Guido Angeli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Guido Angeli (Pescia, 14 marzo 1931Firenze, 21 luglio 2008[1]) è stato un personaggio televisivo italiano, molto noto negli anni ottanta soprattutto per l'uso dell'espressione «Provare per credere!»[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò a lavorare nel 1983 su Rete A dell'editore Alberto Peruzzo presentando una rubrica dedicata all'oroscopo; nel 1985 presenta il contenitore del mattino Accendi un'amica. Sempre nello stesso anno diviene il testimonial ufficiale del mobilificio Aiazzone, fondato nel 1981 da Giorgio Aiazzone. La celebre frase con cui concludeva gli spot, Provare per credere, riprendendo un usurato modo di dire, diventa uno dei più noti e ripetuti slogan commerciali.

Nel 1986 Guido Angeli pubblico il 45 giri Provare per credere, mentre l'anno successivo fu protagonista del film Provare per credere accanto a Tinì Cansino e Pamela Prati. Angeli fu oggetto, per la sua notorietà, anche di una parodia fissa nel varietà comico Drive In. Negli anni ottanta Italia 1 dedicò un programma alle televisioni locali, il cui titolo fu Isole comprese, in omaggio al motto del mobilificio Aiazzone, reso celebre dagli spot di Guido Angeli.

Angeli condusse anche la trasmissione in memoria di Giorgio Aiazzone, scomparso nel 1986 in un incidente aereo nei cieli di Sartirana Lomellina: una veglia televisiva in due serate (la seconda delle quali condotta da Wanna Marchi) che costituisce pressoché un unicum nella storia televisiva italiana. Nella trasmissione Wanna Marchi e Guido Angeli si rivolgono direttamente dando del "tu" al defunto, esortandolo a dar loro la forza di continuare il loro lavoro. Il tutto mentre il cameraman inquadra la scrivania del defunto con un raggio di luce rivolto verso l'alto. L'episodio, per la sua particolarità, è stato oggetto del resoconto del critico televisivo Aldo Grasso, nel libro Il bel paese della tv.

Nel 1989 Angeli divenne testimonial dello spot del mobilificio Semeraro, già concorrente con la Aiazzone di Biella. Nel 1992 lasciò la rete di Peruzzo passando a Rete Mia di Giorgio Mendella, per condurre il contenitore del mattino Casa Mia. Dal 1994 al 1998 fu testimonial fisso del mobilificio Artigian Style. Nel 1999 ritornò a far parte della Aiazzone in qualità di guest-star. Nel 2002 passò su Tv Set, conducendo una trasmissione che si occupava di astronomia.

La "riscoperta"[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al 2000 fu protagonista degli spot di un altro mobilificio del Pisano nel quale usava lo slogan "Credetemi! Qui non c'è nulla da provare".

Dalla metà degli anni novanta, Guido Angeli è stato "riscoperto" come uno dei protagonisti della fase di esplosione delle reti televisive commerciali italiane, e invitato a partecipare ad alcune trasmissioni sulle reti nazionali (Quelli che... il calcio, Meteore, Sembra ieri, condotto da Iva Zanicchi, dove ha rivelato la propria vita privata) e Matrix, condotto da Enrico Mentana. In quest'ultima trasmissione, andata in onda il 3 novembre 2006, Angeli ha annunciato il suo ritiro dalla televisione.

Ritiratosi dalle scene nel 2006, è venuto a mancare nel 2008.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Guido Angeli era un appassionato tifoso dell'Inter. Lo riferì durante una puntata di Quelli che... il calcio.

Citazioni e omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Guido Angeli venne imitato della popolare attrice e presentatrice Loretta Goggi.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - Provare per credere/Provare per credere (versione strumentale), (7", Five Record, FM 13125)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aldo Grasso, Morto Guido Angeli, re delle televendite, in Corriere della Sera, 23 luglio 2008. URL consultato il 17 novembre 2017.
  2. ^ La stessa espressione fu pronunciata in una pubblicità televisiva degli anni ottanta che reclamizzava le caramelle Golia e per la precisione la variante Golia Bianca in cui una voce fuori campo diceva appunto «Provare per credere!».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dotto e Piccinini Il Mucchio Selvaggio Edizioni Mondadori, 2006, ISBN 88-04-53952-6
  • Joseph Baroni Dizionario della televisione Raffaello Cortina ISBN 88-7078-972-1
  • Aldo Grasso Storia della televisione italiana Garzanti Editore ISBN 88-11-73883-0
  • Aldo Grasso La Tv del sommerso Edizioni Mondadori Milano, 2006 ISBN 88-04-56194-7
  • Enrica Aiazzone - Roberto Cappio Giorgio Aiazzone l'uomo del fare. Lineadaria edizioni, 2007

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]