Il ritorno dello Jedi

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Il ritorno dello Jedi
Return of the jedi logo.png
Logo originale
Titolo originale Return of the Jedi
(Star Wars: Episode VI - Return of the Jedi)
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1983
Durata 131 min
134 min (edizione speciale)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, avventura, azione, fantastico
Regia Richard Marquand
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura George Lucas, Lawrence Kasdan
Produttore Howard Kazanjian
Rick McCallum (Edizione Speciale)
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Fotografia Alec Mills, Alan Hume (non accreditato)
Montaggio George Lucas (non accreditato), Marcia Lucas, Duwayne Dunham, Sean Barton, T.M. Christopher (Edizione Speciale)
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche John Williams
Scenografia Norman Reynolds
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Scene aggiunte o ridoppiate - Edizione speciale 1997

Il ritorno dello Jedi (Return of the Jedi) è un film del 1983 diretto da Richard Marquand.

Si tratta del sesto film, in ordine cronologico (terzo in ordine di produzione), della saga fantascientifica di Guerre stellari, ideata e scritta da George Lucas.[1]

È il terzo e ultimo della Trilogia originale (episodi IV, V e VI), alla quale è seguita la Trilogia Prequel (episodi I, II e III) e la Trilogia Sequel (episodi VII, VIII e IX).

L'Impero Galattico, sotto la direzione dello spietato Imperatore Palpatine, sta costruendo una seconda Morte Nera per schiacciare l'Alleanza Ribelle una volta per tutte. Dal momento che l'Imperatore ha intenzione di supervisionare personalmente le fasi finali della sua costruzione, i ribelli lanciano un attacco su larga scala alla Morte Nera, al fine di evitare il suo completamento e uccidere l'Imperatore, portando efficacemente fine all'Impero. Nel frattempo, Luke Skywalker, divenuto ormai un Jedi, cerca di riportare suo padre Dart Fener dal Lato Chiaro della Forza.

Il film è uscito nelle sale il 25 maggio 1983, a sei anni dal giorno dell'uscita del primo film, ricevendo recensioni per lo più positive. La pellicola ha incassato tra i 475 [2][3] e i 572.000.000 milioni di dollari in tutto il mondo.[4]

Nota: il film è stato intitolato Star Wars VI - Return of the Jedi già nel 1983, ma venne presentato semplicemente come Return of the Jedi (anche se i poster mostravano il logo Star Wars - Return of the Jedi). La stessa cosa avvenne per la distribuzione italiana; inoltre la traduzione italiana corretta sarebbe Il ritorno del Jedi, poiché il termine Jedi richiede l'articolo il.[5] Ecco l'elenco di titoli con cui il film è conosciuto in Italia:

  • Guerre stellari: Il ritorno dello Jedi: presente come logo del film nei poster pubblicitari (tranne che in quelli della riedizione del 1997).
  • Guerre stellari: VI Episodio - Il ritorno dello Jedi: presente solo nei titoli d'apertura (e non nei poster pubblicitari) della riedizione del 1997.
  • Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi: titolo definitivo scelto da George Lucas, presente nei titoli d'apertura delle riedizioni in DVD del 2004.
  • Star Wars VI: Il ritorno dello Jedi: variante presente nelle copertine delle riedizioni in DVD e Blu-ray disc.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Circa sei mesi dopo la cattura del leader dell'Alleanza Ribelle Ian Solo, la principessa Leila Organa, Luke Skywalker, che ha ormai quasi concluso il suo apprendistato come Cavaliere Jedi, Chewbecca, Lando Calrissian, C1-P8 e D-3BO si recano sul pianeta Tatooine per salvare Ian, tenuto prigioniero in una lastra di carbonite dal potente e malvagio criminale Jabba the Hutt nel suo palazzo.

I primi a entrare nell'edificio sono R2-D2 e C-3PO, che informano Jabba che Luke ha intenzione di venire per contrattare il rilascio di Ian (che Jabba però non intende affatto concedere), e vengono dati in regalo al gangster da Luke, quale "segno di buona volontà". Poco dopo Leila, fingendosi un cacciatore di taglie di nome Boushh, si reca nel palazzo con la scusa di consegnare Chewbecca a Jabba. Durante la notte, sgancia dalla parete della sala del trono del malvivente il blocco di carbonite e libera il suo amato Ian. Jabba sorprende Leila, fa imprigionare Ian insieme a Chewbecca e aggiunge Leila al suo harem di schiave.

