Gulshan Kumar

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Gulshan Kumar Dua (Nuova Delhi, 5 maggio 1956Mumbai, 12 agosto 1997) è stato un produttore cinematografico indiano ed il fondatore della casa discografica T-Series.

Durante la sua vita produsse quindici lungometraggi di Bollywood.[1]

Nel 1997 fu assassinato dall'organizzazione criminale di stampo mafioso D-Company. Dopo la sua morte, T-Series venne gestita da suo fratello Krishan Kumar e suo figlio Bhushan Kumar. Le sue figlie Tulsi Kumar e Khushali Kumar sono delle cantanti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Gulshan Kumar nacque in una famiglia punjabi indiana. Suo padre, Chandrabhan Kumar Dua, era un venditore di succhi di frutta che lavorava nelle strade del quartiere di Daryaganj, nel cuore di Delhi. Gulshan iniziò a lavorare col padre fin da giovane.[2]

L'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Kumar perse la vita il 12 agosto 1997, in una sparatoria fuori al Jeeteshwar Mahadev Mandir, un mandir dedicato a Shiva al quale si recava tutti i giorni.[3] Fu sparato sedici volte da un'organizzazione criminale chiamata D-Company.[4][5] Il compositore Nadeem Saifi del duo musicale Nadeem–Shravan fu accusato di aver commissionato l'omicidio a causa di una disputa personale e lasciò il paese.[6] Il 9 gennaio del 2001 Abdul Rauf Merchant (conosciuto come "Raja") confessò di essere stato il colpevole.[7] Il giudice Tahilyani condannò Rauf all'ergastolo, dichiarando di non poter applicare la pena di morte in quanto l'accusa non riuscì a dimostrare che Rauf fosse un sicario.[8] La polizia sostenne che Saifi pagò Abu Salem, un socio di Dawood Ibrahim per assassinare Kumar, ed il lavoro fu affidato proprio a Rauf.[9] Il corpo di Kumar fu cremato in uno shmashana a Delhi, secondo il volere della famiglia.[10]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gulshan Kumar, su bollywoodhungama.com. URL consultato l'8 aprile 2019.
  2. ^ (EN) Gulshan Kumar, su famouspunjabi.com, 18 maggio 2018. URL consultato l'8 aprile 2019.
  3. ^ (EN) Gulshan Kumar shot dead, scare in filmdom, in The Indian Express, 13 agosto 1997. URL consultato l'8 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2009).
  4. ^ (EN) Aryan Prakash, Gulshan Kumar murder mystery: Recalling the day when 16 bullets were pumped into him, in Inuth, 1º settembre 2017. URL consultato l'8 aprile 2019.
  5. ^ (EN) Ajith Pillai e Saira Menezes, The Mafia Calls The Shots, in Outlook India, 25 agosto 1997. URL consultato l'8 aprile 2019.
  6. ^ (EN) Bollywood exile Nadeem Saifi seeks government apology, in BBC News, 19 febbraio 2014. URL consultato l'8 aprile 2019.
  7. ^ (EN) Dawood aide 'confesses' to killing Gulshan Kumar, in The Hindu, 9 gennaio 2001. URL consultato l'8 aprile 2019.
  8. ^ (EN) Gulshan Kumar murder accused sent to jail to serve life term, in DNA India, 12 novembre 2016. URL consultato l'8 aprile 2019.
  9. ^ (EN) Tanaya Kate, Birthday Special: Remembering The legendary Music Mogul - Gulshan Kumar, su english.newstracklive.com, 5 maggio 2018. URL consultato l'8 aprile 2019.
  10. ^ (EN) Stunned silence at Super Cassettes' Delhi factory, in The Indian Express, 13 agosto 1997. URL consultato l'8 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 5 maggio 2009).
  11. ^ (EN) Mogul first look: Akshay Kumar to play Gulshan Kumar. Who was Gulshan Kumar?, in The Indian Express, 15 marzo 2017. URL consultato l'8 aprile 2019.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]