Guglielmo Stefani

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Guglielmo Stefani (Venezia, 5 luglio 1819Torino, 11 giugno 1861) è stato un giornalista italiano, fondatore dell'Agenzia Stefani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Domenico Stefani, funzionario della polizia austriaca, e di Teresa Fattori, rimane a Venezia fino ai 17 anni. Dopo gli studi liceali si trasferisce con la famiglia a Padova, dove frequenta l'università, indirizzo politico-legale.

Nel 1839, conclusi i quattro anni di corso, sposa la sedicenne Maria Rosa, bresciana ma di origini padovane, dalla quale avrà quattro figli: Domenico, Teresa, Girolamo e Matilde.

Quattro anni dopo, nel 1843, insieme all'amico Jacopo Crescini fonda il Giornale euganeo di scienze, lettere e varietà, noto più brevemente come l'Euganeo. Dal 4 gennaio del 1846 questa rivista sarà affiancata da un altro storico giornale, edito da Crescini e diretto da Stefani: il Caffè Pedrocchi.

Il 10 febbraio 1848 Stefani viene arrestato con l'accusa di aver preso parte agli scontri di Padova tra manifestanti italiani e polizia austriaca[1]. Il 17 marzo viene liberato in seguito all'insurrezione di Vienna e alla caduta del cancelliere Metternich. Partecipa quindi ai combattimenti in difesa della Repubblica di Venezia ma, dopo la vittoria degli austriaci, viene escluso dall'amnistia e mandato in esilio dal feldmaresciallo Radetzky.

Si rifugia a Torino e diventa direttore della «Gazzetta Piemontese», giornale ufficiale del Regno. Il 26 gennaio 1853, con l'appoggio di Camillo Benso, conte di Cavour fonda e dirige l'Agenzia Stefani-Telegrafia privata, prima agenzia di stampa italiana, quarta in Europa (dopo Havas, Wolff e Reuters), sesta nel mondo.

Nel 1857 lascia la direzione della «Gazzetta Piemontese» per dedicarsi totalmente alla direzione della Stefani, che guiderà fino alla morte, avvenuta l'11 giugno 1861 a causa di una malattia infettiva[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aurelio Magistà, L'italia in prima pagina. Storia di un paese nella storia dei suoi giornali, Milano, Bruno Mondadori, 2006, p.42.
  2. ^ Il certificato di morte riporta la seguente diagnosi: «febbre articolare con migliaria»

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