Hallig

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Coordinate: 54°34′N 8°39′E / 54.566667°N 8.65°E54.566667; 8.65
Isole Frisone Settentrionali con halligen (in verde chiaro), isole (verde scuro), sabbia (giallo)

Il termine Hallig[1] (plurale: Halligen) indica un tipo di piccola isola alluvionale, piatta, non protetta da dighe, nelle Isole Frisone Settentrionali, arcipelago che si trova nel Mare del Nord, a ridosso della costa occidentale dello Schleswig-Holstein, nel circondario della Frisia Settentrionale.

La caratteristica di una Hallig è che durante l'alta marea viene sommersa quasi completamente, ad eccezione delle collinette artificiali, dette "Warften", su cui si trovano le abitazioni, le inondazioni si chiamano localmente Landunter (letteralmente "terra di sotto") e hanno luogo svariate volte all'anno[2], nei mesi di marzo e novembre possono accadere fino a 20 volte[3].

In totale le Halligen sono dieci: Langeneß, Hooge, Gröde, Nordstrandischmoor, Oland, Süderoog, Südfall, Hamburger Hallig, Norderoog e Habel (in verde chiaro sulla mappa).

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del termine non è certa ma probabilmente è riconducibile al termine inglese antico hahl che significava "terra sollevata circondata da paludi"[4]

Un'altra ipotesi fa derivare il nome dalla parola celtica hal, che significa "sale"[5].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Le Halligen si trovano all'interno del Parco nazionale del Wattenmeer dello Schleswig-Holstein. Le Halligen più grandi, ove esiste un'attività agricola (in particolare Nordstrandischmoor, Gröde, Oland, Langeneß e Hooge), sono circondate da un'area protetta ma non costituiscono parte integrante di essa. Le Halligen più piccole (Habel, Südfall, Süderoog, Norderoog e Hamburger Hallig) sono parte integrante del Parco Nazionale[6].

Dal 1990 l'area che comprende le Halligen è stata dichiarata dall'UNESCO Riserva della biosfera col nome di Biosphärenreservat Schleswig-Holsteinisches Wattenmeer[7]. Le Halligen sono inoltre comprese nell'area del Mare dei Wadden, dichiarato Patrimonio dell'umanità nel 2009[8].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le Halligen sono costituite da terreni paludosi e spesso solo da un sottile strato appoggiato sopra le antiche torbiere formatesi all'interno dei cordoni litorali che hanno chiuso quasi completamente la depressione al Mare del Nord. Si è venuta così a formare una zona di pianura scarsamente drenata con boschi paludosi, intervallati da corsi d'acqua.

Con l'innalzamento del livello dell'acqua del Mare del Nord dovuto prima al periodo caldo romano e poi al periodo caldo medievale, l'acqua di mare penetrò sempre più spesso attraverso le fessure cordoni litorali formando delle aree alluvionali costituite da depositi di sedimenti marini. Le paludi si riempirono di acqua salata, il terreno affondò e con le continue inondazioni aumentò il deposito di sedimento. La forma di questi depositi alluvionali mutava continuamente a causa dell'erosione.

L'assenza di protezioni della costa e le frequenti inondazioni che ne sono derivate hanno fatto sì che la linea costiera subisse costanti e importanti cambiamenti, la formazione delle Halligen ancora esistenti risale probabilmente ad un periodo intermedio fra la prima (1219) e la seconda (1362) inondazione di San Marcello[2].

Alcune Halligen sono esistite per brevissimi periodi e sparite in seguito all'erosione delle maree, in altre i sedimenti si sono accumulati determinando l'aumento delle dimensioni e persino l'unione come nel caso di Nordmarsch e Langeneß che hanno costituito l'attuale Halligen di Langeneß. L'evoluzione è difficile da ricostruire, poiché esistono solo poche mappe dell'epoca precedente al 1700. Nel Medioevo esisteva un numero maggiore di Halligen rispetto al XXI secolo.

Un Warft sull'hallig Hooge

Caratteristiche e vita quotidiana[modifica | modifica wikitesto]

Le case e gli edifici agricoli vengono costruiti su piccole colline artificiali alte circa un metro (Warften in tedesco) per proteggerle dalle maree.

Il terreno delle Halligen non è in grado di accumulare acqua, per l'approvvigionamento idrico gli abitanti erano legati al recupero dell'acqua piovana dai tetti in cisterne interrate per l'uso domestico e in pozze al centro delle Warften per l'uso animale, questo sistema è rimasto in uso fino agli anni '70 del XX secolo[2]. Le continue inondazioni con acqua di mare rendono i terreni non coltivabili, storicamente la sussistenza degli abitanti era legata all'allevamento di bovini e ovini e all'estrazione del sale dalle torbiere delle isole.

Alcune Halligen sono collegate alla terraferma da dighe.

Poche persone vivono sulle Halligen. Le attività economiche sono legate prevalentemente al turismo, alla difesa delle coste, all'agricoltura e all'allevamento di bestiame nelle fertili[senza fonte] praterie salate, che sono spesso inondate dalle maree.

In Danimarca l'isola disabitata di Langli, anche se si trova a una grande distanza dalle altre dieci, è considerata una Hallig mentre l'isola di Mandø, nelle Isole Frisone Settentrionali, dal 1937 è protetta da una diga e quindi non più soggetta ad inondazioni.

Schema delle isole e della loro popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Nr. Hallig Numero dei Warften[9] Numero degli abitanti[9] Superficie
(in km²)
Municipio
1 Langeneß 18 113 9,56 Langeneß
2 Hooge 11 108 5,74 Hooge
3 Gröde 2 8 2,52 Gröde
4 Nordstrandischmoor 4 18 1,75 Nordstrand
5 Oland 1 21 0,96 Langeneß
6 Süderoog 1 2 0,60 Pellworm
7 Südfall 1 0,50 Pellworm
8 Hamburger Hallig 2 1,10 Reußenköge
9 Norderoog 1* 0,09 Hooge
10 Habel 1 0,07 Gröde
  Totale: 42 270 22,89  
Le isole Pellworm e Nordstrand si trovano nella stessa zona ma non sono considerate Halligen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In lingua tedesca è sostantivo femminile Hallig, su duden.de. URL consultato il 9 dicembre 2020.
  2. ^ a b c (DE) Entwicklung der Halligen im nordfriesischen Wattenmeer und dortige Lebensbedingungen, su uni-kiel.de. URL consultato il 10 dicembre 2020 (archiviato dall'url originale l'8 giugno 2011).
  3. ^ (DE) Landunter, su halligen.de. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  4. ^ Patrick Stiles, OE halh "slightly raised ground isolated by marsh" (1997), in Names, Places and People. An onomastic miscellany in memory of John McNeal Dodgson, Stamford, Alexander R. Rumble en Anthony D. Mills, 1997, pp. 330–344.
  5. ^ (DE) David Stifter, Hallstatt – In eisenzeitlicher Tradition? (PDF), su landesmuseum.at. URL consultato il 9 dicembre 2020.
  6. ^ (DE) Biosphärenreservat Halligen, su nationalpark-wattenmeer.de. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  7. ^ (EN) Wadden Sea and Hallig Islands of Schleswig-Holstein Biosphere Reserve, Germany, su en.unesco.org. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  8. ^ (EN) Wadden Sea, su whc.unesco.org. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  9. ^ a b (DE) Geschichte, su halligen.de. URL consultato il 10 dicembre 2020.

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