Hélène Cattet e Bruno Forzani

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Hélène Cattet (Parigi, 1976) e Bruno Forzani (Menton, 1976), sono una coppia di registi e sceneggiatori francesi, residenti però a Bruxelles. Forzani è anche, dal 2004, organizzatore e presentatore delle sessioni francesi del Cinéma Bis al Cinematek.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hélène Cattet e Bruno Forzani si incontrarono per la prima volta a Bruxelles nel 1997. Dopo diversi cortometraggi, realizzarono nel 2009 il film Amer, un postmoderno omaggio al genere giallo all'italiano. Sebbene accolto in maniera contrastante dalla critica, divenne in breve tempo un cult. Ad esso seguì, nel 2013, Lacrime di sangue (L'étrange couleur des larmes de ton corps), in cui proseguirono questa decostruzione del genere cinematografico.

Nel 2014, i due ricevettero circa 500,000 euro[1] come aiuto di produzione nel Communauté française Fédération Wallonie-Bruxelles per il progetto Che i cadaveri si abbronzino (Laissez bronzer les cadavres), un film noir adattato dal racconto di Jean-Patrick Manchette.[2] Il film uscì nelle sale nel 2017 e fu ben accolto dalla critica, ottenendo diversi riconoscimenti, tra cui una candidatura per la miglior regia ai premi Magritte 2019 per Cattet e Forzani.[3]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Catharsis (2001)
  • Chambre jaune (2002)
  • La Fin de notre amour (2003)
  • L'Étrange Portrait de la dame en jaune (2004)
  • Santos Palace (2006)
  • The ABCs of Death - segmento O is for Orgasm (2012)

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Commission de Sélection des Films – 2ème session 2014, su Service général de l’Audiovisuel et des Médias – Fédération Wallonie-Bruxelles. URL consultato il 12 novembre 2020.
  2. ^ Détail - Portail de la culture en Fédération Wallonie-Bruxelles, su Culture.be. URL consultato il 12 novembre 2020.
  3. ^ (EN) Scott Roxborough, 'Girl,' 'Above the Law' Lead Belgium Film Award Nominations, in The Hollywood Reporter, 14 gennaio 2019. URL consultato il 12 novembre 2020.