Il giorno seguente Luke viene a parlamentare con Jabba, che però tenta di darlo in pasto al terrificante Rancor che abita nelle grotte sotto al palazzo. Luke riesce a uccidere il mostro e Jabba, infuriato, fa allora portare nel deserto i prigionieri per farli divorare dal Sarlacc, una creatura delle sabbie che si dice impieghi migliaia di anni per digerire le sue vittime. Luke tuttavia, avendo previsto questa possibilità, ha approntato un piano d'emergenza; C1 infatti custodisce dentro di sé la nuova spada laser dell'aspirante Jedi, mentre il loro amico Lando Calrissian si è infiltrato tra gli scagnozzi di Jabba. Quando sta per essere gettato nel pozzo del Sarlacc, Luke si libera prendendo al volo la spada e insieme a Lando libera Ian e Chewbecca sconfigge gli uomini dell'Hutt. Mentre Luke sale sul galeone a vela di Jabba per salvare Leila, il cacciatore di taglie Boba Fett tenta di fermare i prigionieri, ma Ian, con un colpo casuale (è infatti ancora cieco per via del congelamento nella grafite), colpisce il suo jetpack, facendolo precipitare nelle fauci del Sarlacc. Approfittando della confusione, Leila usa la catena con cui Jabba la lega a sé per strangolarlo a morte, per poi fuggire insieme ai suoi amici prima che il galeone salti in aria.

Mentre i suoi compagni partono alla volta della base delle truppe ribelli, Luke si reca sul pianeta Dagobah per concludere i suoi studi sotto la guida del Maestro Jedi Yoda. Questi però è giunto quasi alla fine della sua esistenza (ha la veneranda età di 900 anni) e poco dopo aver informato Luke di avergli trasmesso tutte le fondamentali conoscenze Jedi, muore. Un Luke addolorato e scoraggiato incontra subito dopo lo spirito del suo primo maestro Obi-Wan Kenobi, il quale gli rivela il segreto sulla famiglia Skywalker cui Yoda accennava: egli non è il solo figlio dello Jedi rinnegato Anakin Skywalker, ovvero il Signore Oscuro dei Sith Dart Fener, ma ha una sorella gemella, che altri non è che Leila. Obi-Wan lo informa anche che non potrà sfuggire a un nuovo duello col padre e che deve fare attenzione ai suoi sentimenti verso Leila, nobili ma anche sfruttabili dall'Imperatore.

Lasciato Dagobah, Luke partecipa insieme ai suoi compagni a una riunione dell'Alleanza Ribelle, durante la quale la senatrice Mon Mothma e l'ammiraglio Ackbar rivelano di avere scoperto che l'Impero ha iniziato la costruzione di una seconda Morte Nera, ancora più potente della prima che, se completata, assicurerebbe all'esercito imperiale la vittoria sulla Ribellione. Perché la flotta ribelle possa distruggere la stazione occorre però disattivarne lo scudo spaziale di protezione, la cui fonte d'energia si trova sulla luna boscosa di Endor (nel film indicato spesso come "pianeta rifugio").

L'attacco al generatore di energia dello scudo viene condotto da un commando guidato da Ian e comprendente anche Luke e Leila. Appena giunti sulla luna boscosa, che si rivelerà abitata dai pacifici Ewoks, i soldati ribelli si scontrano con alcune truppe imperiali, che Luke e Leila inseguono a bordo di alcuni speeder rubati. Durante lo scontro Leila cade dal veicolo e viene catturata da un guerriero Ewok, che insieme ad alcuni suoi compagni intercetta l'intero commando. Gli Ewoks tuttavia scambiano C-3PO per una loro divinità e ben presto accettano di collaborare con l'Alleanza Ribelle. Quella sera stessa Luke rivela a Leila di essere suo fratello e che entrambi sono figli di Dart Fener.

