Hafiz-i Abru
Hafiz-i Abru (in persiano حافظ ابرو; ... – 1430) è stato un geografo e storico persiano attivo presso la corte di Shah Rukh, sovrano timuride di Herat.
Le sue opere sono le più antiche ancora sopravvissute di uno storico della Persia orientale. Su questi lavori si basarono molte compilazioni degli storici timuridi a lui successivi,[1] tra cui Abd al-Razzaq Samarqandi, Mirkhond e Khvandamir.[2]
Biografia
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Il suo nome completo era S̲h̲ihāb al-Dīn ʿAbd Allāh ibn Luṭf Allāh ibn ʿAbd al-Ras̲h̲īd al-Ḵh̲wāfi, e non Nūr al-Dīn Luṭf Allāh ibn ʿAbd Allāh al-Harawī come riportato nei cataloghi europei in seguito a un'errata affermazione di Abd al-Razzaq Samarqandi.[3] Il titolo onorifico Hafiz-i Abru significa "eccellente memorizzatore del Corano".[2]
Originario del Grande Khorasan, Hafiz-i Abru studiò ad Hamadan ed entrò alla corte di Tamerlano negli ultimi decenni del XIV secolo. Divenne un famoso giocatore di scacchi e si ingraziò la fiducia dapprima di Tamerlano, poi quella di suo figlio Shah Rukh. Visse alla corte dei timuridi per tutta la vita e venne sepolto a Zanjan[1] accanto alla tomba del mistico sufi Abū al-Faraj Zanjānī.[2]
I suoi viaggi per l'intero mondo islamico orientale, compiuti soprattutto al fianco di Tamerlano, gli permisero di redigere la sua opera storico-geografica Tāriḵ-e Ḥāfeẓ-e Abru.[1] A corte mantenne i contatti con intellettuali del calibro di Sharaf al-Din Ali Yazdi (autore di una biografia di Tamerlano, Zafar Nama), Shah Nimatullah Wali, Khwaja Abu Nasr Parsa, Amir Shahi Sabzavari e Qasim-i Anvar.[2]
Le opere
[modifica | modifica wikitesto]L'orientalista Felix Tauer catalogò le opere di Hafiz-i Abru secondo la cronologia seguente:[1]
- Ḏayl-e Jāmeʿ al-tawāriḵ, una prosecuzione della storia universale (Jami' al-tawarikh) di Rashid al-Din Hamadani che va dal 1304 al 1335. Commissionata da Shah Rukh, l'opera attinge notizie dallo Zafarnamah di Hamdallah Mustawfi e dal Tāriḵ-nāma-ye Herāt di Sayf ibn Moḥammad Haravi, ma contiene anche informazioni sino ad allora inedite. Il libro costituì la base della Histoire des Mongols di Abraham Constantin Mouradgea d'Ohsson.[1]
- Ḏayl-e Ẓafar-nāma-ye Šāmi, una prosecuzione della biografia di Tamerlano di Nizam al-Din Shami voluta da Shah Rukh.[1]
- Tāriḵ-e Šāhroḵ, una cronistoria del regno di Shah Rukh che arriva sino agli anni 1413-14. Venne inclusa in due opere successive dell'autore, il Majmuʿa e lo Zobdat al-tawāriḵ-e Bāysonḡori.[1]
- Tāriḵ-e Ḥāfeẓ-e Abru, opera storico-geografica universale commissionata da Shah Rukh nel 1414. Originariamente intesa come una traduzione di un testo in lingua araba, l'opera presenta una mappa del mondo, conservata in un manoscritto della British Library, che rappresenta la scuola di cartografia di Balkh e possiede uno dei primi esempi esistenti di una griglia longitudine-latitudine di quadrati di cinque gradi. Vi si trovano lunghe digressioni sulla storia di regioni della Persia come il Fars, Kerman e il Khorasan, il ché la rende un'importante fonte di informazioni storiche e geografiche.[1]
- Majmuʿa-ye Ḥāfeẓ-e Abru, una storia universale commissionata da Shah Rukh nel 1417-18 contenente la traduzione di Bal'ami del Taʾriḵ di Ṭabarī, con una continuazione di Hafiz-i Abru che arriva sino al 1258, e il Jāmeʿ al-tawāriḵ di Rašid-al-Din e la sua continuazione, sempre di Hafiz-i Abru, sino al 1393.[1]
- Majmaʿ al-tawāriḵ, una storia universale che arriva fino al 1426 scritta per Baysonqor, figlio di Shah Rukh. Le prime tre sezioni riguardano i profeti preislamici, Maometto e il califfato, e le dinastie contemporanee agli Abbasidi e ai Mongoli fino alla morte di Abu Sa'id. La quarta parte, intitolata Zobdat al-tawāriḵ-e Bāysonḡori, è la fonte storica più preziosa in quanto è una continuazione della storia di Tamarlano sotto forma di una versione principalmente rivista, ampliata e cronologicamente ordinata dello Ẓa-far-nāma di Nizam al-Din Shami. [1]
Per quanto la comunità accademica non sia concorde all'unanimità, ad Hafiz-i Abru viene attribuita la prefazione dello Shahnameh di Baysunghur. D'altro canto, è indubbio che scrisse anche alcune poesie, per la maggior parte prosaiche, che talvolta inseriva nelle sue opere storiografiche.[2]
Lo stile
[modifica | modifica wikitesto]A differenza di molti storici persiani classici, Hafiz-i Abru diede importanza alla filosofia della storia e allo scopo della scrittura storica. L'introduzione del Majmaʿ al-tawārīkh presenta un'esposizione dettagliata della disciplina storica e dei vari modi in cui è stata intesa, nonché dei metodi impiegati dai diversi popoli per misurare lo scorrere del tempo e delle origini del calendario lunare islamico istituito al tempo del califfo ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb.[2]
Da vero cronista, Hafiz-i Abru raccontava gli eventi in sequenza cronologica senza abbellirli più di tanto. Le sue opere si avvalgono anche di prove documentali raccolte durante la sua esperienza a corte. La sua prosa è concisa e priva di ostentazioni e il linguaggio è semplice ma chiaro, a differenza dei modi elaborati che impiegavano altri storici nel raccontare gli eventi.[2]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Maria Eva Subtelny e Charles Melville, ḤĀFEẒ-E ABRU, su Encyclopaedia Iranica, 5 giugno 2013. URL consultato il 29 settembre 2015.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Ali Al-i Davud, Ḥāfiẓ-i Abrū, su Encyclopaedia Islamica Online. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ (EN) W. Barthold, Ḥāfiẓ-i Abrū, su Encyclopaedia of Islam First Edition Online. URL consultato il 30 settembre 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Ḥāfiẓ-i Abrū, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Hafiz-i Abru, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
- (EN) Hafiz-i Abru, su Goodreads.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 22865925 · ISNI (EN) 0000 0000 8102 1946 · BAV 495/12716 · CERL cnp00585439 · LCCN (EN) n84006395 · GND (DE) 115195440 · BNF (FR) cb13529468r (data) · J9U (EN, HE) 987007276351605171 |
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