Guerriglia marketing

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Guerriglia marketing (dall'inglese/spagnolo Guerrilla Marketing) è una forma di pubblicità non convenzionale.

Il termine nasce nel 1984 dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson.[1]

Uno dei primi esempi di guerrilla marketing è stata la leggenda metropolitana messa in rete, e da lì lanciata dagli altri media, in cui si parlava di quattro cineasti scomparsi in una foresta del Maryland nel 1994, di cui sarebbero state ritrovate le riprese a distanza di anni; un sito web trattava del caso, e dopo poco uscì nei cinema il film The Blair Witch Project.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo libro, Levinson identifica alcuni principi che rappresentano le linee guida di questa tipologia di marketing:

  • Il guerriglia marketing è uno strumento adatto agli imprenditori che non dispongono di grandi budget (stanziamento pubblicitario limitato)
  • L'investimento nel guerriglia marketing si basa sul tempo, l'energia e l'immaginazione anziché sul denaro
  • Il metodo per misurare gli affari realizzati attraverso il guerriglia marketing è in termini di profitto anziché di vendite
  • Inoltre, il metro di giudizio è determinato dal numero di nuove relazioni instaurate ogni mese
  • È necessario creare uno standard di eccellenza realizzato attraverso focus specifici, anziché diversificare l'offerta con diversi prodotti e servizi
  • È necessario puntare a incrementare il numero di accordi commerciali con acquirenti esistenti, anziché concentrarsi sull'acquisizione di nuovi acquirenti
  • Dimenticare la competizione e concentrarsi sul modo di cooperare con altre tipologie di affari
  • Il guerriglia marketing deve essere sempre una combinazione di diversi metodi di marketing
  • Utilizzare le tecnologie esistenti come strumento per rafforzare il proprio marketing

Il guerriglia marketing in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, il guerrilla marketing è entrato nei primi anni del duemila, sospinto dalla ricerca di nuove applicazioni dei sistemi di media hoax già sperimentati, senza scopi commerciali o pubblicitari, da parte del nome collettivo Luther Blissett. Alcuni membri del Luther Blissett Project hanno dato vita a Roma a guerrigliamarketing.it, la prima organizzazione italiana che ha tentato, con successo, di applicare sistemi di marketing così audaci al business, come nel caso della bufala mediatica degli UFO[3] (o sette sataniche) nel parcheggio sterrato di Aquafan di Riccione da una idea del DG Claudio Villa e Andrea Pollarini, estate 2001, organizzata in collaborazione con il Comune.

Anche il mondo del non profit ha fatto uso della guerriglia mediatica. Un caso vistoso è rappresentato dall'iniziativa dell'associazione ambientalista Terra!, che ha collocato maschere antigas e cartelli stradali alle 150 statue storiche di Roma[4], per protestare contro le emissioni di CO2 e i gas serra (l'azione è stata poi replicata a Genova[5] e Padova[6]).

Due casi controversi sono la campagna di SKY[7] a supporto della serie Romanzo criminale - La serie e Street Museum a supporto del profilo tariffario TIM Tribù. Nel primo caso (ottobre 2008) sono stati posizionati di fronte al Palazzo della Civiltà Italiana di Roma dei busti similmarmo riproducenti quattro appartenenti alla Banda della Magliana. L'operazione ha suscitato l'intervento del sindaco Gianni Alemanno, che ha definito la posa dei busti «un'operazione di cattivo gusto»[8]. Nel caso di Tim Tribù Street Museum sono state incorniciate alcune opere di StreetArt per lanciare un contest.

Un esempio di Guerrilla Marketing è l'operazione "Angeli Precari"[9], con la quale Roma, nel dicembre 2008, è stata tappezzata di volantini riproducenti due misteriosi angeli, Angelo Precario ed Angela Precaria, i quali cercando disperatamente qualcuno da proteggere invitavano ad essere contattati su Facebook. Si trattava di un'azione di guerrilla ideata per promuovere il nuovo e-shop di un'azienda orafa. Sullo stesso stile la campagna pubblicitaria attribuita dai media ad un fantomatico "benefattore anonimo" che nell'autunno del 1993 ha tappezzato l'Italia di manifesti con foto di bambini recanti la scritta "Fozza Itaia", preludendo con ciò al nuovo partito Forza Italia che sarebbe comparso nei mesi successivi.

In un altro caso, per il lancio di una nuova marca di streetwear, la società ha sfruttato le telepromozioni di un operatore telefonico all'apertura di gare sportive per diffondere il marchio: gli attori sono vestiti con una polo e con accessori con visibile il logo della neonata casa di moda italiana. Questo tipo di operazioni di guerrilla prendono il nome di Ambush marketing.

Nel dicembre 2011 è stata fatta una campagna di guerriglia marketing utilizzando un fantomatico prodotto spray orale: Rednoze, proposto on line, per evitare il test dell'etilometro. Scopo dell'iniziativa è stato quello di sensibilizzare i consumatori di alcool sui pericoli dell'elusione e dei mancati controlli.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jay Conrad Levinson, Paul R. J. Hanley, Guerrilla marketing. Mente, persuasione, mercato, Castelvecchi Editore, 2007, ISBN 8876152067
  2. ^ [1] [2] [3]
  3. ^ bufala mediatica degli ufo
  4. ^ Corriere della Sera, Maschere antigas alle statue di Roma. Blitz ambientalista, sulle statue 150 mascherine antismog[collegamento interrotto]
  5. ^ Anche le statue di Genova insieme a Terra! per dire no all'inquinamento da emissioni di CO2 Archiviato il 17 gennaio 2012 in Internet Archive.
  6. ^ Anche le statue di Padova insieme a Terra! per dire No! all'inquinamento da CO2 Archiviato il 17 gennaio 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Campagna dei busti di Romanzo Criminale, su subvertising.it. URL consultato il 9 dicembre 2008 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2008).
  8. ^ Caos e proteste all'Eur per i mezzi busti di Romanzo Criminale, Il Tempo, 16 ottobre 2008 Archiviato il 28 ottobre 2008 in Internet Archive.
  9. ^ Viral marketing su Facebook: svelato il mistero degli Angeli Precari
  10. ^ Rednoze, una bufala a fin di bene! | Auto | BlogLive.it - Testata Giornalistica Registrata, su auto.bloglive.it. URL consultato il 28 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2012).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernard Cova, Alex Giordano, Mirko Pallera, Marketing non-convenzionale. Viral, guerrilla, tribal e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno, Ediz. Il Sole 24 Ore Libri, ottobre 2008 - ISBN 978-88-8363-981-4

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