L'Imperatore osserva il duello tra Luke e Fener

Il giorno seguente Luke si consegna a Fener, che lo conduce a bordo della Morte Nera, per consentire all'Imperatore, suo spietato maestro, di convertire il ragazzo al Lato Oscuro della Forza. Mentre la flotta ribelle guidata dall'ammiraglio Ackbar e da Lando (per l'occasione alla guida del Millennium Falcon, sua ex nave) attacca la Morte Nera e i soldati di Solo assaltano il generatore energetico, l'Imperatore tenta di evocare in Luke rabbia sufficiente da portarlo nel Lato Oscuro, rivelandogli che in realtà le armi della Morte Nera siano già operative e che il generatore è protetto da una grossa squadra di truppe scelte. È stato infatti lo stesso Imperatore a permettere che la Ribellione scoprisse le informazioni sulla nuova Morte Nera, in modo che l'attacco dei ribelli si trasformasse in una trappola letale per questi ultimi. La battaglia difatti inizia molto presto a volgere al peggio per l'Alleanza, duramente attaccata nello spazio e in inferiorità numerica sulla luna boscosa. L'Imperatore riesce a indurre Luke ad assalirlo con la spada laser, facendogli ingaggiare un duello mortale con Fener. Luke tiene testa al padre, riuscendo a scalciarlo dalla scalinata del trono dell'Imperatore. Luke dice di non voler combattere ma Fener lo attacca comunque. Il ragazzo salta su una passerella dicendo di avvertire il bene che è in suo padre ma Fener dice di non sottovalutare il potere del lato oscuro della forza e lancia la spada, dividendo in due la passerella. Luke si nasconde sotto la piattaforma del trono. Fener, mentre è in cerca di Luke, legge nella mente del figlio e, dopo avere scoperto che Leila è sua figlia, medita di convertirla al Lato Oscuro, qualora Luke non decidesse di unirsi ai Sith. Furioso, Luke aggredisce il padre, costringendolo a indietreggiare fino alla passerella che porta all'ascensore. I colpi di spada di Luke mettono in difficoltà Fener, che infine si accascia sul corrimano della passerella. Luke alla fine ha la meglio e riesce a mozzargli la mano destra. Prima di dargli il colpo di grazia riprende il controllo di sé e smette di combattere, proprio mentre i soldati ribelli, aiutati dagli Ewoks, distruggono il generatore lasciando la Morte Nera parzialmente indifesa.

Luke dichiara di non voler cedere alle lusinghe del Lato Oscuro, frustrando i piani dell'Imperatore che decide quindi di ucciderlo colpendolo con dei Fulmini di Forza. L'agonia di Luke, però, non lascia indifferente Dart Fener che con un ultimo sforzo riesce a salvare Luke e a gettare l'Imperatore nel pozzo del reattore. Anakin Skywalker, ormai ritornato al Lato Chiaro, è stato mortalmente ferito, avendo subìto le scariche destinate al figlio, che hanno danneggiato il supporto vitale inserito nella sua armatura. Luke vuole fuggire col padre, ma Fener/Anakin Skywalker, ormai allo stremo e impossibilitato a muoversi, chiede al figlio di togliergli la maschera per poterlo vedere solo una volta con i suoi veri occhi, morendo poco dopo tra le sue braccia, mentre la stazione orbitante è sotto l'attacco di Lando e del capitano Wedge Antilles. Lando e Antilles riescono nel loro intento, distruggendo il reattore principale della stazione e riuscendo a fuggire in tempo dalla struttura. La seconda Morte Nera esplode nel cielo illuminandolo per qualche minuto. Anche Luke, fuggito con un'astronave imperiale pochi attimi prima dell'esplosione, si ricongiunge con i suoi compagni, poco dopo che Leila ha rivelato a Ian di essere la sorella dello Jedi.

Mentre le truppe ribelli festeggiano la loro definitiva vittoria sull'Impero a Endor come nel resto della Galassia, Luke crema il corpo di Anakin, che si trasforma in un Fantasma di Forza e si riunisce con gli spiriti di Obi-Wan Kenobi e di Yoda nella scena finale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Redwood National Park, location utilizzata per le scene ambientate sulla luna boscosa di Endor ne Il ritorno dello Jedi.

Il budget del terzo film è stato il più elevato della trilogia originale di circa 32,5 milioni di dollari.

All'inizio il film doveva intitolarsi Revenge of the Jedi (La vendetta dello Jedi) e già alcuni teaser trailer e teaser poster erano stati distribuiti con questo titolo. Poche settimane prima dell'uscita, Lucas cambiò il titolo sostenendo che la parola "Vendetta" era inappropriata, poiché un Jedi non si vendica mai. Il termine venne poi riutilizzato per il titolo dell'Episodio III.

