Berlino Ovest, in Le Vie del Mondo, anno XXVI, nº 3, Milano, Touring Club Italiano, marzo 1964, pp. 262-275.
  • Christian Borngräber, Un futuro per quale passato? La Stalinallee e l'Hansaviertel, in Casabella, 474-475, novembre-dicembre 1981, pp. 33-42, ISSN 0008-7181 (WC · ACNP).
  • (DE) K. Mahler, Internationale Bauausstellung 1956, in Bauwelt, nº 35, 1953, pp. 681 ss, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Bauwelt, nº 3, 1954, pp. 45 ss, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Bauwelt, nº 4, 1954, p. 235, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Bauwelt, nº 24, 1957, p. 591, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Bauwelt, nº 37, 1957, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Bauwelt, nº 1, 1962, p. 14, ISSN 0005-6855 (WC · ACNP).
  • (DE) Harald Bodenschatz, Das neue Hansaviertel. Die Antwort der Interbau 1957 auf die Mietskasernenstadt, in Arch+, nº 82, 1985, pp. 70 ss.
  • (DE) Senator für Bau- und Wohnungswesen (a cura di), Hansa-Viertel Berlin, Stoccarda, 1987.
  • (DE) Gabi Dolff-Bonekämper e Franziska Schmidt, Das Hansaviertel. Internationale Nachkriegsmoderne in Berlin, Berlino, Verlag Bauwesen, 1999, ISBN 3-345-00639-1.
  • (DE) Berliner Wohnquartiere. Ein Führer durch 70 Siedlungen, 3a ed., Berlino, Dietrich Reimer Verlag, 2003, pp. 170-173, ISBN 3-496-01260-9.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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