Come fatto in occasione del precedente film, Lucas finanziò personalmente Il ritorno dello Jedi.[6] Inizialmente Lucas contattò David Lynch con in mente l'idea di affidargli la regia del film, ma Lynch declinò l'offerta per dirigere Dune.[7] La regia venne offerta anche a David Cronenberg, ma il regista era già impegnato nelle riprese dei suoi Videodrome e La zona morta.[8] Alla fine Lucas scelse Richard Marquand. Lucas avrebbe diretto personalmente alcune scene della seconda unità di regia in modo da rispettare la tabella di marcia e non sforare troppo con il budget.[9] Inoltre, Lucas stesso ammise di essersi recato frequentemente sul set principale in modo da assistere Marquand il quale aveva poca dimestichezza con gli effetti speciali.[6] Lucas lodò Marquand, che morì dopo soli quattro anni dall'uscita del film, definendolo "una persona molto gentile che lavorava bene con gli attori".[10] Marquand scherzò sul fatto di avere quasi sempre Lucas sul set, dicendo: «È quasi come cercare di dirigere Re Lear – con Shakespeare nella stanza a fianco!»[11]

La sceneggiatura fu scritta da Lawrence Kasdan e Lucas (con contributi non accreditati da parte di David Peoples e Marquand), basandosi sul canovaccio di base sviluppato da Lucas. Kasdan afferma di essere stato lui a dire a Lucas che Il ritorno dello Jedi era un "titolo debole", e quindi a fargli prendere in considerazione l'idea (poi comunque scartata all'ultimo) di chiamarlo La vendetta dello Jedi.[6] La sceneggiatura non venne terminata fin quasi all'inizio delle riprese, cosa inusuale per un kolossal del genere. Materia di dibattito era il fatto di far tornare o meno il personaggio interpretato da Harrison Ford, in quanto non c'era la certezza che l'attore avrebbe firmato il contratto per un terzo film della saga di Star Wars. A differenza degli altri protagonisti dei primi due capitoli, Ford era diventato una stella di prima grandezza grazie al successo di pellicole come I predatori dell'arca perduta e Blade Runner. L'attore suggerì di far morire il personaggio di Ian Solo all'inizio del film, ma Lucas si dichiarò fermamente contrario all'idea.[6]

Yoda non doveva apparire nella prima stesura del copione del film, ma Marquand credeva fosse molto importante che Luke tornasse a Dagobah per risolvere le domande lasciate in sospeso nel precedente film. Ciò portò Lucas ad inserire la scena nella quale Yoda conferma a Luke che Dart Fener è suo padre.[10] Molte idee della sceneggiatura originale furono lasciate fuori dalla stesura definitiva. Per esempio, gli Ewok sarebbero dovuti essere dei Wookiee,[12] Lando Calrissian doveva rimanere ucciso sul Millennium Falcon durante l'attacco alla seconda Morte Nera, e Obi-Wan Kenobi tornare in vita nella sua forma carnale grazie al potere della Forza.[13]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese di Il ritorno dello Jedi iniziarono l'11 gennaio 1982 e terminarono il 20 maggio 1982. Le riprese esterne si svolsero per la maggior parte in California, mentre gli interni vennero girati negli Elstree Studios in Inghilterra. Per tenere il tutto nella più assoluta segretezza, alla lavorazione del film venne dato il titolo fasullo Blue Harvest con sottotitolo "Horror Beyond Imagination". L'espediente venne messo in atto per celare a stampa e fan cosa stessero effettivamente girando, in modo da non far trapelare notizie dal set.

Il primo trance di riprese fu un periodo di 78 giorni trascorso agli Elstree Studios in Inghilterra, dove le riprese del film occuparono tutti e nove gli studi disponibili. Le riprese iniziarono con una scena, poi eliminata dalla versione finale del film, dove i protagonisti si ritrovano nel mezzo di una tempesta di sabbia su Tatooine mentre fanno ritorno al Millennium Falcon dopo essere sfuggiti alle fauci del Sarlacc.[11] Mentre si cercava di filmare la scena dove Luke Skywalker cerca di sfuggire dalle grinfie del mostruoso rancor, Lucas insistette per provare a realizzare la scena nello stile dei vecchi film di Godzilla della Toho ricorrendo all'uso di uno stuntman in costume. La produzione fece diversi tentativi, ma alla fine non si riuscì ad ottenere un risultato credibile. Allora Lucas decise di utilizzare un modello del rancor manovrato da un tecnico e di riprenderlo a velocità doppia in modo da eludere l'effetto "pupazzo".[6] In aprile, la troupe si trasferì nel deserto di Yuma in Arizona per un periodo di due settimane per girare gli esterni di Tatooine.[11] Poi la produzione si trasferì nella foresta di redwood nel nord della California vicino a Crescent City, dove due settimane furono occupate per riprendere gli esterni della foresta di Endor, prima di spostarsi a San Rafael (California) negli studi della ILM per circa dieci giorni di riprese in bluescreen. Per le scene delle corse ad alta velocità delle speeder-bike fu impiegata una Steadicam speciale dalla seconda unità di regia.[14] L'inventore di tale congegno, Garrett Brown, si occupò personalmente delle riprese camminando nella foresta e filmando a meno di un fotogrammo al secondo. Camminando a velocità costante di circa 8 km/h e proiettando poi le immagini a 24 fotogrammi al secondo, fu possibile dare l'impressione che la velocità di spostamento fosse di 190 km/h.[6]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Il doppiaggio è stato diretto da Mario Maldesi. Le scene ridoppiate per l'Edizione Speciale del 1997, invece, sono state dirette da Tonino Accolla.
  • Nella riedizione del 1997, la scena in cui Luke (in ologramma) si presenta a Jabba the Hutt è stata ridoppiata da Francesco Prando. Prando ridoppiò anche alcune brevi sequenze di Luke su Endor.
  • Sempre nell'Edizione Speciale del 1997, alcune brevissime scene di Ian durante il combattimento su Endor, sono state ridoppiate da Angelo Maggi.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Blu-ray Disc[modifica | modifica wikitesto]

il 13 settembre 2011 il film è uscito in Blu-Ray Disc compreso nel cofanetto completo dell'esalogia o nell'edizione separata della "Old Trilogy". Come accaduto nella edizione in VHS del 97', in DVD del 2004, pure quest'ultima rimasterizzazione del film in alta definizione, ha visto subire alcune notevoli modifiche in determinate scene. La modifica più celebre presente in questa versione è la "famigerata" (secondo la gran parte dei fan storici della serie) aggiunta dell'urlo «Noooooo!» da parte di Dart Fener nella scena dove egli getta l'Imperatore negli abissi della seconda Morte Nera.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film, come i precedenti due, fu un successo e incassò 475.106.177 dollari[15] a livello internazionale. Negli Stati Uniti d'America incassò 309 306 177 dollari.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola, nonostante il successo, non entusiasmò i critici tanto quanto i primi due episodi, nello specifico le maggiori perplessità, nonostante sequenze notevolmente riuscite come quella del Sarlacc, delle speeder-bike su Endor, della battaglia spaziale tra i ribelli e la flotta imperiale, e il duello finale tra Luke Skywalker e Dart Fener, si diressero nei confronti della battaglia terrestre tra gli Ewok e gli stormtrooper imperiali nella foresta.[16] Molti fan espressero il loro disappunto per la poca credibilità verso il fatto che gli Ewok (una razza di piccole creature estremamente primitiva armata solo di frecce e pietre) sconfiggessero le truppe imperiali armate di tutto punto. Lucas difese il suo punto di vista sullo scenario dipinto, dicendo come l'intento degli Ewok fosse solo quello di distrarre le forze imperiali, e che non sconfissero veramente i soldati dell'Imperatore, ma li rallentarono tanto quanto per permettere ai ribelli di far saltare lo scudo deflettore della seconda Morte Nera.[10] L'ispirazione per la vittoria degli Ewok arrivò a Lucas dalla guerra del Vietnam, dove gli indigeni Vietcong riuscirono a prevalere contro i tecnologicamente superiori Stati Uniti d'America.[17]

Nel 2008, Il ritorno dello Jedi risulta al 91º posto nella classifica dei 500 più grandi film di tutti i tempi pubblicata da Empire[18].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno dello Jedi venne ridistribuito nei cinema il 14 marzo 1997 con l'aggiunta di varie modifiche. Sono usciti tre diversi finali di questo episodio. La seconda versione infatti, pubblicata nel 1997 mostra scene di festeggiamenti in pianeti diversi, mai visti prima, e inoltre la colonna sonora finale è diversa dalla versione originale del 1983. Nella versione in DVD distribuita in commercio nel 2004, nel finale del film il fantasma di Anakin Skywalker non appare in versione adulta ma in versione giovanile leggermente invecchiata sostituendo Sebastian Shaw, che ha interpretato Anakin alla fine della vecchia trilogia, con Hayden Christensen, che interpreta Anakin negli episodi II e III nella nuova trilogia. Inoltre, nonostante si mantenga la stessa colonna sonora del 1997, sono state aggiunte altre scene di festeggiamenti anche sui pianeti che nel frattempo sono apparsi negli episodi I, II, III come Coruscant, Naboo, Tatooine e Bespin. Sono poi stati aggiunti tentacoli supplementari e l'aspetto da pianta carnivora alla fossa del Sarlacc. Infine, nella scena della danza ambientata nel palazzo di Jabba, la canzone che appariva nella sequenza originale, Lapti Nek, è stata sostituita con Jedi Rocks, brano interpretato da figure in CGI.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Star Wars: Il risveglio della Forza.

Il 30 ottobre 2012, con l'annuncio dell'acquisizione della LucasFilm da parte della Disney, venne annunciata ufficialmente la produzione di un sequel de Il Ritorno dello Jedi, il primo di una nuova trilogia. Uscito il 18 dicembre 2015, Star Wars: Il risveglio della Forza (titolo ufficiale: Star Wars - The Force Awakens, Episodio VII) è ambientato circa 30 anni dopo gli eventi del sesto episodio ed è stato diretto da J. J. Abrams e co-sceneggiato insieme a Lawrence Kasdan[19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Star Wars: Episode VI Return of the Jedi, Lucasfilm. URL consultato il 4 marzo 2010 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2010).
  2. ^ Return of the Jedi, su Box Office Mojo, IMDB, 2006. URL consultato il 30 luglio 2006.
  3. ^ Return of the Jedi, BoxOffice. URL consultato il 27 aprile 2016.
  4. ^ Return of the Jedi, su The Numbers, Nash Information Services, 2015. URL consultato il 1º giugno 2015.
  5. ^ DETERMINATIVI, ARTICOLI, su www.treccani.it. URL consultato il 19 agosto 2015.
  6. ^ a b c d e f Empire of Dreams: The Story of the Star Wars Trilogy Star Wars Trilogy Box Set DVD documentary, [2004]
  7. ^ David Lynch Meets George Lucas, YouTube. URL consultato il 1º dicembre 2014.
  8. ^ Shawn Adler (September 20, 2007). "Cronenberg's Aborted Job Offer: Star Wars: Return of the Jedi Director's Chair?". MTV Movies Blog
  9. ^ Dale Pollock, Skywalking: The Life and Films of George Lucas, Da Capo, 1999, ISBN 0-573-60606-4.
  10. ^ a b c Star Wars Episode VI: Return of the Jedi DVD commentary featuring George Lucas, Ben Burtt, Dennis Muren and Carrie Fisher. Fox Home Entertainment, 2004
  11. ^ a b c Marcus Hearn, Cliffhanging, in The Cinema of George Lucas, New York City, Harry N. Abrams Inc, 2005, pp. 140–1, ISBN 0-8109-4968-7.
  12. ^ Star Wars Episode III: Revenge of the Sith DVD commentary featuring George Lucas, Rick McCallum, Rob Coleman, John Knoll, and Roger Guyett. Fox Home Entertainment, 2005
  13. ^ George Lucas, Star Wars — Episode VI: "Revenge of the Jedi" Revised Rough Draft, Starkiller, 12 giugno 1981. URL consultato il 22 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2007).
  14. ^ Return of the Jedi: Steadicam Plates, p. 3, in American Cinematographer. URL consultato il 19 agosto 2007.
  15. ^ Il ritorno dello Jedi (1983) - Statistiche
  16. ^ The best – and worst – movie battle scenes, CNN, 30 marzo 2007. URL consultato il 1º aprile 2007.
  17. ^ J.W. Rinzler, The Making of Star Wars: Return of the Jedi.
  18. ^ Empire Features
  19. ^ Star Wars: Episodio VII. Al cinema nel dicembre 2015, mentelocale.it
  20. ^ JJ Abrams dirigerà Star Wars Episodio VII! | Best Movie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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